Sabato 10 gennaio 2026 ore 06:00

Storia

La Grande Bombarda e i cannoni che distrussero Costantinopoli

Sabato 20 dicembre 2025 ore 06:00 Fonte: Storica National Geographic
La Grande Bombarda e i cannoni che distrussero Costantinopoli
Storica National Geographic

Nel 1453, il sultano Maometto II si presentò alle porte di Costantinopoli alla guida di un grande esercito pronto a conquistare la capitale dell'Impero Romano d'Oriente, noto anche come Impero Bizantino. Le mura che circondavano l'attuale Istanbul non erano mai state prese d'assalto dalla loro costruzione nel V secolo, e Maometto II sapeva che solo la polvere da sparo avrebbe potuto garantirgli la vittoria.

Le mura di Costantinopoli A metà del XV secolo la polvere da sparo era ormai impiegata dagli eserciti dei diversi regni europei, mentre la tecnologia militare progrediva alla ricerca di armi sempre più efficaci, capaci di abbattere le mura medievali. Costantinopoli possedeva difese degne del suo glorioso passato di capitale dell'Impero Romano d'Oriente: l'imperatore Teodosio II aveva circondato la città con mura che contavano novantasei torri e tre livelli difensivi nel settore orientale, un sistema che aveva ceduto solo durante l'assalto perpetrato nella quarta crociata (1202-1204).

Tuttavia, la minaccia dei turchi spinse l'imperatore bizantino Costantino XI Paleologo a prendere in considerazione l'idea di reclutare un artigliere per rafforzare la difesa delle mura che potevano rivelarsi obsolete in caso di attacco ottomano. Un ungherese di nome Urban si presentò a Costantinopoli per offrire i suoi servizi come fonditore di ferro, ma l'imperatore bizantino rifiutò i suoi servizi a causa del loro prezzo elevato.

Mosso unicamente dal guadagno, Urban si rivolse allora alla corte di Maometto II con una proposta senza precedenti: costruire un enorme cannone capace di abbattere le mura di Costantinopoli. La grande bombarda di Urban All'inizio di aprile del 1453, il sultano Maometto II si diresse verso Costantinopoli con un esercito di centomila uomini e un'arma che avrebbe cambiato il mondo.

Una bombarda di nove metri, la più grande mai vista fino ad allora, trainata da cento buoi e destinata ad abbattere le mura bizantine. L'ingegnere Urban seguì il lento trasferimento del cannone attraverso la Tracia e fu incaricato di collocare la Grande Bombarda davanti alla porta di san Romano, nelle mura di Costantinopoli.

Il 7 aprile 1453 la bombarda sparò il suo primo colpo contro le fortificazioni e le cronache bizantine riportano che il fragore dell’esplosione fu tale da provocare parti prematuri tra le donne incinte della città. Tuttavia, la Grande Bombarda era un’arma lenta e poco precisa.

Poteva sparare i suoi enormi proiettili di granito solo ogni tre ore e richiedeva, a ogni colpo, l’intervento di una numerosa squadra di artiglieri per essere ricaricata. I bizantini impararono a riparare durante la notte i danni causati dalla Grande Bombarda e, per settimane, l’arma più temuta di Maometto II si rivelò inefficace contro le mura della città.

La grande invenzione di Urban segnò anche la sua fine. Un giorno, durante l’assedio, una delle bombardiere esplose mentre veniva caricata e il fonditore ungherese morì insieme ai suoi artiglieri.

Il sultano Maometto II ne pianse la perdita e ordinò di intensificare il fuoco d’artiglieria contro Costantinopoli. Le armi lasciate da Urban avrebbero infine aperto la strada alla vittoria.

La vittoria della polvere da sparo La Grande Bombarda di Urban non era l’unico cannone a colpire le mura di Costantinopoli. Un insieme di circa settanta bombardiere più piccole, note come bombardette, martellava incessantemente il tratto delle fortificazioni attorno alla porta di san Romano, e i loro proiettili strappavano ampie porzioni di muraglia.

La polvere da sparo era giunta in Europa per trasformare le regole della guerra, e le mura di Costantinopoli non riuscirono a fermare il corso della storia. Le numerose brecce aperte attorno alla porta di san Romano furono sfruttate durante l’assalto finale dei giannizzeri ottomani – la fanteria del sultano – e costituirono la via d’ingresso per i guerrieri di Maometto II.

La caduta di Costantinopoli nel 1453 segnò la fine del Medioevo e l'inizio dell'Età moderna. L'uso sistematico della polvere da sparo e il suo ruolo decisivo nel piegare la difesa bizantina definirono un nuovo paradigma militare: da allora, nessun esercito europeo si presentò più sul campo di battaglia senza artiglieria e armi da fuoco.

Articoli simili