Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Politica

Migranti e asilo, se l’Europa si piega all’ideologia Maga

Mercoledì 11 febbraio 2026 ore 19:09 Fonte: Strisciarossa
Migranti e asilo, se l’Europa si piega all’ideologia Maga
Strisciarossa

La recente approvazione da parte del Parlamento europeo delle modifiche al Patto su Migrazione e Asilo adottato dalla UE nel 2024 rappresenta una doppia sconfitta. Due sole modifiche sono state sufficienti a demolire – almeno in linea di principio – il diritto d’asilo della UE e a evidenziare la preoccupante subalternità politico culturale all’ideologia MAGA di una parte dei deputati in modo trasversale alle diverse famiglie politiche.

Ci sono infatti inquietanti analogie con il trumpiano “Ending catch and release act” del 2025 che prevede il respingimento in Messico – direttamente alla frontiera – dei richiedenti asilo e la conseguente attesa in un Paese terzo del vaglio delle richieste di asilo da parte delle autorità USA. Un provvedimento che ha portato a un crollo verticale nella concessione dei visti d’ingresso per asilo, scesi a poche decine a fronte di migliaia di richieste.

Un dato che le organizzazioni statunitensi di difesa dei diritti hanno spiegato con le difficoltà enormi – da parte dei migranti – nel presentare e seguire l’iter delle loro domande da lontano e senza un adeguato sostegno economico e giuridico. Un cavallo di battaglia di Trump che ha probabilmente ispirato alcuni legislatori europei.

Una “folgorazione” tale da indurre – a distanza di pochi mesi dal Patto Migrazioni e Asilo del 2024 – alla presentazione di queste due modifiche poi approvate. Si delinea così un vero e proprio affossamento del diritto d’asilo e si afferma l’idea di un’Europa chiusa, impaurita e purtroppo incapace di difendere i propri valori fondativi.

Una sconfitta culturale che vede le destre europee egemonizzate da quella USA e altre forze conservatrici, come i Popolari, allinearsi passivamente, impaurite dalle avanzate elettorali delle destre sovraniste, ma incapaci di svincolarsi da questo abbraccio mortale. Una paura che spiega ma non giustifica come sia stato possibile che forze fra loro così diverse si saldassero nel votare simili proposte solo apparentemente di natura tecnica.

Non è infatti una questione tecnica determinare una lista dei paesi sicuri, né i criteri di definizione degli stessi. Si introducono infatti elementi fortemente lesivi del diritto dei migranti nel poter richiedere asilo.

Si prevede, ad esempio, che un migrante transitato in uno dei paesi indicati come sicuri, o con i quali si siano stipulati accordi, venga identificato rapidamente alla frontiera e rispedito in quello Stato, dove poi rimanere a seguire l’iter della propria domanda di asilo. Condizioni, che compromettono l’effettiva possibilità di fare richiesta alla frontiera, e che rendono difficile poter seguire l’iter della domanda, con la conseguenza di determinare “de facto” una procedura di respingimento di massa, venendo meno i tempi congrui per valutare con l’attenzione necessaria le ragioni personali della richiesta di asilo.

Queste procedure sono colpi pesanti allo stato di diritto e tengono in poco conto la Convenzione di Ginevra, la Carta di Nizza e l’articolo 10 della nostra Costituzione, secondo il quale:” lo straniero a cui sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Un articolo bellissimo nel quale il diritto soggettivo e la protezione da garantire sul territorio della Repubblica sono ben esplicitati, principi che invece vengono aggirati da queste due modifiche.

Si può ipotizzare quindi che verranno presentati ricorsi e che la nostra Magistratura sarà chiamata ad intervenire per rendere queste procedure compatibili con la nostra Costituzione. Rimane come elemento di valutazione il contesto politico e culturale dentro cui maturano queste due modifiche – che al di là della loro efficacia reale – rappresentano un enorme salto culturale verso la destra ultranazionalista e che offrono a molti governi nuovi strumenti di propaganda populista e opportunità di scontro, non solo con gli avversari politici, ma anche con alcuni poteri istituzionali.

Uno scenario prevedibile che in Italia potrebbe riproporre lo scontro fra poteri dello Stato, con il Governo contro i magistrati, “rei” di rispettare la Costituzione ma additati alla stregua di sabotatori, intenti ad ostacolare l’operato del Governo. Una deriva liberticida che purtroppo non riguarda solo il nostro Paese.

In Italia come in Europa si pensa così di cavalcare le paure, sperando di guadagnare consensi da una parte e di arginare così la crescita delle destre neo-autoritarie. Penso si tratti di un “gioco” cinico e pericoloso, a tutto vantaggio dei vari Vannacci europei e di chi vuole un’Europa più piccola e marginale negli scenari internazionali.

Pensare di contrastare la crescita delle estreme destre in Europa provando a imitarle è miope e come abbiamo spesso potuto osservare – senza imparare molto – quando i cittadini sono chiamati a scegliere fra l’originale e una sua imitazione, scelgono spesso il primo. Bene quindi hanno fatto le forze progressiste a votare contro, con l’eccezione di alcune delegazioni socialiste nazionali.

Dobbiamo essere consapevoli che alle forze democratiche e progressiste spetta il compito in Europa, come in Italia, di vigilare e intervenire con determinazione a difesa di quei diritti e valori che ieri purtroppo sono stati messi “in mora” da quel voto che ha indirettamente sottolineato quanto sarebbe importante avere un’Europa federale a tutela dei diritti di tutti noi. L'articolo Migranti e asilo, se l’Europa si piega all’ideologia Maga proviene da Strisciarossa.

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