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Politica

Iran: la sinistra si riappropri di una visione del mondo e combatta contro dittature e giustizieri globali

Giovedì 15 gennaio 2026 ore 16:30 Fonte: Strisciarossa

Il testo che segue è un riassunto dell'articolo Iran: la sinistra si riappropri di una visione del mondo e combatta contro dittature e giustizieri globali generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

La situazione in Iran richiede alla sinistra un nuovo approccio alla comprensione del mondo che vada oltre le logiche dei poteri globali che si definiscono giustizieri e che cercano di imporre una visione del mondo in contrapposizione alla tradizionale visione del mondo iranese che si basa su valori religiosi e culturali.
Iran: la sinistra si riappropri di una visione del mondo e combatta contro dittature e giustizieri globali
Strisciarossa

Sinistra e dittature. Giusto discuterne sull’abbrivio della “provocazione” di Roberto Roscani su Strisciarossa (leggi qui).

E però tanto per cominciare, ritengo che sia fallace la tesi di Roscani secondo la quale la sinistra non ha il “coraggio di sperare fino in fondo nella caduta di regimi tirannici come quelli di Maduro o Kahmenei”. Anzi decisamente erronea.

Così come penso sia strumentale e fuorviante l’accusa del solito fronte moderato da Picierno, a Polito giorni fa sul “Corriere”, rivolta alla sinistra e al sindacato di indifferenza davanti alla barbarie del regime iraniano. Schlein ha espresso netta solidarietà e ammirazione agli insorti.

Conte sollecita la comunità internazionale e l’Europa ad assumere iniziative per fermare il massacro. Anpi e Ggil ribadiscono la loro vicinanza alla protesta e l’avversione a ogni dittatura.

E la ferma vicinanza alle donne in rivolta in Iran è ormai un dato comprovato e acquisito da questa parte della barricata. La destra sbaglia a incoraggiare lo scontro di civiltàcontro la barbarie dispotica dell’Oriente Proteste in Iran contro il regime Sbagliano certo i nuovi destri e i moderati bellicisti – non certo al modo di Roscani che auspica giuste iniziative politiche – perché vorrebbero una guerra metafisica tutta occidentale del tipo lotta dei mondi e scontro di civiltà euro americano contro la barbarie dispotica dell’Oriente.

Cominciamo quindi a sgombrare il campo da equivoche forme di solidarietà che rafforzano le dittature e regalano ad esse alibi nazionali. Perché un conto è l’ideologia interventista imperiale – lo abbiamo visto con Saddam e Gheddafi – altro un moto civile cosmopolita per la democrazia come valore universale ed emancipativo opposto a protettorati neo coloniali di nuovo tipo.

Ma è appunto nella chiave interventista “regime changing” che destra Trumpista e moderati concepiscono la solidarietà. Mettendo insieme Ucraina ante murale contro Russia, volenterosi a Kiev e raid Trumpisti.

Una postura occidentalista poliziotta e ipocrita, che reclama ordine unilaterale dei supremi Valori contro il resto del mondo. Posizione però che divide e non unifica, spacciata per diritto delle genti.

E non bisogna cadere nella trappola di una riedizione neo coloniale ideologica di tutto ciò che in passato, nel segno della superiorità etica dell’ Occidente, generò rivolte fondamentaliste, e che misero capo a regimi regressivi e distruttivi. Ne vedemmo gli esiti.

Da Hamas a Kohmeini, al terrorismo di Al Quaida – coltivato in funzione anti sovietica – allo stesso Saddam armato contro l’Iran e poi eliminato col risultato di un mattatoio immane, e con gli sciiti oggi a Bagdad. Ne scaturì tutto un ciclo di contraccolpi emancipativi atavici, rafforzati dal consenso dei disperati della terra.

Vale per Teheran, per Hamas, come pure per Venezuela e Cuba. Tutte società con al vertice oligarchie religiose o militari, a lungo vessate dal neo colonialismo anglo americano e anche francese.

Prova ne sia che tanto in Iran quanto in Venezuela milioni di disperati ancora offrono vite e consensi ai loro despoti, spesso usati nel risiko delle opposte potenze, inclusi gli sceicchi del petrolio consociati alle multinazionali. Che fare dunque contro il doppio fronte, neo imperiale da un lato e populista oligarchico dall’altro?

Una lotta su due fronti appunto. Contro le dittature e i giustizieri globali.

Per i diritti umani, la pace, la coestenza, e un ruolo forte dell’Europa, ma non già l’Europa parte in causa nella guerra per procura come fin qui in Ucraina. E si tratta una lotta che comporti proteste di massa come per Gaza, sanzioni ai regimi omicidiari, aiuti morali e materiali agli insorti, ricorso all’Onu, e anche rotture diplomatiche dove l’abuso e il genocidio imperversino.

Come in Iran o in Israele. Una protesta per il diritto delle genti a tutto campo, globale, e che non sia il paravento e l’alibi di nuove forme di dominio esterno, quali quelle che lo stesso eroico popolo iraniano rifiuta.

Altro che Reza Palehvi! Ma perché la protesta abbia davvero senso di massa e incida, occorre una serie di parole d’ordine spendibili e unitarie: diritti civili e sociali, diritti nazionali e linguistici, coesistenza pacifica tra i grandi attori planetari.

Multilateralismo. Rifiuto infine della esportazione della democrazia che fu, fomite di tragedie e massacri ancor più gravi e terrificanti di quelli di Teheran.

Come quelle propiziate dal bugiardo Tony Blair. Dai neo cons americani e dai loro alleati della “terza via” lib lab, e da tutti gli ultras conservatori favorevoli ai coloni e alla Grande Israele.

E tragedie purtroppo favorite anche dai Democratici USA, che a partire da Clinton imposero l’allargamento ad est della Ue, con la Nato automaticamente dentro, chiavi in mano. E simmetrica reazione dispotica russa.

La lotta alle dittature non può legitimare l’arbitrio del più forte Ebbene in conclusione, c’è del vero nondimeno negli appelli di chi oggi lamenta una debole protesta della sinistra contro teocrazie e dittature, come fa Roscani. Al netto però degli equivoci di destra.

Ma il nocciolo di verità è questo: sinistra e fronte progressista non hanno più una visione del mondo. Una concezione internazionalista del tempo globale.

Diviso e sedotto ormai questo fronte, dalle sirene liberali della espansione dei mercati a propulsione euro americana. Portatrice in sé di libertà ed equanime ricchezza, secondo una fittizia narrazione ideologica.

Laddove al contrario proprio questa forza propulsiva materiale e ideale, ha generato una guerra mondiale di tutti contro tutti con sterminate moltitudini di nomadi e dannati. Pertanto senza una visione di questo tipo, con le idee forza che abbiamo detto, anti imperiale e pacifista, universalista, multilaterale e di distensione, la lotta contro le dittature rischia di legittimare la logica del cambio di regime e quella dell’arbitrio del più forte.

Perpetuando il circolo vizioso delle rivolte come quelle a suo tempo contro lo scià di Persia degenerate poi in teocrazie e in dittature nazionaliste e disumane. (Leggi anche qui) L'articolo Iran: la sinistra si riappropri di una visione del mondo e combatta contro dittature e giustizieri globali proviene da Strisciarossa.

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