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La grande fuga
La Net-Zero Banking Alliance, l’iniziativa tra colossi bancari sostenuta dall’Onu per raggiungere nel 2030 la proporzione di quattro a unotra gli investimenti energetici a basse emissioni e quelli basati sul fossile ha chiuso i battenti (Reuters). Dopo soli quattro anni di attività.
A dare la bordata finale all’iniziativa che doveva rappresentare il contributo delle grandi banche al taglio delle emissioni globali in linea con l’Accordo di Parigi – che per primo aveva capito come senza i grandi flussi finanziari nessuna transizione sarebbe stata percorribile – ci ha pensato Donald Trump e il suo desiderio di polverizzare tutto quel che ostacola la rinascita del fossile (Financial Times). Il presidente Usa ha accusato la Net-Zero Banking Alliance (NZBA) di comportamenti anti-concorrenziali perché privilegiava progetti che puntano a ridurre l’impronta di carbonio a scapito di altri a più alte emissioni.
Una decisione in linea con la sua volontà di demolire ogni tassello dell’Inflation Reduction Act di Biden, la più grande riforma statunitense per il clima da 400 miliardi di dollari, per rilanciare il settore petrolifero (Guardian). Negli ultimi mesi Trump ha aperto a nuove trivellazioni per gas e petrolio (Ap), ha attaccato sistematicamente l’industria eolica accusandola di costi eccessivi quando secondo i dati – scriveva a luglio Politico – negli Stati che hanno spinto su fonti rinnovabili i prezzi dell’energia sono in media più bassi.
Ha ritirato i finanziamenti in energie pulite all’estero per dirottarli sul fossile (Climate Home News), ha bloccato la costruzione di parchi eolici quasi completati (Le Monde) e ha fatto pressione sulla Banca mondiale perché finanziasse più progetti legati ai combustibili fossili. “Gli americani – scrive il Financial Times citando una fonte della Banca mondiale – stanno parlando di gas ovunque”.
All’apice delle sue attività la NZBA, scriveva nelle scorse settimane France24, contava 150 membri ma già alla fine del 2024, con la vittoria di Trump, aveva iniziato a perdere pezzi importanti, da JPMorgan Chase a Goldman Sachs e Bank of America. A nulla è servito il tentativo di alleggerire alcuni impegni per fermare le defezioni di massa dall’iniziativa, scrive il Sole24Ore.
Ad agosto l’addio di Barclays ha fatto dell’Alleanza un guscio vuoto. Secondo Reclaim Finance, scrive il Guardian, la fine ufficiale della NZBA non fa che rendere più chiara la realtà: chi vuole proseguire con la transizione continuerà a farlo ma è arrivato il tempo di una regolamentazione del settore finanziario.
L’unico, forse, rimasto del tutto estraneo a ogni tipo di normazione climatica. I tempi, però, tra i venti che soffiano contro il Green Deal in casa europea e il negazionismo trumpiano non sembrano dei migliori.
Almeno sul fronte occidentale. Questo articolo è uscito sul numero di ottobre de La Nuova Ecologia per la rubrica “Pianeta2030“.
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