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Cultura

Femminicidio a Cava de’ Tirreni, imprenditrice uccisa dal compagno

Martedì 23 dicembre 2025 ore 00:59 Fonte: ReWriters
Femminicidio a Cava de’ Tirreni, imprenditrice uccisa dal compagno
ReWriters

Il 21 novembre 2025, a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, si è consumato un altro femminicidio, l'ennesimo del 2025. Anna Tagliaferri, 40 anni, imprenditrice, titolare della storica pasticceria Tirreno, è stata uccisa dal compagno Diego Di Domenico, suo coetaneo, con il quale conviveva da circa un anno.

L’aggressione è avvenuta all’interno dell’abitazione di via Ragone. L’uomo ha colpito la donna più volte con un coltello da cucina, ferendola in modo mortale.

Per Anna Tagliaferri non c’è stato nulla da fare. La violenza che esplode nello spazio domestico Al momento dell’aggressione, in casa era presente anche la madre della vittima, una donna di 75 anni.

La donna ha tentato di frapporsi tra la figlia e l’aggressore, rimanendo a sua volta ferita. Le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita.

Subito dopo aver colpito Anna Tagliaferri, Diego Di Domenico si è allontanato dall’appartamento, ha raggiunto la tromba delle scale, è uscito da una finestra della palazzina e ha scavalcato fino ad arrivare sul tetto, da dove si è lanciato nel vuoto. L’uomo è morto sul colpo, cadendo in un cortile adiacente.

Le indagini e l’assenza di segnali pregressi Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti. Il coltello da cucina utilizzato per l’omicidio è stato rinvenuto e sequestrato.

La dinamica dei fatti è apparsa chiara fin dalle prime verifiche. È probabile che il pubblico ministero di turno disponga l’autopsia su entrambi i corpi.

Al momento non risultano denunce, segnalazioni o interventi precedenti che potessero far presagire l’escalation di violenza culminata nel femminicidio. Femminicidio.

Una ferita contemporanea che si ripete La notizia ha scosso profondamente la comunità di Cava de’ Tirreni, dove Anna Tagliaferri era molto conosciuta e stimata per la sua attività imprenditoriale. Il caso si inserisce in una lunga sequenza di episodi di violenza contro le donne che continua a segnare la cronaca, spesso all’interno di relazioni affettive e contesti familiari.

Ancora una volta, la violenza si è manifestata nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro, senza segnali ufficiali o allarmi precedenti, confermando come il femminicidio resti un fenomeno strutturale e persistente della contemporaneità. Vi invito a leggere il libro L'ho uccisa perché l'amavo, scritto da Michela Murgia e Loredana Lipperini.

Per capire l'importanza di questo testo vi lascio l'introduzione di Loredana Lipperini. Anni di storie, veicolate da libri, film o melodrammi, ci hanno abituato a pensare che uccidere una donna che fugge, che si nega, è qualcosa che può essere tollerato.

È chi uccide che va compreso, perché in preda a un raptus o troppo innamorato. Ma chiamare gelosia l'ansia del controllo perso e amore il rifiuto di accettare la libertà dell'altra persona è un'insopportabile manipolazione del significato delle parole.

Un invito potente a riconsiderare il linguaggio con cui parliamo di femminicidio, e a non cedere alle narrazioni che tendono a giustificare o minimizzare la violenza di genere. Loredana Lipperini The post Femminicidio a Cava de’ Tirreni, imprenditrice uccisa dal compagno appeared first on ReWriters.

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