Mercoledì 8 aprile 2026 ore 20:00

Cultura

Tra umanesimo e computazione: note al volume "Letteratura e intelligenza artificiale. Un dialogo interdisciplinare"

Lunedì 2 marzo 2026 ore 00:25 Fonte: ReWriters

Il testo che segue è un riassunto generato dall'IA dell'articolo "Tra umanesimo e computazione: note al volume "Letteratura e intelligenza artificiale. Un dialogo interdisciplinare"" . L'IA può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

il volume "Letteratura e intelligenza artificiale. Un dialogo interdisciplinare" raccoglie gli atti del convegno svoltosi presso la Facoltà di Lettere di Sapienza Università di Roma nel settembre del 2023 e promuove un approccio interdisciplinare tra umanesimo e computazione esplorando le relazioni tra letteratura e intelligenza artificiale
Tra umanesimo e computazione: note al volume "Letteratura e intelligenza artificiale. Un dialogo interdisciplinare"
ReWriters

È stato da poco pubblicato per Lithos Editrice il volume Letteratura e intelligenza artificiale. Un dialogo interdisciplinare (a cura di T. Catarci, A. Macori, D. Raffini), che raccoglie gli atti del convegno svoltosi presso la Facoltà di Lettere di Sapienza Università di Roma nel settembre 2024.

Alla base del convegno, e di conseguenza del volume, si collocava il tentativo di  superare la frattura epistemologica tra l’ambito computazionale e quello umanistico, due sfere del sapere che storicamente hanno adottato terminologie e approcci differenti, ma che oggi appaiono strettamente legate da una comune necessità di indagine. In sostanza, l’obiettivo sotteso al libro non è quello di guardare all’IA come a un semplice strumento tecnico, bensì capire come essa stia cambiando profondamente il nostro modo di produrre e intendere la cultura.

L'intelligenza artificiale non è un corpo estraneo alla produzione letteraria È necessario quindi superare i timori sulla “fine dell’autore” o le facili esaltazioni per il progresso, per osservare invece come l’intelligenza artificiale entri concretamente nei meccanismi di scrittura e di lettura. Analizzare questo impatto significa riconoscere che l’IA non è un corpo estraneo alla produzione letteraria, ma – al contrario – è una tecnologia che ci impone di ripensare concetti che davamo per scontati, come l’originalità di un’opera o lo stile di un racconto.

Solo attraverso un dialogo aperto tra informatici e umanisti è possibile infatti comprendere davvero questa trasformazione, andando oltre i pregiudizi, per studiare come stiano cambiando le forme della nostra cultura. Il volume si articola in quattro sezioni tematiche che riflettono la complessità e la natura sfaccettata del dialogo tra le discipline umanistiche e gli studi relativi all’intelligenza artificiale.

La prima parte, intitolata Riflessioni teoriche, accoglie contributi volti a ridefinire le categorie dell’estetica, della critica e della medialità alla luce dei processi di automazione, e a indagare come l’intelligenza artificiale influenzi i processi creativi. Segue la sezione dal titolo LLM come autori/lettori, in cui l’attenzione si sposta sulle capacità interpretative e linguistiche dei modelli generativi, analizzati sia nella loro funzione di assistenti alla scrittura, sia come soggetti capaci di analisi semantica e interpretazione narrativa.

La terza parte, Modelli simbolici e interpretazione, rivendica l’importanza degli approcci simbolici negli studi relativi all’IA, proponendo l’integrazione tra analisi computazionale e critica testuale per superare la dicotomia tra approcci qualitativi e quantitativi. Infine, la sezione Narrare l’IA esplora la dimensione finzionale, esaminando alcune opere letterarie che tematizzano la presenza di entità artificiali al fine di riflettere sulle implicazioni etiche, morali e filosofiche che tali tecnologie proiettano sui mondi possibili.

Come si è accennato, nella prima parte del volume la riflessione si concentra sulla dimensione estetica, ideologica e sociale della nuova medialità. In particolare Daniel Raffini, nel suo saggio Estetica della letteratura e intelligenza artificiale esamina il legame tra le due discipline, interrogandosi su come l’IA influenzi i processi creativi e teorici e riflettendo al contempo sul legame di tale tecnologia con la tradizione estetica del XIX e XX secolo.

