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Anticristo, Palantir, difesa e affari: la visita di Thiel a Roma è un problema democratico

Lunedì 16 marzo 2026 ore 09:06 Fonte: Valigia Blu
Anticristo, Palantir, difesa e affari: la visita di Thiel a Roma è un problema democratico
Valigia Blu

Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati Uniti, è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata.

Da tempo Thiel ha iniziato questo tour di incontri negli Stati Uniti e in Europa. Durante le conferenze, il fondatore di Palantir filosofeggia su chi potrebbe essere l'anticristo e sull’arrivo dell’Armageddon, mescolando passaggi biblici, storia recente, filosofia e riferimenti a videogiochi e programmi televisivi, insieme a riflessioni sul Signore degli Anelli di JRR Tolkien, deviando talvolta verso teorie cospirative.

Peter Thiel, i tech bro, Trump e l’Anticristo La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità.

Nella versione della storia di Thiel, il mondo è impegnato in una lotta tra bene e male, tra chi lavora per il progresso tecnologico e la libertà e chi cerca di frenare queste libertà con leggi e regolamentazioni e agitando la paura di minacce esistenziali come il cambiamento climatico, l'intelligenza artificiale e la guerra nucleare per accumulare un potere smisurato. La paura del collasso – sostiene Thiel – rende le società più disposte ad abbracciare soluzioni autoritarie che promettono sicurezza a qualsiasi costo.

Nel momento in cui associa all’anticristo quelle figure e quegli organismi che si battono per la cooperazione, la solidarietà sociale e la diplomazia internazionale e alla libertà quelle tecnologie e piattaforme che, deregolamentate, si stanno facendo strumento di accentramento di potere, di autoritarismo e di discriminazione, Thiel non sta facendo altro che difendere l’ideologia libertaria dei cosiddetti tech bro della Silicon Valley, schieratisi in prima linea a favore di Trump alle ultime elezioni negli Stati Uniti: l’Anticristo che Thiel descrive sembra essere proprio lui. "L’idea dietro questi viaggi europei è molteplice: da una parte Thiel cerca una legittimazione accademica, come ha fatto a Parigi alla Académie des sciences morales et politiques.

Ma c’è pure una questione strategica in gioco, dietro questo ritornello dell’anticristo: il tentativo di consolidare un linguaggio comune tra due fazioni rivali, i tecno-fascisti della Silicon Valley e la destra religiosa. Lo stesso J.D.Vance incarna questo sincretismo", spiega a Domani Olivier Tesquet, autore di Apocalypse Nerds ed esperto di Thiel da anni.

Dietro il viaggio di Thiel potrebbe esserci la saldatura di questo asse tra la nuova tecnocrazia autoritaria statunitense e il nazionalismo religioso con le estreme destre europee. L’obiettivo è l’estensione di tutto quello che oggi si configura come il mondo MAGA all’Europa e smantellare lo Stato di diritto e le tutele democratiche in favore di un potere algoritmico e verticistico.

Per l’Europa, scriveva in questo approfondimento Anton Shekhovtsov, la sfida è esistenziale: resistere a un modello che trasforma i cittadini in utenti di infrastrutture private e le nazioni in entità frammentate. Difendere lo Stato di diritto oggi significa sottrarre la governance del futuro al solo dominio della tecnica e del grande capitale.

La tecnocrazia americana, l’estrema destra e la battaglia per il futuro dell’Europa In Italia, gli incontri sono stati organizzati dall’associazione culturale Vincenzo Gioberti e dal Cluny Institute alla Catholic University of America. L’associazione Gioberti – riporta La Stampa – si autodefinisce "una voce conservatrice, un luogo d’incontro per riscoprire valori e tradizioni del Paese.

Il sogno che ci guida: restaurare l’unità spirituale degli Italiani a partire dall’identità cattolica, dalle piccole patrie, e dalle pratiche ereditate dall’Antico Regime". Tra i riferimenti politici c’è il generale Roberto Vannacci, ritenuto dai membri dell’Associazione un punto di riferimento "per la restaurazione del primato morale e civile degli italiani".

Il presidente è Alberto Garzoni, studioso del pensiero di Sant’Agostino, giovane dottorando in Teologia all’Università di Oxford, chairman di Catholics in the Conservative Party, un gruppo a sostegno dell’ala più a destra e tradizionalista dei Tories, partito storicamente legato alle radici protestanti del Regno Unito. Tra i suoi promotori c’è Sir Julian Brazier, in passato sottosegretario alla Difesa, ruolo che gli ha permesso di avere accesso a un settore a cui si è dedicato dopo aver abbandonato il Parlamento.

Brazier ha pubblicamente definito Palantir, «un riferimento nell’analisi dei big data applicati» al comparto militare. E anche questo suggerisce la doppia valenza del tour di Thiel in Italia: anticristo e affari.

