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Perché tanto interesse per l’atroce sorte dei palestinesi?
La Palestina mostra l'esistenza di due reti internazionali, una che sostiene Israele e l'altra che si manifestano in manifestazioni che si sono moltiplicate in tutto il mondo, animate soprattutto da giovani, compresi esponenti della diaspora ebraica. Queste due reti sono contrapposte e la loro contrapposizione è in parte mascherata e resa di difficile comprensione dalla presenza, in ciascuno di essi, di aggregati sociali sovrapposti nutriti anche da nazionalismi.
Il conflitto che da ottant'anni e più oppone lo Stato di Israele alla popolazione della Palestina, fino a rivelarsi un progetto genocidiario, è al centro del destino non solo delle comunità direttamente coinvolte, ma di quello del mondo intero. Ai protagonisti diretti di quel conflitto - lo Stato di Israele e il popolo della Palestina - fanno capo due reti internazionali di solidarietà contrapposte. Una è in campo da decenni, ma è stata resa visibile soprattutto dalle mobilitazioni dette "pro Pal" degli ultimi anni, con manifestazioni che si sono moltiplicate in tutto il mondo, animate soprattutto da giovani e studenti, compresi molti esponenti della diaspora ebraica.
L'altra rete di solidarietà è visibile soprattutto a livello interstatuale, nel sostegno che ogni governo continua a dare a Israele; una rete sorretta in misura crescente dagli apparati dello stato profondo e dai nuovi strumenti del capitalismo della sorveglianza. Questa rete non appare finora scalfita dalle pur ostentate violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale messe in atto dallo Stato e dall'esercito di Israele e dalle milizie iperprotette dei suoi coloni.
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