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In cerca di un nuovo Segretario del Mondo

Sabato 6 dicembre 2025 ore 19:05 Fonte: Lettera22
In cerca di un nuovo Segretario del Mondo
Lettera22

La scadenza del mandato dell’attuale Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres (nella foto), sarà in realtà soltanto alla fine del 2026, ma i preparativi per la sua sostituzione hanno già preso l’avvio con una lettera congiunta diffusa il 25 novembre dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di sicurezza, che ha aperto ufficialmente la procedura per la ricerca dei nuovi candidati. E già dalle prime battute si è capito che la battaglia sarà questa volta molto più difficile e articolata di quelle che hanno portato alla nomina dei precedenti segretari generali.

Nella loro lettera, il presidente del Consiglio di Sicurezza per il mese di novembre, l’ambasciatore di Sierra Leone, Michael Imran Kanoo, e la presidente dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock hanno invitato tutti gli Stati membri a presentare i propri candidati. Ogni Stato potrà presentarne soltanto uno e i candidati dovranno essere disponibili a illustrare il proprio profilo e la propria qualificazione di fronte ai membri dell’Assemblea Generale e poi, a porte chiuse, di fronte ai membri del Consiglio di sicurezza.

Al Consiglio di Sicurezza, che a sua volta raccomanderà il suo prescelto all’Assemblea Generale per il voto finale. Iniziata informalmente già nel 2016, la presentazione dei candidati di fronte all’Assemblea Generale ha tolto al Consiglio di Sicurezza il ruolo di essere l’unico organo dell’Onu a esaminare i possibili prescelti e lo ha affidato a un pubblico più ampio, composto non soltanto dai rappresentanti di tutti i Paesi membri, ma anche dai rappresentanti della stampa e della società civile.

A settembre di quest’anno, l’allargamento è stato ufficializzato con la risoluzione 79/327 dell’Assemblea Generale. La mossa, ovviamente destinata a rendere l’intero processo più trasparente e a definire con più chiarezza un candidato in possesso di tutte le qualità necessarie per ricoprire un compito delicato, ampio e spesso controverso, per di più in un momento di crisi internazionale, ha suscitato da subito le prime osservazioni perplesse.

“C’è un dilemma su come ottenere un equilibrio tra la trasparenza e il giusto processo”, ha osservato durante la sua conferenza stampa Samuel Zbogar, l’Ambasciatore della Slovenia, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza per il mese di dicembre. Pur invitando tutti a presentare le proprie candidature e a discuterle pubblicamente, il diplomatico ha osservato che un eccessivo scrutinio pubblico potrebbe dissuadere molti possibili candidati in possesso di tutte le qualità necessarie dal presentarsi per la nomina.

La richiesta di presentare con chiarezza i finanziatori della loro campagna e la propria visione del futuro, per di più, potrebbe metterli in una situazione delicata nei confronti dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza, che potrebbero bloccarli con un veto. “Un processo più trasparente può essere un’arma a doppio taglio”, ha confermato Daniel Forti, esperto di Onu per l’International Crisis Group.

“I candidati potranno usare le loro presentazioni per distinguere la loro visione da quella degli altri concorrenti e conquistare con questo il supporto di un largo numero di Paesi membri e della società civile. Ma nel farlo dovranno evitare di urtare i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, che potrebbero mettere fine alle loro ambizioni.” Contemporaneamente, ha lasciato capire Samuel Zbogar, un dibattito troppo aperto potrebbe mettere in luce drammaticamente le differenze di priorità in un momento in cui l’organizzazione internazionale sta certamente riscrivendo il proprio ruolo e cercando di recuperare il suo prestigio.

“Quello del segretario generale è un lavoro impossibile”, ha spiegato, “richiede capacità diverse, di manager, di costruttore di pace e di autorità morale. Vogliamo dare un’opportunità agli Stati membri di esprimere il tipo di ruolo di cui l’Onu ha bisogno in questo momento”.

Un insieme, insomma, non da poco, per chi dovrà essere soprattutto un mediatore capace di rispondere alle richieste del Sud globale, rafforzare il sistema multilaterale e far uscire il Palazzo di Vetro da una crisi finanziaria senza precedenti. E rispondere, per di più, alla richiesta sempre più pressante di affidare il compito a una donna, per la prima volta in ottanta anni di vita.

Per il momento, è ovvio, si è mosso poco, anche se già si sa che, per ragioni geografiche, il ruolo dovrebbe spettare a un latinoamericano e hanno già dichiarato la loro disponibilità tre candidati di prestigio come Michelle Bachelet, ex presidente del Cile e ex Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, insieme a Rebeca Grynspan, ex vicepresidente del Costa Rica e attuale segretaria generale dell’Unctad, e Rafael Grossi, l’argentino che dirige l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Dopo la lettera ufficiale, però, nessuno esclude sorprese.

E insieme ai rappresentanti di 193 Paesi membri, tutti aspettano di sentire, e giudicare, molte nuove visioni per l’Onu del futuro. L'articolo In cerca di un nuovo Segretario del Mondo proviene da Lettera22.

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