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Cultura

"La luce opaca" è la nuova magnetica personale di Alfio Giurato

Mercoledì 18 febbraio 2026 ore 02:07 Fonte: ReWriters
"La luce opaca" è la nuova magnetica personale di Alfio Giurato
ReWriters

Alfio Giurato con La luce opaca sarà da nuovospazio – arte contemporanea a Piacenza, fino al 14 Marzo 2026; la nuova personale coincide con la centesima esposizione della Galleria. Una pittura creatrice L’evoluzione della pittura di Alfio Giurato è avvenuta attraversando la storia con i colori della sua terra d’origine e lo sguardo concentrato sull’umanità; gli esseri umani assumono sulla tela un’altra vita incorporata nella pittura stessa, in luoghi oscuri dove la luce filtra per denudare l’anima di chi guarda.

La comunicazione si diffonde nell’interiorità di ognuno per incompiutezza con deformità disciplinate, le stesse considerate già forma da un grande maestro antico. Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo, Toscana, Italia, 6 Marzo 1475 – Roma, Lazio, Italia, 18 Febbraio 1564) conosceva il senso del non compiuto: l’anima è quel deforme, quel marmo muto a cui l’esperienza spirituale dà forma.

Il titolo scelto, quasi cinematografico, avverte di “un’apertura” alla comprensione lenta, affidando nell’immediato il pensiero a quell’incertezza dovuta all’affermazione di una “luce opaca”; in realtà l’abile gesto orientato del fare, è solo ammantato di astuta narrazione, e sa raggiungere i sensi più profondi. E’ una pittura creatrice, generatrice dal colore, che si dà per un senso nuovo della percezione tenace nell’affidare la rappresentazione dell’esistenza al sentimento verso la materia, la sua sostanza cromatica e la potenza fisica nel farsi corpo.

Alfio Giurato, La luce opaca 2, 2025, olio su tela applicata su tavola, cm. 25 x 35. https://gallerianuovospazio.it/ La qualità plastica del segno Le stesure energetiche, come emergenze di una fisicità destinata a divenire struttura, sono cauto recupero dei dati costitutivi il reale. La spatola permette di ottenere un segno struttivo e cadenzato, modulato nell’atto creativo di donne e uomini rappresentati in luoghi senza tempo, dove anche la gravità ha diminuito la presa sul corpo.

In questi spazi i corpi si confondono come vite incorporate nella pittura, vive di colore, e vocate a provocare attraverso il visibile una struggente attenzione all’esistenza. Alfio Giurato lavora sugli iati del suo sentire: tra urgenze vitali e consapevolezza di storia, tra il pensare la rappresentazione e la dimensione incontrollabile della coscienza, tra la capacità delle forme di darsi e il loro essere contenitori di sensi incostanti, e proprio perché mutevoli, infinitamente ricchi.

Si tratta di figure rese con una qualità plastica cosciente di saper “piegare” il mezzo per un’interna ragione e tensione, con una singolarità significante che offra alla storia la dimostrazione di saperla affrontare creando contesti simbolici cari all’artista. Alfio Giurato, La luce opaca 3, 2025, olio su tela applicata su tavola, cm. 25 x 35. https://gallerianuovospazio.it/ Una figurazione intimamente esistenziale L’apparato costruttivo si risolve nel preservare un legame con i soggetti in un rapporto di continuità, mantenuto vivo rispetto alle grandi tradizioni pittoriche del passato.

Il segno è materia che cresce si addensa e si dipana con l’utilizzo delle spatole, permettendo all’artista di spingersi nell’espressività della rappresentazione di figura, dimostrando di desiderare non solo un’espressione verso il futuro, ma di poter aggiungere semmai altre profondità e prospettive. Alfio Giurato formula una figurazione intimamente esistenziale, veicolo significativo di un sapere intellettuale e morale.

La notte e le tenebre non permettendo di vedere non sono casuali poiché riassumono l’incertezza, il dubbio che diverrà luce nel momento in cui verrà realmente accolta l’esperienza di privazione. L’espressione è retta dalla pratica pittorica, da un colore che emerge dallo spazio delle tele creando luoghi potenti, figure femminili e maschili che trattengono a sé silenzi, nell’atto d’essere testimoni della transitorietà del tutto.

