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La Silicon Valley, Musk e l’ossessione per il razzismo scientifico

Domenica 22 febbraio 2026 ore 05:43 Fonte: Valigia Blu

Riassunto generato dall'IA dell'articolo "La Silicon Valley, Musk e l’ossessione per il razzismo scientifico". L'IA può commettere errori: ogni informazione va verificata sull'articolo originale.

La Silicon Valley, rappresentata da figure come Elon Musk, sta assistendo a un'evoluzione dell'ideologia dei suoi leader verso posizioni di estrema destra, in particolare riguardo al razzismo scientifico. Mentre Musk annuncia ambiziosi progetti per la conquista della Luna, si osserva come i miliardari del settore tecnologico stiano cercando di legittimare e diffondere idee controverse e divisive, contribuendo a una normalizzazione di tali concetti nella società contemporanea.
La Silicon Valley, Musk e l’ossessione per il razzismo scientifico
Valigia Blu

Qualche giorno fa si è diffusa la notizia che Anthropic, l'AI studio dietro Claude, uno dei tre top LLM in circolazione, ha capitalizzato qualche ulteriore decina di miliardi per i suoi progetti di sviluppo. Era una cosa prevedibile, Amodei e co (la board di Anthropic) hanno capito da un pezzo in che direzione andare, ovvero verso il vibe coding (la creazione IA powered di codice per realizzare software) che è letteralmente l'unico settore in cui c'è un margine di sviluppo davvero sostenibile (consuma meno risorse computazionali rispetto alla creazione immagini/video e produce più valore).

Tant'è che sono gli unici ancora a tenersi a galla dignitosamente nell'industria mentre Google riduce le risorse di Gemini, OpenAI è indebitata fino al collo e Musk sta messo così male a livello di liquidità che X non può permettersi più di due colori nella sua interfaccia (almeno secondo un tweet dell'head of product Nikita Bier). Che l’uomo più ricco del mondo quindi crashasse male alla notizia dei miliardi ad Anthropic mentre lui deve inventarsi l'ennesima scemenza sci-fi per tenere alto l'hype dei mercati (l'ultima è: città autosufficienti sulla Luna entro dieci anni, certamente) non stupisce nessuno.

Questo però non è un pezzo sull'IA. La virata di Musk verso la Luna, operata nel febbraio 2026, non è un semplice cambio di programma tecnico, ma un "pivot" strategico dettato da necessità politiche ed economiche pressanti.

Mentre le promesse di colonizzare Marte diventano tecnicamente insostenibili e i costi di SpaceX lievitano, lo spostamento verso una "città auto-crescente" sulla Luna serve a resettare l'orologio delle aspettative degli investitori. Questo cambio di rotta coincide con l'ordine esecutivo del Presidente Trump, Ensuring American Space Supremacy, che impone di piantare la bandiera americana sul suolo lunare entro la fine del suo mandato.

In questo contesto, l'hype spaziale smette di essere esplorazione e diventa uno strumento finanziario: serve a giustificare valutazioni azionarie astronomiche che agiscono come garanzia collaterale per il debito e compiace il regime di turno (uso il termine con una certa disinvoltura, ma i tempi lo giustificano). È una specie di "longtermism": la narrazione secondo cui il benessere futuro giustifichi l'accumulazione estrema di ricchezza oggi, presentata non come avidità, ma come la costruzione di un'arca per la salvezza della specie.

Di cosa parliamo in questo articolo: Gennaio 2026: 26 giorni di Ossessione Razziale L'Estetica Blackpill: dalla Race Science e alla Frenologia 2.0 Il Sangue di Minneapolis e la Normalizzazione dell’estremo L'Economia della Distrazione e il Destino delle Oligarchie Gennaio 2026: 26 giorni di Ossessione Razziale La cosa che mi interessa approfondire di più, però, è l'argomento usato contro il rivale.

Sorvolando sul fatto che ovviamente niente di quello che scrive Musk ha un barlume di contatto con la realtà, c'è un articolo interessante del Guardian che nota come l'uomo più ricco del mondo a gennaio 2026 abbia twittato su questioni razziali, “scienza della razza” o cospirazioni anti-immigrati per ben 26 giorni su 31, interagendo almeno in una occasione con il teorico della remigrazione austriaco Martin Sellner che nel 2020 risultò legato, sempre secondo una inchiesta del Guardian, al suprematista Brenton Tarrant, autore della strage islamofoba di Christchurch in Nuova Zelanda. Sellner è talmente estremista che anche AfD in Germania ha preso le distanze.

