Cultura
Tre libri sotto l’albero 2025
SECONDA PARTE Alberto Cristofori V. Lamarque, L’amore da vecchia, Mondadori, Milano 2022 È il libro che ha vinto il primo Premio Strega poesia, parla molto più di amore che di vecchiaia e contiene una bellissima sezione sui film amati dall’autrice; a scanso di gaffes, consigliato soprattutto ai giovani. Catullo, Le poesie, a cura di Alessandro Fo, Einaudi, Torino 2018 Costa un po’ (58 euro) ma è l’edizione più importante di Catullo che abbiamo oggi in Italia – il commento di Fo (ottimo poeta in proprio, tra l’altro) è un must per chi ama la lirica antica.
E.L. Masters, Antologia di Spoon River, a cura di A. Cristofori, La nave di Teseo, Milano 2022 Ebbene sì, mi permetto di proporre un libro da me tradotto – e commentato – per rispondere alla domanda: perché quest’opera continua ad affascinarci, a più di 100 anni dalla sua pubblicazione? Elena Franchi B. Gasperini, Ero io quella, GAEditori, Catania 2024 Più che il consiglio di un libro, questo è piuttosto il consiglio di un’autrice, la scrittrice-giornalista milanese Brunella Gasperini, molto seguita dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, collaboratrice del “Corriere della Sera” e con una rubrica fissa su “Annabella”, Ditelo a Brunella.
Nei suoi libri – riproposti da questa casa editrice catanese – ritroviamo l’atmosfera di quegli anni, le vacanze, le amicizie, gli amori, le sorprese e le delusioni, le preoccupazioni e le speranze. Un bel tuffo in una società del passato che non esiste più.
M. Bussi, Ninfee nere, Edizioni e/o, Roma 2024 Sicuramente il libro più bello che abbia letto quest’anno. Un giallo ambientato nel mondo dell’arte, in particolare fra i dipinti di Claude Monet a Giverny.
Omicidi, quadri scomparsi e la vita di tre donne: “La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. […] La prima si vestiva sempre di nero, la seconda si truccava per l’amante, la terza si faceva le trecce perché svolazzassero al vento”.
L’indagine dell’ispettore Sérénac lo porta a incontrare vari personaggi… ma sarà poi tutto così come appare? Non posso dire di più, è un giallo… C. de Peretti, La sconosciuta del ritratto, Roma, Edizioni e/o, 2024 Ancora una storia ambientata nel mondo dell’arte, questa volta intorno al Ritratto di signora di Gustav Klimt.
Personaggi e storie che si sovrappongono nel tempo e nello spazio, dalla Vienna del primo Novecento, agli Stati Uniti, all’Italia contemporanea. Molte tracce da seguire, ma che solo alla fine del racconto acquisteranno un senso.
Simone Giusti E. Biagini, Quanto preme ai vetri. Poetica e poesia, Manni, Lecce 2025 Ci dicono che il mondo è una giungla, è un periodo di grandi solitudini e ripiegamenti su sé stessi, eppure «esistiamo nel momento in cui siamo riconosciuti dall’altro» e «riflettendosi in altre pupille si prende peso, si ritrova colore e poi voce».
E poi, ancora: «Si comprende che il disagio è di tanti e che è sì esistenziale ma anche fortemente sociale e politico e che la solitudine lo nutre». Ecco un libro prezioso: per chi già conosce Elisa Biagini e vuole riscoprirla a partire da questi suoi rari appunti in prosa, che incorniciano immagini, poesie inedite, e recuperate da pubblicazioni ormai introvabili; e per chi ancora non la conosce e può felicemente cominciare da qui, da un momento particolarmente riuscito del suo trentennale percorso di ricerca poetica.
C. Corsini, La fabbrica dei voti. Sull’utilità e il danno della valutazione a scuola, Laterza, Bari-Roma 2025 Non esiterei a definirlo il più importante libro sulla scuola uscito nel 2025.
Da regalare a ogni studente, prima di tutto, affinché possa acquisire la consapevolezza necessaria ad abitare ambienti disfunzionali, ma anche a intraprendere azioni di lotta a favore di una scuola più sensata e più vicina al dettato costituzionale. Il voto, che è la parte più visibile della scuola, è onnipresente: «Vengono assegnati voti a calciatori, a cantanti, a libri, a prodotti, a siti internet, a ristoranti, ad alberghi, a località di villeggiatura, a interi paesi».
