Notizie
Un secondo (e un terzo) giallo per Pietro Maraschino
Proseguirà con al centro l’omicidio di un agente immobiliare romano il secondo giallo di Paolo Zagari che già ci aveva introdotto, con “Un caso per Maraschino” uscito l’anno scorso per Frilli editore, alle inchieste di un giornalista della capitale che indagava sulla morte di un imprenditore capitolino L’occasione per parlarne è stato un incontro tra Zagari e gli studenti della Scuola della Fondazione Basso di Roma in cui lo scrittore ha raccontato di uno dei suoi personaggi preferiti – il cronista di nera Pietro Maraschino – alla vigilia della presentazione alla Fiera del libro di Roma domenica prossima del romanzo “Il cavalletto di Siviglia” (MdS editore) che racconta la romanità – molto presente nei suoi libri – attraverso un personaggio con un nome – Mario Silla – che riecheggia l’antica lotta tra due rappresentanti delle aspirazioni popolari e del conservatorismo aristocratico ai tempi della Repubblica romana dove, tra l’88 e l’82 a.C., si contrapposero i populares, guidati da Gaio Mario, e gli optimates, con a capo da Lucio Cornelio Silla. Ma se “Il cavalletto di Siviglia”, che esce in libreria sempre domenica, è un racconto visionario che si accende nella notte romana, l’attenzione del pubblico sarà in gran parte attratta dal secondo capitolo della Trilogia gialla su Maraschino di cui Zagari sta già scrivendo il terzo episodio.
Il secondo, in uscita a marzo col Salone del libro di Torino, si intitolerà ”Il condizionale è d’obbligo”, titolo che sembra richiamare la chiave di lettura con cui il protagonista interpreta il mondo: “L’unica certezza che ho – aveva detto il giornalista noir in “Un caso per Maraschino” – è il dubbio”.
Un dubbio che attraverserà anche la prossima caccia all’omicida di un agente immobiliare e che vedrà poi il cronista – nel terzo episodio della trilogia – avventurarsi nel mondo dei fisioterapisti, di cui non sappiamo ancora non solo chi è l’assassino ma nemmeno chi sarà la vittima. Quel che è certo è che la costante romana sarà lo sfondo dell’intera Trilogia – come lo è ne “Il cavalletto di Siviglia” – e che l’abilità di Zagari di mescolare realtà e finzione racconterà ancora una volta i risvolti di una professione senza certezze con la sola consapevolezza delle migliaia di sfaccettature di cui è composto l’essere umano e la stessa realtà criminale.
Dove il dubbio richiede impegno prima di diventare certezza. E scovare l’assassino.
L'articolo Un secondo (e un terzo) giallo per Pietro Maraschino proviene da Lettera22.