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“Lo spirito ebraico tradito”. Conversazione con Stefano Levi Della Torre
La situazione attuale è caratterizzata da segni evidenti di una patologia drammatica, come emerge dalla conversazione con Stefano Levi Della Torre, uno degli animatori di Mai Indifferenti, una rete nata nel 2024 in risposta all'eccidio del 7 ottobre 2023 e alle morti e distruzioni a Gaza operate dal governo israeliano e dal suo esercito. Questa rete, inizialmente composta da donne ebree e successivamente arricchitasi con la presenza di uomini, si pone come un gruppo critico rispetto alle azioni di Israele e alle reazioni di sostegno unanime espresse in ambienti ebraici vicini alle Comunità italiane e dalle istituzioni. La posizione di Mai Indifferenti sembra essere quella di una "pecora nera" all'interno della comunità ebraica, poiché non si riconosce nell'assenza di toni critici e nelle reazioni di sostegno incondizionato alle azioni di Israele.
La questione si complica ulteriormente con l'intervento del rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, che ha attaccato il Vaticano chiedendo una riconversione dottrinaria più profonda. Di Segni non si accontenta del ripudio conciliare dell'accusa di deicidio rivolta agli ebrei, né dell'affermazione dell'irrevocabilità dell'alleanza tra il popolo d'Israele e il Signore, né del riconoscimento diplomatico dello Stato di Israele sottoscritto nel 1993 dal Vaticano. Egli chiede che la Chiesa riconosca anche il "rapporto essenziale religioso" che gli ebrei hanno con la terra promessa, come scritto da Gad Lerner. Questa richiesta pone ulteriori interrogativi sulla natura del rapporto tra la comunità ebraica e le istituzioni religiose e politiche, e sottolinea la complessità della situazione, in cui l'antisemitismo, la critica alla politica di Israele e la questione della terra promessa si intrecciano in modo intricato.
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