Parallelamente, Federica Perazzini (Criticism and A.I.deology: problemi di interpretazione) indaga l’impatto dei sistemi di IA sulla presunta “morte della critica”, analizzando la matrice politica e ideologica sottesa alle dinamiche produttive del campo letterario e riflettendo sulla necessaria rifunzionalizzazione del ruolo del critico a fronte dell’automazione. A completare questo quadro teorico, Francesca Medaglia (Wattpas e le dinamiche grassroots: la teoria letteraria e i nuovi canoni narrativi) analizza le dinamiche grassroots introdotte dal digitale, utilizzando il caso di studio di Wattpad per dimostrare come l’IA intervenga nella formazione di nuovi spazi di narrativa social in grado di rimodulare figure tradizionalmente stabili come quella del lettore.

La seconda sezione, dedicata agli LLM, indaga le potenzialità di questi sistemi sia in chiave autoriale che ermeneutica, partendo dal presupposto che essi siano ormai in grado di generare contenuti linguistici complessi. Fabio Ciotti, nell’articolo Lettori artificiali e macchine pigre: cosa i Large Language Model possono farci capire sulla cooperazione interpretativa,  esplora l’applicazione di tali modelli alla narratologia, evidenziando – attraverso un approccio sperimentale – come essi possiedano competenze linguistiche e cognitive tali da permettere la comprensione narrativa, l’inferenza e la generazione di ipotesi interpretative di rilievo.

Paola Italia, nel saggio dal titolo L’autore artificiale, mette invece alla prova l’IA generativa nel ruolo autoriale, confrontandosi con ChatGPT sia nella produzione di testi letterari sia come assistente alla ricerca filologica. Roberto Navigli (Dall’inchiostro all’insight: estrarre conoscenza dai romanzi con i Large Language Model) sperimenta le capacità semantiche di ChatGPT attraverso la lettura di 1984 di Orwell, ribadendo l’esigenza di integrare metodi neuro-simbolici per facilitare una reale comprensione automatica del linguaggio.

In una direzione affine, Roberto Gigliucci e Paolo Marocco, nel saggio La generazione del testo e del metatesto, verificano la capacità degli LLM di produrre testi stilisticamente soddisfacenti e di sviluppare una forma di riflessione critica sul testo generato, configurando quindi una sorta di autocoscienza linguistica  e letteraria. L’approccio simbolico e le sue applicazioni pratiche sono invece al centro della terza sezione, aperta da Maurizio Lenzerini (La rappresentazione simbolica della conoscenza: l’altra faccia dell’IA) che illustra le potenzialità di tale approccio, fondato sulla modellazione esplicita dei domini di conoscenza attraverso rappresen tazioni simbolica, un procedimento deduttivo che garan tisce maggiore affidabilità rispetto a quello deduttivo dei sistemi data-driven.

Questo metodo viene declinato nell’ambito dell’interpretazione testuale da Gaia Tomazzoli ed Emilio Maria Sanfilippo, i quali, nel saggio dal titolo Dal testo letterario al testo critico: sfide per un modello formale sull’interpretazione, discutono il superamento della tradizionale dicotomia tra distant reading e close reading. La loro proposta mira a integrare efficacemente la critica letteraria con l’analisi computazionale per offrire nuovi strumenti di confronto tra le diverse letture critiche di un’opera.

Il metaverso Infine, il volume approda all’analisi della rappresentazione finzionale dell’IA. Sarin Marchetti (Robot prossimi nostri/noi: alcune considerazioni a partire da Klara e il Sole di K. Ishiguro), prende le mosse dalla lettura del romanzo Klara e il Sole di Ishiguro per spostare l’asse della discussione dallo statuto metafisico dei robot alle conseguenze etiche e morali della loro presenza nelle nostre vite, indagando come essi influiscano sui nostri assunti filosofici.

In chiusura, Francesca Pantano, nel saggio Dal cuore del simulacro: il Metaverso raccontato dal romanzo Snow Crash, analizza il libro di Neal Stephenson, e riflette sulla nozione di metaverso e sugli scenari etici legati all’automazione e ai mondi virtuali possibili. L’insieme di questi contributi evidenzia la necessità di un dialogo permanente che sappia cogliere la complessità delle implicazioni etiche legate all’integrazione dell’IA nei processi culturali.

L’obiettivo finale, come suggerito dall’introduzione del volume, firmata dai tre curatori, consiste insomma nel mantenere un equilibrio costruttivo tra le tecnologie emergenti e la cultura umanistica, rifuggendo da semplificazioni, chiusure, entusiasmi acritici o paure. The post Tra umanesimo e computazione: note al volume "Letteratura e intelligenza artificiale.

Un dialogo interdisciplinare" appeared first on ReWriters.

Articoli simili