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Politica

L’Unione Europea esca dal sonno e dichiari la sua indipendenza dall’America di Trump

Martedì 6 gennaio 2026 ore 14:10 Fonte: Strisciarossa

Il testo che segue è un riassunto dell'articolo L’Unione Europea esca dal sonno e dichiari la sua indipendenza dall’America di Trump generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

Gli sviluppi dell'operazione americana in Venezuela rendono necessario che l'Unione Europea si svegli e dichiari la sua indipendenza dall'America di Trump
L’Unione Europea esca dal sonno e dichiari la sua indipendenza dall’America di Trump
Strisciarossa

L’operazione Absolue Resolve in Venezuela fa parte della nuova Dottrina Donroe annunciata dal vicepresidente Vance a Monaco, ribadita a settembre da Donald Trump davanti alla Assemblea delle Nazioni Unite e poi confermata nella National Security Strategy (NSS) del 5 dicembre diffusa dalla Casa Bianca. Si tratta di un’operazione non dissimile da quella “speciale” lanciata da Vladimir Putin contro l’Ucraina il 24 febbraio 2022 ma con una violenta efficacia militare sconosciuta alla Federazione russa le cui truppe sono da quasi quattro anni bloccate sul terreno anche grazie alla resistenza del popolo ucraino e all’ampio sostegno internazionale.

Alla violenza dell’efficacia militare statunitense non corrisponde tuttavia il risultato strategico immaginato da Washington perché è forte la possibilità di un lungo periodo di caos di cui subiranno le conseguenze il popolo venezuelano già ridotto allo stremo dalla dittatura di Maduro illegittimamente al potere dal 2024 ma tutta l’America Latina e più in generale l’economia internazionale. Non dobbiamo tuttavia rinunciare alla speranza o alla convinzione che la politica sciagurata di Donald Trump e degli altri autocrati nel mondo provochi contro-reazioni interne ed internazionali tali da impedirle di realizzarsi come essa è stata preannunciata nella NSS.

Un segnale significativo da parte dell’Europa, anche se ancora non sufficiente, in realtà è venuto, anche se non dalle istituzioni comunitarie ma dalla riunione che ieri hanno tenuto a Parigi i cosiddetti “volenterosi” impegnati nella discussione sulle granzie di sicurezza da preparare per l’Ucraina se e quando si arriverà a un accordo di pace con la Russia. Si tratta di una presa di posizione abbastanza chiara sulle assurde pretese trumpiane sulla Groenlandia. «La sicurezza dell’Artico rimane una priorità chiave per l’Europa ed è un punto critico per la sicurezza internazionale e transatlantica» si legge in un comunicato firmato dai capi di governo di Danimarca,  Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia.

“La sicurezza – si legge ancora nel documento –  deve essere raggiunta di conseguenza collettivamente tra gli alleati Nato inclusi gli Stati Uniti, tenendo fede ai principi delle Nazioni Unite incluse la sovranità e l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli».

Non solo Trump: dagli Usa arrivano anche segnali incoraggianti Alcuni segnali importanti arrivano anche dall’altra parte dell’Atlantico con gli intensi appelli di Bernie Sanders, le ultime elezioni statali e locali a cominciare dalla città di New York e dal nuovo sindaco Mamdani, le prime crepe nel fronte repubblicano in vista delle elezioni di Mid-Term ricordando le crescenti proteste popolari in Iran in un paese che fu una volta la culla di una grande cultura. L’Unione europea, che è ancora sulla carta (nel senso della Carta firmata a Nizza venticinque anni fa) uno stato di diritto, deve uscire dal suo sonno e rivendicare con forza e determinazione i suoi valori ed i suoi principi al suo interno, verso tutti i paesi candidati all’adesione e a livello internazionale come elementi fondanti di tutti i partenariati strategici.

L’Unione europea deve uscire dal suo sonno rivendicando insieme ai paesi dell’America Latina la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici in Venezuela e l’organizzazione di libere elezioni presidenziali e legislative sotto un controllo internazionale come non avvenne nel 2024 così come si devono esigere libere elezioni presidenziali e legislative in Ucraina e nei territori palestinesi dopo i cessate-il-fuoco. Le elezioni, tuttavia, non bastano perché non basta la democrazia rappresentativa se essa non è accompagnata e sostenuta dal ruolo della società civile organizzata e da politiche per realizzare una vera giustizia sociale e una democrazia economica in coerenza con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile con principi, regole e istituzioni di garanzia che sono stati dimenticati nel Patto per il Futuro delle Nazioni Unite.

L’Unione europea deve uscire infine dal suo sonno riaprendo un percorso democratico e costituente verso il modello federale immaginato a Ventotene e dimenticando la via tortuosa e inefficace prevista a Lisbona che contiene i principi inefficaci del potere di veto e del fatto che i governi nazionali sono “i signori dei Trattati”. L’ostilità di Donald Trump contro l’Unione europea si è manifestata concretamente nella deregolamentazione digitale, nell’infosfera e nell’intelligenza artificiale, nelle regole ambientali e negli obiettivi dello sviluppo sostenibile, nell’imposizione delle tariffe doganali in occasione del vergognoso accordo nel resort di Turnberry con la Presidente von der Leyen così come nella Alleanza Atlantica e nei tavoli dei negoziati internazionali.

L’ostilità americana è agevolata dalle divisioni nella Ue Certo, la forza della sua ostilità è agevolata dalle divisioni fra europei e dall’incapacità dell’Unione europea di definire con chiarezza i suoi interessi strategici e di difenderli in tutte le sedi internazionali. A ciò si aggiunge l’ambiguità delle forze politiche europee in cui le simpatie putiniane dei nazionalisti di estrema sinistra e dei patrioti di estrema destra accomunati dall’euro-scetticismo sono largamente compensate dalle poco note frequentazioni comuni nella Unione della Democrazia internazionale (UDI) di partiti di centro e partiti di destra come per l’Italia Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Forza Italia di Antonio Tajani fianco a fianco con Fidesz ungherese di Viktor Orban, i conservatori britannici e, naturalmente, il Partito Repubblicano di Donald Trump .

Nel leggere il NSS del 5 dicembre 2025 insieme al discorso di J.D. Vance del 14 febbraio 2025 viene in mente la definizione di “rivale sistemico” affibbiata dall’Unione europea alla Cina sapendo che il cambio di regime a Washington ha trasformato l’amministrazione statunitense in un temporaneo rivale e che come tale deve essere trattata nella politica estera e di sicurezza, nelle transizioni gemelle ambientale e digitale, nel multilateralismo commerciale e finanziario, nei principi e valori dello stato di diritto, nella competitività industriale e tecnologica senza inutili tentativi di appeasement che finora non hanno funzionato e che anzi sono stati controproducenti. In questa situazione senza precedenti, le istituzioni europee dovrebbero discutere e adottare una “Dichiarazione di Indipendenza” con conseguenze rilevanti in materia di politica estera, di sicurezza e della difesa da introdurre in tutti gli atti delle sue relazioni internazionali.

Scegliamo per cambiare l’Europa e il mondo le parole di Aristotele: logos, ethos e pathos. L'articolo L’Unione Europea esca dal sonno e dichiari la sua indipendenza dall’America di Trump proviene da Strisciarossa.

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