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Fuori Soros, dentro Zelensky: il nuovo nemico della propaganda di Orbán
L'articolo di Erik Uszkiewicz analizza come il primo ministro ungherese Viktor Orbán, tornato al potere 16 anni fa, abbia radicalmente cambiato le sue posizioni sulla Russia, passando da una critica a un'ammirazione per il regime di Putin, e come, a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, la propaganda del partito Fidesz abbia dipinto l'opposizione come sostenitrice della guerra, sostenendo che solo Fidesz potesse garantire la sicurezza dell'Ungheria. Dopo la vittoria elettorale di Orbán nel 2022, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è diventato un nuovo bersaglio della propaganda, accusato di voler coinvolgere l'Ungheria in un conflitto e di essere responsabile delle difficoltà economiche del paese. Nel 2025, la retorica anti-ucraina si è intensificata, con Zelensky rappresentato come un burattino di Bruxelles e associato a un'opposizione in crescita, mentre i media governativi hanno descritto l'Ucraina come un paese corrotto e in rovina. La campagna propagandistica ha sostituito i precedenti nemici, come George Soros e i migranti, con Zelensky, evidenziando un cambiamento significativo nella strategia comunicativa del governo ungherese.
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