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Nandino Capovilla: “Non il permesso di poter denunciare, bensì il dovere di farlo”
Nandino Capovilla, un nome che si associa alla denuncia e alla lotta per i diritti umani, ha recentemente espresso un concetto fondamentale: non il permesso di poter denunciare, bensì il dovere di farlo. Queste parole assumono un significato particolarmente forte nel contesto di eventi come quello che si è svolto oggi a Marghera, dove tre palestinesi, appena arrivate dai villaggi devastati dai coloni e dall'esercito israeliano, hanno presenziato al 'memoriale del genocidio'. La presenza di queste donne, che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze della violenza e dell'occupazione, è un potente richiamo all'importanza di non tacere di fronte alle ingiustizie e alle violazioni dei diritti umani.
La partecipazione di queste palestinesi al memoriale del genocidio a Marghera rappresenta un momento di grande significato, poiché mette in luce la necessità di mantenere viva la memoria delle vittime di conflitti e di violenze, e di continuare a denunciare le ingiustizie che ancora oggi si verificano in diverse parti del mondo. Il dovere di denunciare, come sottolineato da Nandino Capovilla, diventa quindi un'imperativa necessità morale e civile, che richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini, affinché le storie di sofferenza e di lotta non cadano nel silenzio e nell'oblio, ma possano invece essere un monito per costruire un futuro più giusto e più pacifico per tutti.
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