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Cultura

Orwell e la disinformazione ai tempi dei Social Media

Sabato 28 febbraio 2026 ore 01:06 Fonte: ReWriters
Orwell e la disinformazione ai tempi dei Social Media
ReWriters

Ogni giorno tutto quello che sappiamo si misura con l'informazione ma anche con una divulgazione di fake news che in gergo vuol dire notizie false e pseudonotize, perchè non tutto quello che vediamo e leggiamo può necessariamente corrispondere al vero. Gli strumenti di diffusione delle notizie sono aumentati e cambiati, basta pensare ai social media e non solo ai mezzi di comunicazione di massa, facendo in questo modo aumentare in modo esponenziale le diffusione di notizie non sempre attendibili.

All'inizio tutto avveniva in maniera passiva da parte di chi leggeva (sopratutto nel periodo della pandemia) poi c'è stato un boomerang di ritorno che cambiava il nostro atteggiamento: pensare in modo critico alle informazioni che leggiamo e allo stesso tempo anche dei contenuti video. Gli algoritmi e l'AI hanno peggiorato la capacità di poter distinguere la verità I social media nel nostro paese detengono il primato in merito alla diffusione di notizie false, che arrivano dai report che ogni sei mesi le piattaforme forniscono alla Commissione Europea in merito al Codice di condotta sulla disinformazione .

Le fake news possono essere riassunte per tipologia: notizie false per sviare l'avversario, ma anche quando l'informazione viene creata per rimarcare un concetto e un'idea da diffondere in maniera massiva e per errori da parte dei giornalisti. Un ruolo fondamentale è dato anche dalla satira sopratutto in situazioni che riguardano la politica, ma non solo perché oltre alla parte relativa ai social media esistono dei siti web che si occupano di creare delle apposite bufale che poi con molta maestria arrivano ovunque creando la notizia.

Si parte da un fatto reale per poi costruirci intorno una serie di informazioni false, appunto come dicevamo prima le fake news. E' fondamentale andare sempre alla fonte della notizia e non sempre trovarla ovunque vuol dire che corrisponda al vero.

Sicuramente una proposta di lettura da integrare a questo discorso sull'informazione è 1984 edito da Feltrinelli. di George Orwell pseudonimo di Eric Arthur Blair, uno scrittore e giornalista inglese che denuncia i sistemi totalitari: dove c'è un controllo costante delle persone e una manipolazione della lingua, portano alla riscrittura della storia alterando ogni libertà e il primo di tutti sta nel pensiero libero. Social media, analisi critica Come nelle fake news prendo a esempio il pensiero libero che cerca di essere indirizzo in un comune concetto, dove più persone porteranno avanti un'idea che deriva dal ridurre il numero di parole, ma solo attraverso la cultura che passa dai libri possiamo cambiare questa riduzione del pensiero.

Sviluppare sempre un concetto facendo analisi critica, perchè il concetto che si vuole esprimere può variare insieme ai media, alla politica e alla società culturale in cui si è inseriti. The post Orwell e la disinformazione ai tempi dei Social Media appeared first on ReWriters.

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