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Storia

Sherlock Holmes è esistito veramente? La storia di Joseph Bell, il chirurgo che ispirò Arthur Conan Doyle nella creazione del celebre detective

Domenica 28 dicembre 2025 ore 06:00 Fonte: Storica National Geographic
Sherlock Holmes è esistito veramente? La storia di Joseph Bell, il chirurgo che ispirò Arthur Conan Doyle nella creazione del celebre detective
Storica National Geographic

Se chiedessimo a chiunque chi sia il detective più famoso della storia, la risposta sarebbe quasi certamente Sherlock Holmes. E sebbene si tratti di un personaggio di finzione, in questa risposta c'è un fondo di verità: la sua personalità e il suo infallibile metodo deduttivo si basano su una figura reale.

Quella persona non era, però, un detective ma un chirurgo scozzese di nome Joseph Bell. Bell fu docente di un giovane studente chiamato Arthur Conan Doyle, che studiò e praticò la medicina prima di passare alla storia come scrittore.

Chi fu Joseph Bell? Nato a Edimburgo nel 1837, Joseph Bell fu un medico molto stimato nel suo tempo nei campi dell’anatomia e della chirurgia.

Apparteneva a una prestigiosa famiglia di chirurghi della capitale scozzese e riuscì a conquistarsi il rispetto della professione presso la Royal Infirmary e il Royal Hospital for Sick Children di Edimburgo. Fu inoltre professore di chirurgia operatoria e di urologia, nonché autore di un manuale specialistico di chirurgia genitourinaria che ebbe ampia diffusione e grande influenza tra i medici del settore.

Una medicina all’avanguardia È noto che Bell applicasse tecniche molto avanzate per la sua epoca, operando in un contesto chirurgico in cui il cloroformio e i metodi antisettici introdotti da Joseph Lister, inventore e il propugnatore del metodo dell'antisepsi, erano già entrati nella pratica clinica corrente. Nel suo manuale dedicò un ampio capitolo alla chirurgia pelvica, corredato da testi e illustrazioni di grande chiarezza didattica.

In particolare descrive nel dettaglio le procedure utilizzate per il trattamento dei calcoli vescicali e illustra con precisione i diversi accessi chirurgici all’organo, indicando per ciascuno i rischi e le possibili complicazioni postoperatorie. Un metodo deduttivo fuori dal comune Ciò che più colpiva di Bell, tuttavia, era il suo singolare metodo deduttivo applicato ai pazienti.

Dotato di un’eccezionale capacità di osservazione, seppe trasformare l’attenzione ai minimi dettagli in uno strumento diagnostico di straordinaria efficacia. Per comprendere questa abilità, si può paragonare il suo lavoro a quello di un restauratore d’arte che non si limita a osservare un dipinto antico, ma analizza anche la polvere depositata, l’umidità della tela, il taglio del legno della cornice o persino l’impronta di una mano in un angolo.

Ogni dettaglio fornisce informazioni sull’origine, sulla tecnica, sulla manipolazione e sulla storia dell’opera. Allo stesso modo Bell osservava i suoi pazienti, portando l’esame clinico a un livello superiore: non solo individuava la patologia, ma riusciva spesso a dedurre aspetti della vita personale degli individui.

Questa capacità, senza dubbio, stupì e ispirò Conan Doyle nella creazione del suo celebre personaggio. Maestro e allievo Conan Doyle iniziò gli studi di medicina presso l’Università di Edimburgo nel 1876.

Fu lì che conobbe Bell, il cui metodo deduttivo avrebbe contribuito in modo decisivo alla nascita della figura di Sherlock Holmes. Doyle esercitò effettivamente la professione medica per alcuni anni e lavorò anche come chirurgo a bordo di una nave baleniera, la The Hope, che nel 1880 navigò per sei mesi verso l’Artico.

Successivamente s’imbarcò come medico sulla SS Mayumba, diretto verso le coste dell’Africa occidentale. Già durante gli anni universitari, tuttavia, affiancava alla medicina la passione per la scrittura.

Questa divenne centrale quando si trasferì a Londra per esercitare, con scarso successo, la professione di oculista. Avendo pochi pazienti, poteva dedicare sempre più tempo alla scrittura.

Di lì a poco sarebbe nato il mito di Sherlock Holmes. La medicina nell’opera di Conan Doyle Tutti ricordiamo la sorprendente capacità deduttiva di Sherlock Holmes, ma nei racconti di Conan Doyle emergono anche numerosi dettagli che restituiscono un quadro vivido della pratica medica del tempo.

Nel racconto Il paziente interno, per esempio, viene descritto quanto fosse difficile specializzarsi a Londra alla fine del XIX secolo. Un medico ambizioso doveva aprire lo studio nelle vie intorno a Cavendish Square, sostenere affitti elevatissimi, investire in un arredamento adeguato al prestigio desiderato e mantenersi economicamente per anni, oltre a possedere un carro e un cavallo all’altezza del proprio status.

Bell oltre Sherlock L’influenza di Joseph Bell non si esaurisce nella figura di Sherlock Holmes. Ancora oggi il suo carattere e il suo metodo deduttivo continuano a ispirare nuove narrazioni.

È il caso del popolare personaggio televisivo di Dr. House, il cui temperamento brusco e la straordinaria capacità diagnostica sembrano ricalcare, almeno in parte, la figura del chirurgo scozzese.

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