Cultura
"Run Rome The Marathon'', quando la corsa diventa racconto collettivo
Roma corre. E quando Roma corre, non è soltanto sport.
È storia, turismo, partecipazione, economia, ma soprattutto racconto umano. La Acea Run Rome The Marathon, giunta alla 31ª edizione, si prepara a trasformare ancora una volta la Capitale in un grande palcoscenico a cielo aperto.
L’appuntamento è per domenica 22 marzo 2026, con partenza alle 8.00 dai Fori Imperiali e arrivo al Circo Massimo, lungo i canonici 42,195 chilometri della maratona. Quella del 2026 si annuncia come l’edizione della Run Rome più grande di sempre: 36mila iscritti alla maratona, corridori provenienti da oltre 160 Paesi, più di 10mila donne al via.
Numeri che proiettano la corsa romana tra le grandi del panorama mondiale, tanto da collocarla tra le prime dieci maratone al mondo per numero di partecipanti. "Run Rome The Marathon" non è soltanto una competizione È un evento diffuso che coinvolge migliaia di persone, professionisti e amatori, cittadini e turisti.
Accanto alla gara principale si correranno anche la Acea Run4Rome Relay, la staffetta solidale che coinvolge oltre 40 organizzazioni non profit e porterà in strada circa 6mila partecipanti, e la Plogging Relay, una corsa speciale che unisce sport e sostenibilità attraverso la raccolta dei rifiuti lungo il percorso. Alla fine saranno circa 60mila le persone con un pettorale, mentre considerando accompagnatori e pubblico si stima un weekend con oltre 120mila presenze in città.
Un evento che genera anche un impatto economico significativo: secondo le stime degli organizzatori l’indotto potrebbe superare i 120 milioni di euro, più del doppio rispetto all’anno precedente. Correre dentro la storia Uno dei motivi per cui la Maratona di Roma è così amata è il percorso unico al mondo.
I corridori attraversano alcuni dei luoghi più iconici della città: dal Colosseo ai Fori Imperiali, passando per Piazza Venezia, Via della Conciliazione, Castel Sant’Angelo, il Lungotevere, il Circo Massimo, fino a sfiorare monumenti e piazze che raccontano millenni di storia. Correre a Roma significa letteralmente correre dentro un museo a cielo aperto, con il pubblico che accompagna i runner tra applausi, musica e punti di animazione lungo tutto il tracciato.
Una maratona sempre più internazionale La presentazione ufficiale dell’evento si è svolta venerdì 13 marzo 2026 nella Terrazza Protomoteca del Campidoglio, alla presenza delle istituzioni e degli organizzatori. L’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato ha sottolineato la crescita costante della manifestazione e il valore strategico per la città:
“Sarà un weekend di festa con oltre 120mila presenze tra atleti e accompagnatori. Un risultato enorme che conferma come la collaborazione con gli organizzatori Infront Italy e Corriere dello Sport – Stadio sia stata positiva e lungimirante.
La maratona ha ormai raggiunto una dimensione internazionale e vogliamo continuare a farla crescere”. Anche Fabio Martelli, presidente della FIDAL Lazio, ha definito l’organizzazione un vero “capolavoro logistico”, capace di valorizzare il running e l’atletica e di confermare Roma come uno dei grandi appuntamenti europei della corsa su strada.
Non a caso la maratona entra ufficialmente nel circuito European Marathon Classics, che riunisce alcune delle corse più iconiche del continente insieme a città come Londra, Vienna, Copenaghen, Lisbona, Varsavia e Francoforte. Correre per qualcosa di più Ma oltre ai numeri e allo spettacolo sportivo, la maratona porta con sé anche una forte dimensione simbolica e sociale.
Tra le iniziative previste quest’anno spicca il “Ponte della Pace”, che sarà allestito al chilometro 6 della gara, sul Ponte Settimia Spizzichino. Qui si svolgerà l’iniziativa “The Mother’s Call”, con la partecipazione di una madre israeliana e una palestinese, protagoniste di momenti di dialogo e testimonianza durante il weekend della maratona.
Un segnale potente che ricorda come lo sport possa diventare anche luogo di incontro, di ascolto e di riconciliazione. Un traguardo sostenibile Nella corsa verso la sostenibilità la Acea Run Rome The Marathon ha conquistato, nel 2022, la certificazione ISO 20121 attraverso l’Ente certificatore RINA e continua a perseguire ogni anno nuovi obiettivi di sostenibilità.
Correre insieme La Maratona di Roma resta soprattutto una storia di partecipazione. Professionisti e amatori, runner esperti e persone alla loro prima esperienza condividono lo stesso percorso, la stessa fatica, lo stesso traguardo.
È forse questa la ragione più profonda del successo della manifestazione. Perché, in fondo, lo spirito della maratona resta sempre lo stesso:
L’importante non è vincere, ma esserci. E quando si corre tra i monumenti di Roma, esserci significa diventare parte di una storia collettiva che, per qualche ora, unisce il mondo intero nel ritmo dei passi.
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