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Dalla Calabria acciaio per Israele. Bloccato dall’intervneto di Mimo Locano e il sindacato
NESSUNA AUTORIZZAZIONE! di Mimo Lucano (dal suo account social) I 17 container fermi al porto di Gioia Tauro, contenenti acciaio per uso bellico e aventi destinazione finale Israele, restano in Calabria. Per accertarmi, in qualità di europarlamentare, che l’Italia non sia complice del genocidio del popolo palestinese, consentendo l’invio a Israele di container pieni di materiale bellico, oggi, insieme a Peppe Marra (USB e Orsa Porti) e Patrizio Maugliani (BDS Calabria), mi sono recato al porto di Gioia Tauro per effettuare una visita e chiedere chiarimenti urgenti. Le autorità doganali hanno dato conferma ufficiale che il materiale contenuto nei container sia acciaio Dual Use: non abbiamo quindi più dubbi. Inoltre, le autorità doganali ci hanno riferito che i container sono stati sottoposti a procedura catch-all per verificare l’uso dell’acciaio e che, fino all’arrivo della documentazione UAMA, i container resteranno nel limbo dell’attesa. E noi con loro. Temo che l’irresponsabilità dei governi stia ipotecando i diritti fondamentali, riducendoli a “questioni residuali”, come se ciò che sta avvenendo in Palestina fosse marginale e non meritasse di essere un tema centrale per l’agenda dei governi. Assistiamo a uno scenario in cui la violenza efferata divora il diritto di esistere di un intero popolo. È perciò nostro dovere ribellarci. Non possiamo accettare che il Governo italiano continui ad avere rapporti commerciali con lo Stato di Israele. Non possiamo permettere che i porti europei siano strumenti di guerra. #noallearmi#stopaccordiconisraele#noallearmineiporticalabresi#freepalestine#globalsumudcalabria