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Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda

Giovedì 1 ottobre 2026 ore 07:00 Fonte: Valori
Il divieto di distruzione dell’invenduto potrebbe ridisegnare l’industria della moda
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Il divieto di distruzione dell'invenduto rappresenta un cambiamento significativo per l'industria della moda, in quanto dal 19 luglio l'Unione Europea impone alle grandi aziende di non distruggere i prodotti invenduti. Questa normativa fa parte dell'Extended Producer Responsibility (Espr), che mira a ridurre gli sprechi e a promuovere la sostenibilità nel settore della moda. Le aziende saranno quindi obbligate a trovare alternative alla distruzione dei prodotti invenduti, come ad esempio donarli a enti benefici, rivenderli a prezzi ridotti o riciclarli. Ciò potrebbe avere un impatto positivo sull'ambiente, riducendo la quantità di rifiuti che finiscono nelle discariche o vengono bruciati.

Il divieto di distruzione dell'invenduto potrebbe anche avere un impatto significativo sul modo in cui le aziende di moda gestiscono la loro produzione e la loro logistica. Le aziende dovranno infatti rivedere le loro strategie di produzione e di vendita per evitare di produrre più di quanto possano vendere, e dovranno anche trovare nuovi canali per smaltire i prodotti invenduti. Ciò potrebbe portare a una riduzione della produzione di massa e a un aumento della sostenibilità nel settore della moda. Inoltre, il divieto di distruzione dell'invenduto potrebbe anche avere un impatto positivo sulle piccole aziende e sui designer emergenti, che potrebbero avere l'opportunità di acquistare i prodotti invenduti a prezzi ridotti e di rivenderli come prodotti di seconda mano o di riciclo.

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