Musk ha rilanciato teorie del complotto come il genocidio dei bianchi e la grande sostituzione per poi difendersi parlando di semplice buon senso ed evidenza dei fatti (spoiler: non c'è nessuna evidenza dei fatti in questione). L’estrema destra europea si dà appuntamento in Lombardia: la vergogna del Remigration summit Non è una cosa nuova.

Musk liscia il pelo all'estrema destra da anni, ma quello che fanno notare alcuni studiosi dei fenomeni estremisti è che se togliessimo il nome dell'autore dei tweet in questione risulterebbero indistinguibili da quelli che si trovano nelle comunità di suprematisti bianchi. Lo ha letteralmente dichiarato Heidi Beirich, co-fondatrice del Global Project Against Extremism.

Musk non si limita a rilanciare contenuti: sta attivamente spostando la "Finestra di Overton" verso l'estrema destra biologica, arrivando a postare (come accaduto il 22 gennaio 2026 da Davos) che "i bianchi sono una minoranza in rapida estinzione", elevando la preoccupazione demografica per il "ceppo europeo" a priorità strategica globale. L'Estetica Blackpill: dalla Race Science e alla Frenologia 2.0 Ora, che nel post contro Anthropic Musk butti nel calderone anche riferimenti alla misandria insieme a una chiara deriva omofobica è organico alla culture war che cavalca da un pezzo e al pubblico a cui ha fatto riferimento finora, i follower di Nick Fuentes, Tommy Robinson (recentemente ricevuto dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini) e dei vari influencer anti-woke, tutta gente a cui ha ripristinato gli account bannati per discorsi di odio appena ha preso il controllo del fu Twitter.

Meno chiaro è perché butti nel calderone anche i cinesi in particolare come demografica "vittima". Epstein Files: l’ascesa delle destre e la cabina di regia per manipolare l’opinione pubblica online L’inclusione degli asiatici nella narrazione vittimistico razziale di Musk si spiega ragionevolmente tenendo presenti due elementi:

Musk ha forti interessi in Cina - a Shanghai c'è la Gigafactory 3 di Tesla - e nei suoi tweet passati ha fatto spesso riferimento, come dicevo, al concetto di "race science", ovvero tutto quel sottobosco di teorie pseudoscientifiche che parlano dei livelli di QI e di skill come collegati alle razze intese come categorie biologiche. Teorie all'interno delle quali, va da sé, bianchi e asiatici sono considerati ai primi posti.

Esiste un intero progetto in USA, sin da fine '90, chiamato Human Biodiversity Institute, finalizzato a provare queste teorie. Il suo fondatore è Steve Sailer.

Sailer spinse affinché i repubblicani adottassero politiche anti-globaliste e un maggiore protezionismo economico sin dai primi del 2000 (vi ricorda qualcosa?) e, tra le altre cose, affermò che la distruzione a New Orleans per l’uragano Katrina era prevedibile “a causa dell'alta presenza di afroamericani”, ha definito l’immigrazione una forma di ingegneria elettorale (alcuni politici, secondo lui, importano elettori), definito le donne in politica la causa del dibattito pubblico “troppo emotivo”, incidentalmente associandole all’accezione derogativa di empatia (tanto cara ai conservatori e agli evangelici USA da qualche anno a questa parte). Ha definito il politicamente corretto come una “guerra alla capacità di notare le cose" e se sono argomentazioni che vi sembrano familiari non vi state sbagliando.

"Quello che non sentirete dire, se non da me, è che 'Lasciate che i bei tempi scorrano' (il motto di New Orlans. ndr) è un messaggio particolarmente rischioso per gli afroamericani. La pura verità è che essi tendono a possedere una capacità di giudizio innata inferiore rispetto ai membri di gruppi più istruiti.