La stessa Palantir sta creando un suo canale di formazione alternativo alle istituzioni universitarie per preparare i suoi futuri dipendenti (ne parlavamo qui). Peter Thiel, l’eminenza grigia dietro la presa di potere di Trump e Vance, ora fonda la sua “università” privata Le aziende legate a Thiel stanno già facendo accordi coi governi europei, scrive Domani: hanno partnership col ministero della Difesa britannico, con quello tedesco per le armi autonome;

Palantir ha un accordo anche con quello degli Interni francese. L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo dell’intelligenza artificiale.

Per quanto riguarda l’Italia, ricostruisce in un altro articolo sempre Domani, i rapporti tra Palantir e le nostre istituzioni sono continuativi e strutturati da oltre 10 anni. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti accademici.

Prima che nel settore militare, Palantir è già presente in Italia nel campo sanitario, e non solo: nell’ottobre 2023 il policlinico Agostino Gemelli ha stipulato un accordo per la gestione e l’elaborazione su larga scala dei dati clinici. Lo scorso giugno l’azienda software americana ha annunciato la sottoscrizione di una partnership pluriennale con il gruppo veronese Fedrigoni, produttore di riferimento globale di carte speciali per packaging.

E poi, c’è il settore della Difesa. La società americana è arrivata in Italia in maniera graduale e ha consolidato la sua presenza nei circuiti ministeriali.

Tra i dati e i documenti consultati da Domani, emergono gare di appalto a oggetto «programma Palantir» da 1,3 milioni e 950mila euro, ma del cui esito non v’è traccia della banca dati dei contratti pubblici, gestita dall’Autorità nazionale anticorruzione, e spese relative alla sperimentazione, all’acquisizione e all’ampliamento di servizi informatici legati al colosso USA.  “Di certo – scrive ancora Domani – nella relazione che la Difesa ha presentato al Parlamento nel 2019 sullo stato di «mezzi, impianti e sistemi» si legge di «software Palantir» e di spese per il governo di 1.200.000 di euro (tra il 2017 e il 2020) e 290mila euro (nel 2018). Oltre che di un «nuovo contratto» legato alla fornitura del software, anche se non è specificato con quale azienda.

In altri documenti ministeriali compare Palantir Italia Srl, che nel 2021 ha ricevuto tre pagamenti dalla Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (Teledife): 148.498 euro per «fornitura nuove funzionalità programma Palantir» e un altro di 534.996 euro, diviso in due tranche, per «programma Palantir».

Nel 2023 Crosetto ha presentato alle Camere un’altra relazione, a copertura dell’anno precedente: in totale, si rendiconta una spesa di 600mila euro per la «fornitura di servizi relativi al software Palantir». Sempre nello stesso anno il MEF invita la filiale italiana a partecipare a una gara d’appalto.

In parallelo Teledife indice una procedura di tre milioni per «programma Palantir». Anche in questo caso, nessuna informazione sull’aggiudicazione”.

Tra i contatti tra Palantir e il ministero della Difesa ci sarebbe, infine, una «procedura negoziata» e «secretata» del 2024, avviata da Teledife, per la «fornitura licenza Palantir Gotham», dal valore di un milione di euro. Non sono specificati la durata e l’aggiudicatario. «Si tratta di un contratto secretato di cui non possiamo dire nulla perché riguarda alcuni aspetti delicati del paese», fa sapere a Domani l’ufficio stampa del ministero.

Gotham è utilizzato soprattutto da forze armate, intelligence, polizia e agenzie di sicurezza per integrare e analizzare grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse per ricostruire relazioni tra persone, eventi, luoghi o transazioni, visualizzare le connessioni e individuare pattern o anomalie, per supportare operazioni investigative o militari. Il software sarebbe stato usato dall’ICE, l’agenzia federale americana per l’immigrazione, nelle recenti deportazioni di migranti a Minneapolis, dall’esercito israeliano a Gaza, dagli Stati Uniti per catturare il presidente Nicolás Maduro in Venezuela e individuare la guida suprema Ali Khamenei in Iran.

L’opposizione ha presentato un’interrogazione parlamentare e ha chiesto al governo Meloni di riferire su eventuali incontri o accordi con la sua società. “Si tratta di una figura definita il “re della sorveglianza di massa” che non ha mai nascosto la volontà di ampliare la propria influenza anche nei paesi europei”, ha commentato il deputato del Partito democratico Andrea Casu, firmatario dell’interrogazione parlamentare insieme a Giuseppe Provenzano.

All’interrogazione parlamentare del Pd si è aggiunta anche la richiesta di chiarimento di Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra: “Palantir è una delle più potenti aziende al mondo nell’analisi dei dati per governi e apparati di sicurezza a cui anche la difesa americana ha ceduto parte dei suoi servizi di intelligence.

A questo si aggiunge un altro fatto intollerabile: da settimane restano senza risposta diverse interrogazioni parlamentari sul rapporto tra lo Stato italiano e Palantir. Parliamo della possibile gestione di banche dati pubbliche, dalle cartelle sanitarie alle informazioni fiscali e catastali”.

Finora dal governo non sono arrivate risposte, evidenzia Casu. “E non rispondere è già una risposta”.

Immagine in anteprima via Roma Today

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