Perché? Perché ci piacciono le graduatorie, le classifiche, questo è sicuro, e poi perché ci sembra un modo chiaro di esprimere un giudizio.
È un numero, e come tale conferisce un’aura di oggettività e di serietà a tutto quel che tocca. Ma siamo sicuri che sia quel che ci serve per garantire il diritto all’apprendimento e per gestire le classi?
E siamo davvero certi che il suo uso quotidiano sia coerente con quel che stabiliscono le leggi sulla valutazione e sui diritti degli studenti? La risposta, che è negativa, la trovate nel libro, che vi susciterà molti altri dubbi e vi farà venir voglia di prendere sul serio la didattica.
M. Petit, Siamo animali poetici. Arte, libri e bellezza in tempi di crisi, AnimaMundi, Lecce 2025 Michèle Petit ci ha insegnato per prima il valore fondamentale della parola di chi legge, e ci ha messo in condizione di comprendere il significato della lettura nella vita delle persone comuni.
Bastava fare domande e mettersi in ascolto, uscendo dalla nostra bolla sociale e abbandonando la nostra posizione privilegiata di professionisti della lettura, per andare a chiedere alle persone per cui la lettura era ed è ancora una scelta autonoma, uno dei possibili comportamenti quotidiani, la ricerca personale di uno spazio tutto per sé, in cui esercitare la propria libertà di movimento. È appena uscita in italiano una raccolta di saggi in cui Petit riprende i ragionamenti iniziati con Elogio della lettura (Ponte alle Grazie, 2010) per approfondire il ruolo della lettura e, in generale, della fruizione artistica, nel superamento delle tragedie quotidiane che affliggono le persone.
Su questo tema immenso, spiega Petit, quale competenza avevo per intervenire? Solo quella di aver ascoltato e raccolto le voci: quelle delle lettrici e dei lettori che, nel corso degli anni, le hanno raccontato le loro esperienze, l’uso che facevano degli scritti che trovavano o delle storie che avevano sentito.
Avvicinarsi ai modi altrui di leggere, specialmente a quelli di persone che non danno per scontato l’accesso ai libri e alla cultura alfabetica, può aiutarci a scartare di lato il cinismo tristanzuolo dei critici di regime. Marco Guastavigna M. Arena, Dipende dalla classe.
Manifesto per una scuola anticlassista, Il Margine Erickson, Trento 2025 Il sistema scolastico, anche se proclama ideali democratici, riproduce e legittima le disuguaglianze strutturali, mascherandosi con meritocrazia e responsabilità individuale. Un ritorno al mio “militare insegnando” di inizio carriera.
R. Chapman, trad. it. di G. Dina, L’impero della normalità. Neurodiversità e capitalismo, Mimesis edizioni, Milano 2025 La concettualizzazione della disabilità in rapporto alla mercificazione della forza lavoro mette in moto una riflessione che apre la mente e rovescia convinzioni frutto di rigidità etica, ma anche cultura e antropologica.
Il che non (mi) basta mai. I. Illich, trad. it. di M. Cucchi, La convivialità.
Una proposta libertaria per una politica dei limiti allo sviluppo, Red! Edizioni, Milano 1993 Usare tecnologie appropriate con un approccio austero, ovvero tale da non ridurre l’autonomia personale e l’insieme delle relazioni degli esseri umani in società.
Un principio che sovvertirebbe il mondo attuale. PRIMA PARTE Johnny L. Bertolio S. Dandini, La vendetta delle Muse, HarperCollins, Milano 2023 È un viaggio originale e documentato attraverso la figura della Musa, ridotta a spirito o carta, e invece spesso ben piantata in corpi che, anche nelle situazioni meno favorevoli, hanno saputo occupare spazi di consapevolezza, affermazione, riscatto, purtroppo dimenticati o sminuiti: da Colette ad Anita Garibaldi, da Eve Babitz a Gala, da Sophie Germain a Marianne Faithfull.