Densità e voluminosità del colore depositato sulla materia rugosa delle superfici, sono figure e linee in uno spazio senz’aria e con luci “prepotenti”. Alfio Giurato, La luce opaca 5, 2025, olio su tela applicata su tavola, cm. 25 x 35. https://gallerianuovospazio.it/ Il pensiero espresso per frammentazione I piccoli gruppi umani allineati, posti a semicerchio, o in cerchio, sono inseriti negli spazi dai quali sembrano elevarsi in composizioni ottenute per masse cromatiche dissonanti.

I colori, nel ritmo delle dissonanze, studiate affinché i corpi possano tra loro distinguersi, appaiono poesia visiva di bruciante visione. Sono pensieri in frammenti, espressi per frammentazione, accesi e regolati da quella luce che giunge come entità splendente e scivola sopra il colore e dentro le sue scanalature.

In quegli interstizi si aprono infinite piccole voragini di una metrica dentro il buio in cui si è spinto l’essere umano, in quell’oscurità calata su tutto il mondo dove continuiamo a vivere come se fosse una nuova luce. I corpi vicini fisicamente sono smarriti internamente, ancora riconoscibili per lacerti di immagini, collocati in spazi bellissimi e al contempo inquietanti.

Luoghi perfetti creati per evidenziare quello smarrimento interiore invisibile, esistente in ognuno, materializzato e concretizzato nel visibile; così l’invisibile si è reso visibile con l’invito ad avere il coraggio di guardare il buio al buio. Alfio Giurato, La luce opaca 6, 2025, olio su tela, cm. 105 x 75. https://gallerianuovospazio.it/ L’ambiguità dell’esistenza Ci sono pensieri che potranno sempre essere espressi compiutamente anche da frasi spezzate, altrettante immagini saranno considerate complete senza giungere a perfetta definizione.

Nelle opere di Alfio Giurato la luce attrae l’attenzione sulle superfici e pone lo sguardo a contatto con la materia nelle modalità espressive di forme possibili verso la purezza che solo il silenzio regala. La pittura si snoda lungo il filo del tempo, occupa un luogo definito trasformato dal segno e dal colore dato nella sua forma unica e irripetibile, dove l’idea della perfezione non ammette sottrazione ne aggiunta.

La pittura è tempo e idea d’eternità, gesto di precisione e imperfezione, aspetto della contemporaneità e del passato, racconto di un cammino di solitudine apparentemente in linea retta ma che diviene labirinto, gioia immanente al tormento in cui l’artista si muove nello spazio sigillato sulle tele. Osservandole abbiamo l’impressione di essere di fronte al centro dell’enigma: l’ambiguità dell’esistere dove la vita vibra come frutto di quel fertile abisso della mente nella sua inarrestabile corrente di memoria e presente, nello scorrere della luce a decomporre le forme.

Contemplare le impronte interrotte e i loro limiti, nelle incerte visioni corporee di colore aggrumato che prende figura, è il mistero di ogni creazione. In La luce opaca 1 i corpi riflettono sulla superficie bagnata del piano su cui appoggiano e si fanno leggeri; mantengono la luminosità di un’immagine che sembra sorgere dalla terra, quasi in un invertirsi senza divario dei due piani della rappresentazione.

La scelta di presentare il riflesso delle figure con accenni al loro aspetto e colore segue una logica precisa. Quest’opera può raccontare di più del pensiero di Alfio Giurato, poiché l'artista non si limita ad analizzare le superfici, ma pensa ad indagarne le profondità quelle «voragini discrete che s’aprono a ogni passo nel nostro incerto cammino» (Sergio Solmi, Rieti, Lazio, Italia, 16 Dicembre 1899 – Milano, Lombardia, Italia, 7 Ottobre 1981).

Alfio Giurato, La luce opaca 1, 2024, olio su tela, cm. 190 x 160. https://gallerianuovospazio.it/. La vita nell’atto creativo La contaminazione ottenuta con impianti meno rigidi, in cui le forme sono costruite da tratti di materia non addomesticata, ha mostrato in quel ribaltamento da verticale a orizzontale, l’immagine dell’ambivalenza: non da fuggire ma da vivere con continuità, nella direzione di un’etica della precisione circondata dall’oscurità.

La creatività di Alfio Giurato è vivo sentimento d’artista che nel proprio percorso mantiene un’assoluta individualità nella continua ricerca, perché nulla in arte è finito. Lo sguardo e il pensiero verso la realtà è un’organizzazione tra ciò che la mente elabora e l’occhio vede.

