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Cultura

White Entropy: camminare sul ghiacciaio del Monte Bianco all’aeroporto di Milano Malpensa

Martedì 13 gennaio 2026 ore 00:11 Fonte: ReWriters
White Entropy: camminare sul ghiacciaio del Monte Bianco all’aeroporto di Milano Malpensa
ReWriters

Vi racconto di una mostra che mi ha colpito per diversi motivi. Il primo è il luogo: l’aeroporto di Milano Malpensa.

Uno spazio di passaggio, funzionale, dove spesso ci si trova per lavoro o per coincidenze non programmate. Ed è proprio lì, senza averlo pianificato, che può accadere di imbattersi in un’esperienza artistica capace di fermare il tempo.

Sto parlando di “White Entropy”, mostra personale di Jacopo Di Cera, a cura di Massimo Ciampa, in programma dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 nello spazio PhotoSquare del Terminal 1. Qui la fotografia non resta appesa alle pareti: scende a terra.

Una grande superficie di carta fotografica riproduce dall’alto il ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco. Su quella superficie si cammina.

E ogni passo lascia un segno, una lacerazione, una ferita. È un gesto semplice, quotidiano, ma carico di significato: ciò che calpestiamo si consuma, si trasforma, non torna più com’era prima.

Esattamente come i ghiacciai, che sotto il peso dell’uomo si assottigliano e arretrano. Ne parlo anche perché la montagna per me non è solo un soggetto visivo, ma un luogo dell’anima.

Su questo blog, due anni fa, ho scritto un articolo dedicato al Pordoi, e chi mi legge sa quanto questo paesaggio sia parte del mio immaginario. La fotografia di montagna, del resto, è stata una delle basi fondanti della storia della fotografia stessa.

Lo compresi fino in fondo nel 2012, quando andai a Modena a visitare una grande mostra delle opere di Ansel Adams, “La Natura è il mio regno”. Non ci andai da solo: ero con un amico fotografo che oggi voglio ricordare qui, Astolfo Leti Messina.

Astolfo, negli anni Novanta, realizzò il celebre calendario “Il Pirellone”, un progetto che ebbe un grande successo di pubblico. Era un calendario fotografico che, con intelligenza e ironia colta, ribaltava l’immaginario tradizionale: al posto delle donne nude, proponeva uomini nudi, citazionisti, teatrali, mai banali, sempre giocati su un registro ironico e raffinato.

Astolfo se n’è andato durante il Covid. Non ho potuto salutarlo.

Ricordarlo oggi, parlando di fotografia e di montagna, mi sembra il modo giusto per riportarlo con me in quei giorni a Modena, davanti alle immagini di Ansel Adams, dove la montagna diventava silenzio, misura, tempo. White Entropy raccoglie quell’eredità e la spinge oltre Qui non ci limitiamo a osservare la montagna: ne diventiamo parte attiva.

La attraversiamo, la consumiamo. Il visitatore è coinvolto direttamente nel processo di deterioramento dell’opera, e quindi del paesaggio che essa rappresenta.

Camminare su queste immagini significa assumersi una responsabilità, anche solo per un istante. Far accadere tutto questo in un aeroporto internazionale rende il messaggio ancora più potente.

Tra un gate e una partenza, l’arte irrompe nella quotidianità e ci ricorda che ogni nostro passaggio lascia una traccia. Se vi trovate a Malpensa nei prossimi mesi, fermatevi.

Non è una mostra da guardare distrattamente. È un’esperienza da attraversare con attenzione, come si farebbe su un ghiacciaio vero.

Jacopo Di Cera: l’artista Nato a Milano nel 1981, Jacopo Di Cera arriva alla fotografia dopo un’esperienza nel mondo della comunicazione. Trasferitosi a Roma, studia con maestri internazionali e nel 2010 vince il concorso National Geographic.

Nel 2016 sviluppa il concetto di Fotomaterismo, una ricerca che unisce fotografia e materia e che viene esposta in contesti prestigiosi come il PAN di Napoli, Paris Photo, MIA Fair, Les Rencontres d’Arles e Paratissima. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia e presenta opere sull’imbarcazione Edipo Re di Pasolini.

Dal 2020 esplora l’arte digitale con progetti come Infinity, esposti in città come Roma, Milano, Miami, New York, Dubai, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta l’Italia alla Dubai Art Fair, mentre nel 2025 realizza l’installazione principale Retreat.

Con White Entropy, Di Cera unisce fotografia, installazione e partecipazione attiva del pubblico, trasformando l’immagine in esperienza e invitandoci a riflettere sul fragile equilibrio tra uomo, natura e tempo. White Entropy di Jacopo Di Cera, a cura di Massimo Ciampa, è visitabile fino al 31 marzo 2026 presso lo spazio espositivo PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1: una mostra a ingresso libero, da incontrare magari per caso, come certi paesaggi che non si dimenticano più.

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