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Considero valore tacere in tempo
La mia mente è ancora confusa e turbata dalle recenti dichiarazioni di Erri De Luca, un autore che ho sempre apprezzato per la sua poesia e il suo impegno civile. Sono rimasto scioccato dalla sua affermazione a favore della forza come unica soluzione per chiudere la questione palestinese. Mi sento ferito e tradito, come se il mio rispetto per l'autore e la sua opera fosse stato infranto.
Ricordo con piacere l'esperienza di aver partecipato all'incontro "Arena di Pace" a Verona nel 2003, dove lessi la poesia "Valori" tratta dal libro "Opere d'acqua" pubblicato da Erri De Luca. In quel momento, non potei immaginare che il suo amore per la lingua ebraica e la sua cultura sarebbe stato accompagnato da un simile schieramento. Sono rimasto colpito dalla sua capacità di rimuovere la storia e di giustificare la forza, come descritto da Emilia De Rienzo.
Ricordo anche l'esperienza di aver ospitato Predrag Matvejevic, il grande scrittore, nella mia casa a Novara, e di averlo accompagnato a visitare la "roggia molinara" derivata dal fiume Ticino. In quel momento, lessi il libro "Pane nostro" pubblicato da Erri De Luca, che contiene un postfazione di De Luca stesso. La mia lettura ha confermato l'amore di De Luca per la cultura ebraica.
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