Storia
L'ultima grande scoperta di Pompei: la casa del Tiaso
Pompei continua a riservare sorprese agli archeologi. Dopo oltre 250 anni di scavi incessanti nel sito, c'è ancora spazio per grandi scoperte.
Gli interventi nella Regione IX di Pompei, nella zona centrale della città, hanno portato alla luce nel 2023 una domus o dimora signorile che è stata battezzata come la casa del Tiaso. Questa residenza aveva una sala principale di grandi proporzioni, con pareti su tre lati e aperta sul quarto lato su un giardino.
Si ritiene che il padrone di casa vi organizzasse banchetti con i suoi ospiti. Questo spazio lussuoso e sfarzoso a disposizione di una famiglia dell'élite pompeiana era caratterizzato da colonne intonacate di rosso e da un elegante pavimento in marmo.
Ma la cosa più spettacolare della sala sono i dipinti a grandezza naturale che decoravano le sue pareti. L'insieme pittorico, sia nella tematica che nella tecnica, ricorda la decorazione della famosa Villa dei Misteri, situata alla periferia di Pompei, vicino alla porta di Ercolano.
Il complesso di affreschi della Casa del Thiasos, realizzato tra il 40 e il 30 a.C., raffigura un corteo dionisiaco. Dioniso o Bacco, dio del vino, rappresentava l'estasi ed era, allo stesso tempo, simbolo di fertilità e rinnovamento.
Il tema dell'affresco ha portato gli archeologi a battezzare la villa con il nome greco di questo corteo bacchico, thíasos. Nelle diverse scene che compongono la spettacolare megalografia compaiono bacchanti, a volte in piena danza, altre volte come feroci cacciatrici, armate di spade o cariche di capretti appena cacciati.
I satiri che le accompagnano suonano il doppio aulos o flauto doppio e versano vino per una libagione al dio Bacco, assumendo complicate posizioni acrobatiche. La parte superiore delle pareti è decorata con un fregio in cui si possono vedere animali selvatici e sacrificati durante il rituale, come cerbiatti, cinghiali, galli e pesci.
La bacante e il sileno Al centro della composizione si vede una donna con un abito verde e gioielli che guarda di fronte allo spettatore, accompagnata da un anziano sileno (una divinità dei boschi, compagno del dio Dioniso) che regge una torcia. Si ritiene che si tratti di una donna che, durante la notte, verrà iniziata ai misteri dionisiaci, verso i quali il sileno la conduce con la sua torcia.
Secondo il mito, Dioniso accolse tra gli immortali due donne mortali: sua madre Semele e sua moglie Arianna. Partecipando ai riti bacchici, le donne aspiravano a una “nuova vita” che desse loro l'immortalità di cui godevano quelle divinità.
Questo articolo appartiene al numero 203 della rivista Storica National Geographic.