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Politica

E con i socialisti Parigi rilancia la speranza, l’inclusione e l’eguaglianza

Martedì 24 marzo 2026 ore 15:27 Fonte: Strisciarossa
E con i socialisti Parigi rilancia la speranza, l’inclusione e l’eguaglianza
Strisciarossa

Nel mio piccolo, quando i più consideravano esaurita la vicenda del Partito socialista francese, ho continuato a seguirne gli sviluppi. Dopo il secondo turno delle amministrative d’Oltralpe, mi sento di tratteggiare un quadro del genere: la parabola di Emmanuel Macron volge lentamente al termine, le destre, egemonizzate da Marine Le Pen, pur continuando a intercettare il consenso di tantissimi elettori, non riescono a elaborare una strategia politica ragionevole e all’altezza della situazione, la sinistra di Jean-Luc Mélenchon esprime con forza istanze di giustizia sociale e di riscatto, non riuscendo tuttavia a tradurle in un’adeguata proposta politica, i centristi alla François Bayrou nulla hanno più da dire.

Spetta dunque ai socialisti, accanto ai Verdi e ad altre formazioni della gauche, alcune delle quali eredi dell’esperienza comunista, proiettare se stessi e il Paese verso un nuovo inizio. Se senz’ombra di dubbio Roma non è l’Italia, più controversa è la posizione di Parigi: per alcuni aspetti è la Francia, per altri no.

Di certo, però, l’elezione a sindaco del socialista ed esponente della gauche Emmanuel Grégoire, che raccoglie l’eredità della socialista Anne Hidalgo, dà forza, anche in vista delle presidenziali del prossimo anno, all’ottimismo dell’intelligenza e della volontà. Eloquenti le sue parole: «Parigi sarà il cuore della resistenza contro questa alleanza di destra, che cerca di portarci via ciò che abbiamo di più prezioso e fragile: la semplice gioia di vivere insieme».

Incoraggianti i risultati elettorali anche in altre importanti città francesi. Qui più che mai, qui come in Italia, si delineano i due volti dell’offerta politica: da un lato la speranza – apertura, inclusione, futuro, eguaglianza, rispetto e valorizzazione delle differenze, libertà, nelle sue varie forme, Europa –, dall’altro la paura, incarnata da una destra bigotta, con pulsioni neofasciste, xenofoba, ostile all’Europa federale.

Sì, Grégoire ha colto il nocciolo della questione: dobbiamo convivere, e convivere bene! Come direbbe Salvatore Veca, si tratta innanzitutto di un dovere, di un must.

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