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Sudan, a che punto siamo?
Il testo che segue è un riassunto dell'articolo Sudan, a che punto siamo? generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.
Il conflitto in Sudan iniziato il 15 aprile 2023 non accenna a fermarsi. Complice anche l’inizio della stagione secca, tradizionalmente stagione di combattimenti più intensi nelle guerre sudanesi e nel resto della regione, da metà ottobre circa le ostilità sono di fatto aumentate.
Il 28 ottobre scorso, dopo quasi 18 mesi di assedio durissimo, la capitale del Darfur settentrionale, al-Fashir, è stata presa dalle Forze di Supporto Rapido (RSF), suscitando un’inedita ondata di attenzione internazionale, non sempre priva di secondi fini. Conquistare al-Fashir e quindi estendere il proprio controllo a tutte le capitali dei cinque stati in cui è divisa la regione del Darfur ha significato per RSF poter liberare molte risorse — economiche, di uomini e di mezzi — da muovere sui vari fronti della regione del Kordofan.
Nella prima settimana di dicembre, i paramilitari sono riusciti a far cadere anche le ultime difese dell’esercito nazionale, SAF, in Kordofan occidentale, ovvero le città di Babanusa e di Heglig, quest’ultima principale polo petrolifero del Sudan e sul confine con il Sud Sudan. Di questo e di molto altro la nostra Irene Panozzo ha parlato con Giammarco Sicuro, per la rubrica MappaMondi di RaiNews24.
L’intervista si può ascoltare come podcast su RaiPlaySound, mentre il video è visibile anche su YouTube. Nell’immagine, la mappa amministrativa del Sudan (UN-OCHA) L'articolo Sudan, a che punto siamo? proviene da Lettera22.