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Sul genocidio di Gaza e l’obbligo che l’Occidente non vuole vedere

Mercoledì 20 maggio 2026 ore 12:43 Fonte: Comune-info
Sul genocidio di Gaza e l’obbligo che l’Occidente non vuole vedere
Comune-info

Il dibattito pubblico sul genocidio di Gaza è ancora caratterizzato da un equivoco di fondo, che consiste nel considerare la questione come un problema di classificazione tassonomica, quasi un problema di zoologia, anziché come un problema umano e morale. La domanda "si tratta di un genocidio oppure no?" viene posta come se si trattasse di una questione che riguarda solo gli esperti di diritto internazionale, mentre in realtà è una questione che riguarda tutti noi. La Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, non è uno strumento punitivo postumo, ma un mezzo per prevenire e reprimere il genocidio, e il suo articolo I è lapidario: "Le Parti contraenti confermano che il genocidio, sia che venga commesso in tempo di pace sia che venga commesso in tempo di guerra, è un crimine di diritto internazionale che esse si impegnano a prevenire e a punire".

La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che esiste un rischio "plausibile" di genocidio a Gaza e ha ordinato misure cautelari, ma gli Stati occidentali non hanno risposto in modo adeguato. La Germania, il Regno Unito, la Francia e l'Italia non hanno sospeso le forniture di armi in modo tempestivo e completo, e alcuni hanno addirittura accelerato le consegne. Il Parlamento europeo si è spaccato su risoluzioni non vincolanti, e i governi hanno continuato a usare la formula rituale del "diritto di Israele a difendersi", come se questa formula esaurisse ogni ragionamento giuridico e morale possibile. Tuttavia, il diritto internazionale umanitario pone limiti precisi a come ci si può difendere, e la proporzionalità, la distinzione tra combattenti e civili, il divieto di punizione collettiva non sono principi opzionali.

La soglia dell'operazione militare legittima è già stata ampiamente e ripetutamente superata, e centinaia di crimini di guerra sono stati commessi senza che gli Stati occidentali prendano misure adeguate. La comunità internazionale ha l'obbligo di agire per prevenire e reprimere il genocidio, e non può limitarsi a discutere sulla classificazione del crimine. È necessario che gli Stati occidentali prendano misure concrete per fermare la violenza e proteggere la popolazione di Gaza, e che la comunità internazionale si mobiliti per garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e la tutela dei diritti umani.

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