Venne attribuita a Paul Cézanne (Aix en Provence, Francia, 19 Gennaio 1839 – 22 Ottobre 1906) la frase «Il colore è il luogo in cui il nostro cervello e l’universo si incontrano» relativa alla difficoltà nel raggiungere quanto la mente suggerisce, nella consapevolezza che nessuna opera possa mai dirsi conclusa. Vivere dentro l’atto creativo è interrogarsi sul senso della vita, è progettare e traslare con l’autenticità dell’immaginazione quello che si osserva attraverso il sentimento.

Alfio Giurato, La luce opaca 7, 2025, olio su tela, cm. 35 x 25. https://gallerianuovospazio.it/ La matericità che incanta Gli scenari dilatano per accogliere quanti sul “limite” compiono uno sforzo continuo per vivere, perché la «vita è qualcosa che prova se stessa” scrisse Michel Henry (Haiphong, Vietnam, 10 Gennaio 1922 – Albi, Francia, 3 Luglio 2002). Negli spazi oscuri la sensazione è che ci sia sempre una via di fuga.

Pur essendo circoscritti quei luoghi paiono suggerire un’uscita verso l’esterno, come se i segni di colore potessero portare altrove, fuori dalle scene. La matericità che incanta non forza in noi il desiderio di ricercare un’individuazione spaziale, appaga esattamente per le leggi della fantasia che sanno trasfigurare qualsiasi luogo.

Osservare coordinate esteriori della spazialità e della temporalità, ci permette di comprendere un esercizio cresciuto su un terreno già trasceso e trasformato per la via tutta propria di una pittura che si concreta in lirica realtà tattile. Alfio Giurato Chi è Alfio Giurato?

Alfio Giurato nasce a Catania nel 1978, si diploma in pittura nel 2005 presso l’Accademia di Belle Arti di Catania con il massimo dei voti. Sin dall’inizio del suo percorso dimostra una forte attrazione e ammirazione per la grande statuaria greca, di cui ne apprezza l’alto livello di perfezione e virtuosismo formale.

Approfondendo gli studi sul Rinascimento italiano, incontra uno degli artisti più emblematici della storia dell’arte: Michelangelo Buonarroti.

L’attenta analisi del corpus delle opere del Buonarroti, evidenzia, soprattutto nelle opere più mature, la disgregazione della superficie, il disfacimento della pelle e l’emergere, il riaffiorare, finalmente, delle passioni, i tanto acclarati moti dell’animo. L’osservazione poi di artisti come Medardo Rosso, Alberto Giacometti, Rodin, Claudel, che confermeranno l’intuizione del maestro del rinascimento, lo aiuteranno a capire come la corruzione della forma, dibattuta tra apollineo e dionisiaco, possa direzionare la sua ricerca verso quelle tensioni che esprimono l’essenza dell’animo umano.

Coerentemente a questo, quindi, le figure, inizialmente modellate seguendo le indicazioni delle luci e delle ombre così care al recupero della matrice classica, si arricchiscono di graffi, grumi di materia, strappi e soluzioni formali indefinite che cercano di restituire alle stesse il dubbio, l’apatia, l’alienazione e quel sentimento nichilista così presente nei nostri giorni. L’utilizzo delle spatole restituirà un impasto denso e voluminoso, che sostituirà in gran parte la pasta levigata dall’utilizzo del pennello e affiderà alle superfici non addomesticate e lisce, ma ruvide, la verità che sta oltre le stesse.

Vive e lavora a Gorizia. La pubblicazione delle immagini di questo articolo scritto per ReWriters, la testata giornalistica digitale di advocacy sulla sostenibilità sociale fondata da Eugenia Romanelli, sono state autorizzate da Alfio Giurato.

Immagine in evidenza: Alfio Giurato, La luce opaca 4, 2025, olio su tela, cm.130 x 180.

Alfio Giurato La luce opaca Fino al 14 Marzo 2026 nuovospazio arte contemporanea Via Calzolai, 24 – 2121 Piacenza Giorni di apertura e Orari Lunedì - Sabato 09:00 -12:30 | 15:30-19:30 Giovedì pomeriggio e domenica su appuntamento Contatti (+39) 347 4096 538 email: nuovospazioarte@gmail.com The post "La luce opaca" è la nuova magnetica personale di Alfio Giurato appeared first on ReWriters.

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