F. Cialente, Le quattro ragazze Wieselberger, La Tartaruga, Milano 2018 Pubblicato nel 1976 e vincitore del premio Strega, questo romanzo straordinario della cosmopolita Fausta Cialente non è solo uno scavo memoriale né un «lessico famigliare» in salsa prevalentemente triestina; è la storia di quattro donne (le Malfenti visitate dallo Zeno di Italo Svevo) che attraversano la storia dell’Otto-Novecento e che con le loro rinunce consegnano alle figlie uno sguardo femminista sul mondo, sul fascismo, sulla guerra. G. Manzini, Ritratto in piedi, a cura di C. Martignoni, Libreria dell’Orso, Pistoia 2005 Con la fatica di un cavallo che improvvisamente interrompe il proprio trotto, Gianna Manzini, in questo libro del 1971 (premio Campiello), tratteggia la figura e il carattere del padre, l’anarchico Giuseppe Manzini, che infonde in lei una passione e un’attitudine libertaria.
Condannato al confino, il padre è amato e allo stesso tempo mentalmente allontanato per i suoi strambi ideali, che lo hanno marginalizzato anche nel privato Beatrice Bosso C. Mellors, Le sorelle Blue, trad. it. di C. Palmieri, Einaudi, Torino 2025 Tre sorelle intorno all’assenza della quarta, ognuna sopravvive come riesce e come può. Tutte e tre sbagliano molto, litigano e ci provano.
Io da lettrice ho pianto e fatto il tifo. A. Montero, L’anno in cui parlammo con il mare, trad. it. di G. Zavegna, Edicola Ediciones, Ortona 2024 Un’isola, un vulcano, un (divertentissimo) noi narrante. «Non chieda all’isola quello che l’isola non le può dare.
Finirebbe per rovinarsi la vacanza». J. Maynard, Il Bird Hotel, (trad.it. di S. Castoldi), NN editore, Milano 2024 La storia di Irene, che perde tutto e che si ritrova per caso nel posto più impensabile.
Un libro pieno di colori e di profumi, per la protagonista, ma anche per noi. Silvia Capodivacca S. Zweig, Il mondo di ieri, Garzanti, Milano 2022 L’ultimo capitolo, L’agonia della pace, mi è rimasto impresso come un ostinato spiraglio di luce mentre tutto intorno è buio.
Il ritratto dei tentativi estremi di Chamberlain è potentissimo: mostra una diplomazia affaticata che però insegue la speranza, mentre tutti attorno fingono ancora di crederci. Il fallimento di quegli sforzi suona inquietantemente familiare nell’attuale fragilità geopolitica.
Rileggendo quelle pagine, si ha l’impressione che la storia continui a proporci gli stessi avvertimenti – e che, di fronte ad essa, rischiamo di rimanere ostinatamente impreparati. P. Malaguti, Fumana, Einaudi, Torino 2023 La nebbia che attraversa il romanzo è materia viva, che inghiotte i contorni, ma fa anche emergere i personaggi nei tratti che li caratterizzano profondamente.
In questa atmosfera di sospensione lattiginosa si muove Fumana, strigossa cresciuta ai margini eppure legatissima alla terra e ai suoi riti. La sua forza silenziosa, il suo camminare tra acqua, argini e superstizioni mi hanno fatto sentire a casa: le pagine di Malaguti sono attraversate da un Veneto che conosco bene, ostinato, ruvido, custode di segreti.
G. Pasqualotto, Estetica del vuoto. Arte e meditazione nelle culture d’Oriente, Marsilio, Venezia 200 La recente scomparsa di Giangiorgio Pasqualotto rende necessario tornare a questo piccolo, rigoroso libro che ha aperto a molti – me inclusa – la possibilità di pensare fuori dai confini abituali.
Del “vuoto”, ci spiega l’autore, si può fare un’esperienza concreta, che prende forma nel confronto fra tradizioni diverse, quali il taoismo, il buddhismo, le arti giapponesi e le pratiche meditative. Al lettore viene rivolto un invito a coltivare un pensiero veramente plurale, che non rivendica cittadinanza esclusiva se non nel mondo intero.
Rileggerlo oggi significa omaggiare uno studioso finissimo e la sua ostinata fiducia nel dialogo fra culture. L'articolo Tre libri sotto l’albero 2025 proviene da La ricerca.