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Storia

Joseph Chapman, il pirata che contribuì a costruire Santa Barbara

Lunedì 22 dicembre 2025 ore 06:00 Fonte: Storica National Geographic
Joseph Chapman, il pirata che contribuì a costruire Santa Barbara
Storica National Geographic

All'inizio del XIX secolo, la regione dell’Alta California era particolarmente esposta agli attacchi di pirati e corsari. Le successive guerre d’indipendenza nell’Ispanoamerica ebbero ripercussioni anche su quest’area, isolata dal resto dell’impero spagnolo e con scarse risorse militari ed economiche.

In assenza di sostegno militare e di mezzi adeguati, le missioni religiose erano costrette a produrre autonomamente il proprio cibo, ad occuparsi del mantenimento degli edifici e a difendersi. In questo contesto, emerge la figura di Joseph Chapman, membro dell’equipaggio di Hipólito Bouchard, giunto sulla costa californiana a bordo della sua nave e destinato a diventare una delle personalità più rilevanti di Santa Barbara.

La minaccia di Hipólito Bouchard  Hipólito Bouchard era noto per i suoi attacchi rapidi e violenti. Nel 1818 raggiunse la costa californiana con navi armate e trecentocinquanta uomini, con l’obiettivo di saccheggiare e indebolire il controllo spagnolo della regione.

Non aveva però tenuto conto dei preparativi messi in atto dalle missioni e dagli insediamenti locali, sebbene il capitano spagnolo José de la Guerra y Noriega, suo amico, gli avesse segnalato la minaccia imminente. Bouchard condusse due attacchi di particolare rilievo: uno a Monterey, dove furono incendiati diversi edifici, e un altro, alcuni giorni più tardi, a San Juan Capistrano, dove vennero colpiti il magazzino reale, la caserma e la residenza del governatore.

Nel corso di questa serie di azioni molti uomini di Bouchard disertarono, mentre altri vennero catturati a Monterey e a Capistrano. Questo destino toccò a Joseph Chapman.

La storia di Joseph Chapman Nato nel 1784 a Boston, Chapman aveva lavorato come carpentiere e fabbro prima di entrare nella flotta di Bouchard, al cui servizio operò anche nelle isole Sandwich, le attuali Hawaii. Si ritiene che abbia preso parte anche alla spartizione del bottino della nave Santa Rosa.

Nel 1818 fece parte dell’equipaggio di Bouchard coinvolto nell’attacco alla California, ma venne catturato a Monterey dalle forze spagnole, insieme ad altri due marinai, e condotto a Los Angeles. Fino al suo arrivo, quasi tutti gli abitanti della zona erano nativi, spagnoli o messicani; per questo Chapman è considerato il primo straniero a stabilirsi a Los Angeles ed era conosciuto come José l’inglese.

Aiuto nelle missioni Ridotto in schiavitù, Chapman fu impiegato nei lavori di costruzione e manutenzione delle missioni e divenne una figura indispensabile grazie alle sue competenze pratiche e meccaniche e all’esperienza come carpentiere. Capacità gli valsero la libertà.

Partecipò alla costruzione di un mulino da follatura della lana presso la Missione santa Inés e di un mulino per il grano nella Missione di san Gabriel (San Marino), oltre alla preparazione delle travi in legno utilizzate per la costruzione della prima chiesa di Los Angeles e per altri edifici locali; arrivò persino a esercitare funzioni di chirurgo. Integrato nella società locale Con il tempo Chapman conquistò il rispetto dei vicini e s’integrò pienamente nella società californiana.

Il momento decisivo fu il matrimonio con Guadalupe Ortega, che consolidò la sua posizione sociale e familiare nella regione. Ortega era figlia di una famiglia aristocratica spagnola stabilita a Santa Bárbara.

Per sposarla, Chapman si battezzò nel 1822, imparò ad andare a cavallo e adottò le usanze locali. In seguito ottenne la cittadinanza messicana.

Dall'unione con Guadalupe nacquero cinque figli e Chapman divenne uno dei principali imprenditori della zona. Nel 1824 acquistò alcuni terreni a Los Angeles per impiantare un vigneto di circa quattromila ceppi.

Parallelamente continuò le sue attività nel campo dell’edilizia e della meccanica. Colui che un tempo era giunto sulle coste della California come pirata finì così per trasformarsi in un uomo rispettabile, ricordato per il contributo dato alla costruzione di una società solida e prospera.

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