Cultura
I libri più belli letti nel 2025
Il consueto appuntamento con la lista dei 10 libri più belli letti usciti quest’anno su Medio Oriente e Dintorni Premessa annuale Come ogni anno, è molto importante essere chiari fin dall’inizio in modo da evitare qualsiasi tipo di fraintendimento: la lista riflette solo e soltanto il gusto dell’autore, che quindi può lecitamente essere diverso da quello di chi sta leggendo. Il vincitore dello scorso anno Va inoltre detto che, se negli anni scorsi è stato più semplice scegliere i vincitori perché alcuni libri spiccavano nettamente sugli altri, in questo caso devo dire che dalla 6a posizione in avanti tutti sono stati in lizza addirittura per vincere il primo posto.
Detto questo mettetevi comodi e buona lettura Menzioni d’onore: premio all’originalità Premio all’originalità: “Il serpente di pietra” di Nouri Al Jarrah Un libro che oggettivamente non poteva stare nella top 10, ma che rappresenta un esperimento brillante che fonde fantasia ed archeologia, dandoci una nuova visuale sul mondo romano ed arabo in Britannia Premio all’autore:
Moussa Konaté Impossibile non omaggiare l’autore di cui quest’estate ho letto letteralmente tutto ciò che è stato pubblicato in italiano; proprio per questo, mi sembrava fuori luogo dover scegliere solo una sua opera, meglio dargli un riconoscimento complessivo alla carriera, come questo. La top 10 Al 10° posto:
“Socotra” di Eleonora Sacco Il miglior libro di viaggio dell’anno, in grado di coinvolgere tanto grazie alle storie quanto alla profonda umanità messa in gioco dall’autrice e dai suoi accompagnatori, un viaggio meraviglioso un un’isola impossibile. Al 9° posto:
“La fine di Israele” di Ilan Pappé Un libro che riunisce molte idee e riflessioni sul genocidio e la rotta storica di Israele, lanciandosi anche in una commuovente previsione per il futuro, impossibile da non inserire in una lista in cui si augura un felice anno nuovo. All’8° posto:
“Il matrimonio di piacere” di Tahar Ben Jelloun Un libro che racconta molto bene l’anima del Marocco, indagando sul profondo razzismo di una parte del paese e delle sue implicazioni al giorno; un romanzo completo che affronta temi pesanti ma con una narrazione piacevole e scorrevole. “Il matrimonio di piacere” è presente anche nella “”Guida” al Marocco” di Medio Oriente e Dintorni, in uscita il 19 dicembre.
Al 7° posto: “Invidia” di Nahid Sırrı Örik L’ultimo romanzo “puro” della lista, un testo davvero sorprendente per quanto riesce a mostrare la profondità della psiche dei personaggi, dipingendo un’emozione tanto cupa con delle pennellate da vero autore; il testo è inoltre molto interessante per comprendere la trasformazione della società turca da ottomana a repubblicana.
Al 6° posto: “La prova del miele” di Salwa Al Neimi Quando dicevo che dalla sesta posizione in poi sono tutti da primo posto non scherzavo;
“La prova del miele” è uno dei romanzi erotici più belli del 21° secolo ed uno dei più belli in assoluto scritti da una donna araba. Un’opera che va letta, riletta e sperimentata, un gioiello che sarebbe dovuto essere sulla corona ma che deve accontentarsi dell’ombelico come quelli di una danzatrice del ventre.
Al 5° posto: “L’invenzione del popolo ebraico” di Shlomo Sand Altra opera che in mille altre situazioni diverse sarebbe finita prima, ma che in questo caso deve accontentarsi del 5° posto;
“L’invenzione del popolo ebraico” sfata gran parte dei miti relativi a questa fede, dandoci la possibilità di smetterla di guardarla come etnia ed osservarla per ciò che è: una religione. L’opera partendo da ciò smonta ogni pretesa sionista riguardo ad un territorio che, al di là della fede, non ha mai fatto parte della storia di gran parte degli ebrei.
Al 4°: “Sundiata” di Djibril Tamsir Niane Un premio che va tanto al libro in sé quanto all’opera che rappresenta, una delle più affascinanti di tutta la storia africana e mondiale, in grado di segnare ed in parte cambiare, la mia prospettiva sul Mali e l’Africa occidentale in generale.
Un poema grandioso e meraviglioso, l’unico idoneo a celebrare quello che è stato il vero “Alessandro Magno africano”. Al 3°:
“Maranza di tutto il mondo, unitevi!” di Houria Bouteldja Uno dei testi più sorprendenti e straordinari degli ultimi anni, in grado di fornire una reale prospettiva futura a quello che dovrà essere la “Sinistra” ed i movimenti decoloniali in generale. Un libro che dialoga soprattutto con le cosiddette “seconde generazioni”, ma che punta ad ampliare il fronte anche alla classe “bianca” più povera; il nemico non è il più povero, ma colui che dall’alto lavora affinché entrambi rimaniate in tale condizione e vi scanniate a vicenda (tutto ciò naturalmente declamando i peccati del colonialismo, di cui la classe bianca operaia fu braccio diretto sul campo).
Al 2° posto: “La maledizione della noce moscata” di Amitav Ghosh Un testo in grado di collegare come nessun altro colonialismo, capitalismo e cambiamento climatico, un gioiello di uno dei maggiori autori indiani dell’ultimi secolo; oltre a questo, il libro di Amitav Ghosh è uno dei più completi ed interessanti per quanto riguarda il colonialismo olandese in Indonesia, una vera e propria perla.
Al 1° posto: ““L’Africa a testa alta di Cheikh Anta Diop” di Jean-Marc Ela Ammetto candidamente che quando lo comprai non avrei mai detto che sarebbe mai finito in una mia classifica, tanto meno al 1° posto come miglior libro dell’anno, eppure questo capolavoro è riuscito a guadagnarselo con merito superando mostri sacri all’apparenza invincibili. Tutto questo in quanto racconta storia, i successi e le avventure di Cheikh Anta Diop, intellettuale di cui ignoravo colpevolmente l’esistenza e che, posso dirlo senza timor di smentita, è stato uno degli esseri umani più straordinari che abbia mai calcato questo mondo.
Scienziato e ricercatore, il lavoro svolto da Cheikh Anta Diop ha ancora oggi un valore inestimabile e senza pari nella storia dell’Africa e del mondo contemporaneo per vastità e profondità di argomenti trattati. Un rivoluzionario troppo avanti rispetto ai suoi tempi, ma che proprio con la sua genialità ha tracciato una strada che ancora oggi viene percorsa con orgoglio da milioni di persone in questo mondo.
Un plauso anche allo straordinario lavoro di Jean-Marc Ela, in grado come nessuno di mettere insieme il mastodontico patrimonio di Diop e di riunirlo in una forma leggera, completa ed intensa. Seguimi su facebook, Spotify, YouTube e Instagram, oppure iscriviti sul canale Telegram o alla newsletter (esce il 7 di ogni mese); trovi tutti i link in un unico posto: qui.
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