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Naza, il genocidio come effetto collaterale
Il documentario Naza, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, è un'opera di denuncia che ha scosso l'opinione pubblica internazionale con la sua rappresentazione del genocidio come effetto collaterale della guerra ibrida condotta dall'IDF nella Striscia di Gaza. La storia inizia con i soldati del reparto d'élite dell'IDF che utilizzano un sistema di Intelligenza Artificiale chiamato Lavender per individuare i bersagli e bombardare la popolazione di Gaza. I registi, insieme ai palestinesi Basel Adra e Hamdam Ballal, hanno realizzato questo documentario basandosi sulle inchieste giornalistiche del Guardian e delle riviste +972 e Local Call, che hanno coraggiosamente denunciato il genocidio nonostante la pesante reticenza dell'informazione.
Il documentario Naza ha suscitato le proteste del governo di Israele, che ha accusato i registi di tradimento dello stato, ma ha anche ricevuto la solidarietà mondiale, come dimostrato dalla manifestazione di solidarietà alle Nazioni Unite, dove la maggior parte dei delegati dei paesi rappresentati ha lasciato l'aula durante il discorso di Netanyhau. Il sistema di Intelligenza Artificiale Lavender è al centro del documentario, in quanto opera con un algoritmo che decide i bersagli umani senza calcolare gli errori, portando a una serie di "naza", o effetti collaterali, che sono in realtà vite umane perse. I tecnici-soldati che utilizzano questo sistema sono convinti di una doppia immunità, etica e operativa, e agiscono senza considerare le conseguenze delle loro azioni, come se fossero semplici esecutori di ordini senza responsabilità. Il documentario Naza è un'opera potente e necessaria che denuncia il genocidio e la guerra ibrida, e che richiede una riflessione profonda sulla responsabilità e sulla moralità di queste azioni.
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