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Pena di morte: nel mondo è record di esecuzioni dal 1981
Nel 2025, il mondo ha registrato il record di esecuzioni capitali, con almeno 2.707 persone condannate a morte e messe in prigione. Questo dato, reso noto dal nuovo rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte, rappresenta un aumento significativo rispetto ai precedenti anni. La tendenza negativa è inquietante, poiché la pena di morte è un'istituzione criminale che viola i diritti umani fondamentali e non è in grado di garantire la giustizia.
La maggior parte delle esecuzioni capitali avvengono negli Stati Uniti, dove la pratica è ancora legittima in 27 stati. Tuttavia, anche in altri paesi, come la Cina, il Pakistan e il Sudan, la pena di morte è ancora largamente utilizzata. Amnesty International sottolinea che la maggior parte delle persone condannate a morte sono povere, donne e membri di minoranze etniche, e che la pena di morte non è un deterrente efficace contro il crimine.
Il rapporto di Amnesty International sottolinea l'importanza di abolire la pena di morte e di sostituirla con pene alternative più umane e più efficaci. La organizzazione sostiene che la pena di morte viola i diritti umani fondamentali, come la vita, la libertà e la sicurezza personale, e che non è in grado di garantire la giustizia.
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