Pertanto, necessitano di una guida morale più rigorosa da parte della società. [...] A differenza di New Orleans, ci furono solo minimi saccheggi dopo il terribile terremoto di Kobe del 1995, in Giappone - perché, stringi stringi, i giapponesi non sono neri." - Steve Seiler Dall’HBI è indirettamente derivata, o quantomeno fortemente ispirata, la Human Diversity Foundation, una entità molto più strutturata, fondata dall’estremista di destra danese Emil Kirkegaard e diretta al momento tra gli altri da Erik Ahrens, ex consulente di comunicazione dell’AfD, che un anno fa sempre il The Guardian ha identificato come player economicamente prominenti nella Silicon Valley. Sailer è una delle influenze principali di Curtis Yarvin (che si è definito un "sailerista").

Yarvin è un pensatore ultra reazionario, anti democratico ed è l'ideologo dietro figure chiave della Silicon Valley come Peter Thiel (o lo stesso Musk, con cui Thiel ha creato Paypal) ed è molto vicino al vicepresidente USA JD Vance (a cui lo ha presentato Thiel stesso). Yarvin, noto anche con lo pseudonimo Mencius Moldbug, teorizza apertamente la fine della democrazia a favore di un sistema chiamato "Patchwork": una costellazione di micro-Stati governati da CEO-sovrani dove i residenti sono equiparati a "formiche in una cucina" o azionisti senza diritti.

Yarvin divide la società in caste rigide: dai Bramini (l'élite liberale) ai Dalit (i poveri urbani), Vaisyas (la classe pdoruttiva sfruttata dalle altre due) fino agli Helots (i migranti che lavorano senza diritti politici), definendo l'uguaglianza umana una "superstizione liberale". Recentemente, in un evento a Londra, Yarvin ha paragonando l'uso della N-word a una semplice trasgressione contro la "blasfemia" del politicamente corretto.

Qui si innesta una tendenza culturale più profonda che sta colpendo le nuove generazioni, per ora principalmente oltre oceano: il looksmaxxing, ovvero il curare al massimo l’aspetto estetico, in particolare nei giovani uomini (il termine nasce nelle solite board per immagini incel tipo 4chan e affini). È una cosa che dovete vederla per crederci e in alcuni momenti sembra realmente di assistere a una scena di Zoolander dal vivo (non sto esagerando), con tanto di neolingua ma, come evidenziato da uno studio dell'Università della Virginia, non è un semplice trend estetico, ma una forma di "frenologia repackaged per il XXI secolo".

Su forum e social, migliaia di giovani si scambiano consigli su come migliorare parametri ossei – come il canthal tilt (l'inclinazione dell'occhio verso le tempie) o il gonial angle della mascella – convinti che l'attrattività fisica sia l'unica via per il successo sociale e professionale. È una tendenza perfettamente inclusa nelle teorie redpill che fa il pari con le culture gymbro e huslte, di cui ho parlato in altra sede.

In questa gerarchia, chi non possiede i tratti "superiori" (come gli "hunter eyes") è condannato all'ostracismo. Questo ritorno dell'ossessione per i crani e le misure facciali nei giovani è il ponte migliore possibile verso il razzismo scientifico: se accetti che la tua mascella determini il tuo valore umano, sei pronto ad accettare che la tua etnia determini il tuo QI.

Non c’è bisogno di dirlo, ma ovviamente i lookmaxxer di colore hanno serissimi problemi ad essere accettati nella community. Il principale influencer legato a questa sottocultura è un ragazzo del New Jersey di nome Braden Peters, noto online come Clavicular, ha vent’anni e in una intervista di poco tempo fa ha affermato che le prossime elezioni USA sarebbero state vinte da Gavin Newsom perché è un “chad” (cioè un individuo esteticamente dominante) mentre il probabile avversario JD Vance non potrebbe avere successo a causa del fatto che “è un subumano”, in quanto secondo lui troppo basso, sovrappeso e con la mandibola non abbastanza pronunciata.

Recentemente è stato al centro di una polemica perché ripreso a un party con un gruppo di influencer dell’area alt-right/manosfera (i fratelli Tate, Nick Fuentes, Sneako, Myron Gaines e Justin Waller) mentre cantavano entusiasti il pezzo “Heil Hitler” di Ye/Kayne West. E sapete una cosa interessante?

Si dice che sia supportato economicamente dal solito Peter Thiel, per quale motivo possiamo solo immaginarlo, ma lui non sembra entusiasta di rispondere a domande in merito. Con queste info potete farci quello che volete per ora, sull’argomento ci saranno di sicuro approfondimenti futuri.

