Storia
Com'erano le scuole di veggenti in Mesopotamia
In Mesopotamia era possibile intraprendere tre percorsi di studio per apprendere le diverse scienze divinatorie. Uno di questi consisteva nell'imparare a leggere quella che i Babilonesi chiamavano la «scrittura del cielo», ovvero indovinare il futuro osservando il firmamento.
L'astronomo o astrologo era conosciuto come «scriba del libro Quando gli dei Anu ed Enlil». Degli altri presagi spontanei, come i prodigi o gli eventi casuali, si occupava l'ashipu, tradotto come “esorcista” perché studiava anche i rituali magici, come quelli che servivano a liberarsi dai cattivi presagi.
La professione dell'aruspicina e degli altri presagi indotti era esercitata dal baru o “esaminatore” (di interiora). Per accedervi era necessario, oltre alle conoscenze proprie della disciplina, avere un determinato lignaggio e un fisico senza alcun difetto.
Una guida per interpretare i presagi Questo elaborato modello (nell'immagine in alto) rappresenta un fegato di agnello e serviva per l'insegnamento dei futuri aruspici nella Babilonia dell'epoca di Hammurabi (XVIII secolo a.C.). La superficie è divisa in sezioni o caselle con inciso un testo cuneiforme.
I fori rappresentano perforazioni epatiche causate da vermi parassiti, e le iscrizioni fanno riferimento ai presagi relativi a queste anomalie a seconda della posizione del fegato in cui si trovano. In una casella si legge, ad esempio:
“Il nemico conquisterà la città fortificata”; in un'altra: ‘Inondazioni’; in un'altra ancora: “Il dio Nergal [il dio della peste] ridurrà le forze del nemico”.
Fegati di pecora Gli aruspici assiri e babilonesi non solo mettevano per iscritto le loro conoscenze su tavolette di argilla, ma modellavano anche modelli a forma di fegato, polmoni o intestini della pecora sacrificata. Molti dei più di 150 modelli di fegato conservati recano iscrizioni che indicano i nomi delle parti dell'organo; altri includono il nome del cliente o brevi annotazioni relative alla consultazione divinatoria.
Questi oggetti avevano diverse funzioni, ma non c'è dubbio che servissero principalmente per l'apprendimento: con essi si insegnava la storia di famosi presagi e si permetteva di familiarizzare con il vocabolario tecnico. Oggi, il loro studio ci aiuta a identificare i termini babilonesi relativi all'anatomia delle viscere.
Il volto di Humbaba Questo famoso modello rappresenta il volto dell'orco Humbaba (o Huwawa in sumero), il guardiano della favolosa foresta di cedri ucciso da Gilgamesh e dal suo amico Enkidu in una delle avventure raccontate nell'Epopea di Gilgamesh. Secondo questo testo, Humbaba è raffigurato con il corpo di un uomo, zampe di leone al posto delle mani e un volto terrificante.
Qui, il volto è formato dalle curve del colon dell'agnello sacrificato; il presagio appare sul retro, dove è scritto il destino del regno quando le curve del colon dell'agnello sacrificato assomigliano a Humbaba: lo stesso destino, si dice, che ha contraddistinto il regno del celebre Sargon di Akkad, ovvero l'egemonia. Che il modello sia di straordinaria fattura è dimostrato dal fatto che il suo autore abbia deciso di apporre la sua firma sul retro: «Warad-Marduk, l'aruspicio, figlio di Kubburum, l'aruspicio».
Questo articolo appartiene al numero 203 della rivista Storica National Geographic.