Cultura
Maternità queer nell'Italia contemporanea: lo studio su Romanelli, Cappelli e Murgia
Il 16 gennaio esce una pubblicazione accademica di altissimo livello internazionale (lo stesso editore di Nature) destinato sia alla ricerca che alla didattica con un capitolo dedicato alla maternità queer nell'Italia contemporanea: Life Narratives of Queer Motherhood in Contemporary Italy.
Il capitolo esamina due resoconti autobiografici sulla maternità queer del nostro paese. Il primo è il memoir Nata con noi: storia di Barbara e delle sue mamme (Giunti, 2023), della scrittrice Eugenia Romanelli, founder di questa testata, e della giornalista di Repubblica Rory Cappelli.
Il secondo è la serie di post Instagram “Queering the Family” pubblicati dalla scrittrice Michela Murgia tra il 12 maggio e il 22 luglio 2023. Maternità: la storia di Romanelli, Cappelli e di Barbara Romanelli e Cappelli sono partner di un'unione civile tra persone dello stesso sesso ed entrambe sono genitori di Barbara, nata in Belgio da concepimento tramite donazione.
Romanelli è la madre biologica e gestazionale, mentre Cappelli è stata riconosciuta anche legalmente come madre dopo una sentenza favorevole all'adozione da parte del Tribunale per i minorenni di Roma nel 2014 e una successiva sentenza definitiva da parte della Corte d'Appello di Roma nel 2016. Murgia e la sua famiglia queer Murgia ha sposato il marito, Lorenzo Terenzi, in articulo mortis (in punto di morte) nel luglio 2023, durante la fase avanzata del suo cancro al rene.
Questa decisione è stata presa per ottemperare alle normative statali italiane, che richiedono un nome legale ai fini di poter prendere decisioni mediche, soprattutto per consentire alla famiglia da lei scelta di prendersi cura di lei nei suoi ultimi momenti. Murgia ha ripetutamente affermato che il suo matrimonio non riflette una relazione di esclusività sessuale ed emotiva tra i due partner.
Al contrario, il suo matrimonio con Lorenzo rappresenta l'unica via attraverso la quale l'intera sua famiglia queer, di cui Lorenzo è membro e che non ha status legale, può essere informata delle sue condizioni di salute e può prendere decisioni mediche per suo conto. A differenza delle forme legalizzate di parentela e genitorialità di Romanelli e Cappelli, la famiglia queer di Murgia non ha alcun riconoscimento legale.
Si basa su relazioni intime di cura alternative alla coppia e agli accordi sociali istituzionali. La famiglia queer di Murgia, composta da dodici persone, include i suoi quattro "figli dell'anima", Claudia (madre biologica di uno di loro, Raphael) e con cui Murgia condivide una relazione omogenitoriale, suo marito legale, Lorenzo, e diversi altre e altri scrittori e attivisti.
L’analisi di Veronica Frigeni sintetizza spunti tratti dagli studi sulla maternità queer, dal femminismo matricentrico e dagli studi sulla narrazione di vita per sostenere che questi testi sfidano le nozioni tradizionali di maternità, interrompendo il monomaternalismo e adottando un approccio matricentrico. Frigeni descrive in dettaglio come, impiegando una strategia di disidentificazione queer, le autrici utilizzino il genere della narrazione di vita come atto politico radicale.
Così facendo, queste autrici dimostrano che le realtà e le pratiche queer esistono e resistono nel contesto italiano contemporaneo, caratterizzato da significative disuguaglianze socio-politiche che circondano le relazioni intime non normative. "The Palgrave Handbook of Parenthood in Popular Culture" Una pubblicazione, quella di Springer Nature, costosa perchè ricchissima (circa 200 euro): curata da Elizabeth Podnieks, professoressa alla Toronto Metropolitan University, e dalla professoressa Helena Wahlström Henriksson della Uppsala University, studia le rappresentazioni della genitorialità nella cultura popolare del XXI secolo, valutando criticamente come queste rappresentino, rispondano e ridefiniscano le nozioni di famiglia, nonché i generi della cultura popolare.
In modo unico, la raccolta riunisce studi sulla maternità, la paternità e la genitorialità. I capitoli utilizzano approcci intersezionali per illuminare le soggettività genitoriali LGBTQIA+, razzializzate, indigene e generate dall'intelligenza artificiale, nonché normative o "mainstream", affrontando anche il tema della non genitorialità.
Il volume analizza giochi, fumetti, social media, letteratura, film, televisione e altro ancora. Ha una portata globale, composta dalle diverse posizioni culturali e geopolitiche di autrici e autori e dai testi che esaminano.
I capitoli sono prodotti e/o ambientati in Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Svezia, Finlandia, India, Iran, Cina, Giappone, Corea del Sud, Giamaica, Sudafrica e Australia. Frigeni spiega:
"Romanelli, Cappelli e Murgia esprimono nuove esperienze di intimità basate sulla scelta e sulla cura, per le quali rivendicano una cittadinanza sociopolitica e culturale. Portando il politico e il sociale in una connessione autocosciente con l'intimo, le storie sfidano i vincoli discorsivi del silenzio, del tabù e della non esistenza che circondano l'argomento e fanno emergere la persistente inesprimibilità culturale e il non riconoscimento politico di esperienze che si collocano al di fuori della narrazione dominante della maternità e della famiglia (tabù), spesso negate e ignorate (non esistenza) e di cui non si parla mai (silenzio).
Secondo Lauren Berlant, la sfera pubblica intima rende la cittadinanza una condizione di appartenenza sociale prodotta da atti e valori personali, in particolare originati o diretti verso la sfera familiare e pertanto, sostengo che la decisione di Romanelli, Cappelli e Murgia di condividere le loro relazioni intime sia un atto politico radicale". Dottorato in Italianistica presso l’Università del Kent nel 2018, Frigeni ha svolto attività di ricerca presso l’Amsterdam School for Cultural Analysis ed è stata visiting scholar alla Central European University di Vienna e all’Università di Cambridge.
Attualmente collabora con il Centre for Feminist Research della York University. Ha pubblicato oltre trenta saggi in volumi collettanei e riviste internazionali su scrittrici femministe transculturali, ecofemminismo postcoloniale, femminismo matricentrico, genitorialità queer, giustizia riproduttiva, artivismo, graphic narratives, maternità “mostruose” e trauma.
Eugenia Romanelli commenta: "Nata con noi è stato il primo libro su una famiglia omogenitoriale femminile pubblicato in Italia da un editore di massa e per questo ha un valore sociale e culturale importante, soprattutto in termini di costruzione di nuovi immaginari.
Sono onorata di essere accostata a una scrittrice come Murgia, che è stata capace, in un paio di decenni, di trasformare molte narrazioni. Ma soprattutto, sono felice per nostra figlia, oggetto della seconda sentenza di stepchild adoption in Italia, che avrà modo di comprendere, anche grazie a questo studio, quanto sia stata desiderata in questa vita, su questo mondo e quante strade questo desiderio abbia aperto per altre e altri".
"Una grande gioia - dichiara Rory Cappelli - leggere come la nostra storia sia diventata oggetto di studio internazionale, anche perchè la cosiddetta narrazione di vita è il genere che abbiamo scelto proprio come atto politico". The post Maternità queer nell'Italia contemporanea: lo studio su Romanelli, Cappelli e Murgia appeared first on ReWriters.