Il Sangue di Minneapolis e la Normalizzazione dell’estremo La domanda sul come mai non saltino teste per il caso Epstein - oltre che a causa dei probabili insabbiamenti che il Dipartimento di Giustizia USA sta portando avanti - ha una risposta molto simile a quella su come mai Musk abbia potuto creare il DOGE e fare danni irreparabili al welfare statunitense dopo aver lanciato due volte un saluto nazista alla cerimonia di insediamento di Trump, ed è legata a doppio filo allo sdoganamento di certi tipi di idee ritenute folli o ridicole fino a neanche una decina di anni fa. Il legame tra l'élite tech e l'eugenetica è emerso con forza dalle email di Jeffrey Epstein rivelate nel febbraio 2026, dove il finanziere parlava di "Altruismo Genetico", auspicando un editing genetico di massa per propagare i geni superiori e criticando persino la Fondazione Gates per il suo approccio troppo "morbido" alla salute delle masse.

Questi argomenti per la nuova oligarchia sono ormai uno standard. Possiamo a questo punto ipotizzare in atto un processo permanente di iper normalizzazione di determinati discorsi - che usa argomentazioni pseudo scientifiche, buonsensiste, capillari e - cosa più importante - facilmente ripetibili e assimilabili dalle nuove generazioni, in cui un gruppo identitario viene identificato come perfetto e ulteriormente perfezionabile, ma in questo momento storico è vittima.

Di cosa? Di tutto quello che non appartiene a quella identità, che è dipinto come un nemico che mira a sostituire, soggiogare, imbruttire, imbastardire, castrare ecc.

Questa retorica ha conseguenze mortali. Nel gennaio 2026, durante l'Operazione Metro Surge a Minneapolis, l'ICE ha proceduto a esecuzioni sommarie per strada:

Renee Nicole Macklin Good, una poetessa di 37 anni, e Alex Jeffrey Pretti, un infermiere di 32, sono stati uccisi mentre protestavano contro i rastrellamenti federali. Ci sono voluti questi omicidi di cittadini americani per arrivare alle semplici dimissioni di Greg Bovino dai ruoli di comando della Border Patrol, ma la struttura di potere che ha permesso tale violenza rimane intatta.

Come rimane intatta la giustificazione: deportare i residenti illegali che delinquono. Solo che non è vero, nel primo anno di attività dell’ICE per il secondo mandato Trump meno del 14% degli arresti riguardava gente con precedenti penali.

Ma finché non ci vanno di mezzo i bianchi nessuno subisce alcuna conseguenza, e siamo comunque lontani da quello che uno stato di diritto richiederebbe. L'Economia della Distrazione e il Destino delle Oligarchie Questi tipi di frame si incastrano per andare a generare una sindrome da accerchiamento che rende molto difficile per chi ne è oggetto percepire quanto possano essere ripugnanti i discorsi contro quelli che ti hanno convinto essere i tuoi carnefici.

Che siano minoranze, donne, comunità LGBTQ+ o attivisti come Good e Pretti in Minnesota. È un processo, a questo punto mi pare ragionevole affermare, del tutto organico alla cementificazione del potere delle nuove oligarchie tech e delle potenze economiche a cui sono legate a doppio filo (USA/Israele, Russia, in parte anche Cina con i dovuti distinguo).

L'economista UK Gary Stevenson tempo fa ha affermato che è evidente come le élite stiano deliberatamente finanziando le narrazioni contro l'immigrazione per distogliere l'attenzione dalla diseguaglianza esplosa dopo la Brexit e la crisi inflattiva. È l'Economia della Distrazione: mentre la classe media combatte una guerra immaginaria per difendere la razza o la mascolinità contro la "grande sostituzione”, l'oligarchia acquisisce gli asset reali del pianeta, privatizza lo spazio e normalizza l'idea di un futuro techno-feudale dove le classi subalterne vivranno pagando per la fruizione di qualunque servizio di base senza in realtà possedere nulla, ma saranno comunque felici della loro purezza identitaria.

Non è un processo che si fermerà, perché ci sono triliardi a disposizione per chi ha interesse nel portarlo avanti. E Musk potrà essere il volto più visibile di tutto questo, ma come abbiamo visto sembrerebbe proprio essere solo la punta dell’iceberg.

Immagine in anteprima: Dario De Leonardis

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