Cultura
David Riondino ci ha lasciati. Leggero, mai cinico, sfumato
C’è un modo di stare al mondo che oggi sembra quasi scomparso: leggero ma mai superficiale, ironico ma mai cinico, colto senza essere distante. Era il modo di stare al mondo di David Riondino.
Se n’è andato a 73 anni, nella sua casa di Roma, dopo una malattia. E con lui se ne va un pezzo irregolare, laterale, prezioso della cultura italiana.
Riondino non era mai dove te lo aspettavi. Cantautore, attore, scrittore, improvvisatore, giullare contemporaneo.
Uno che attraversava i linguaggi senza chiedere il permesso, senza mai farsi rinchiudere in una definizione. La parola giusta, forse, è proprio quella: irregolare.
E non come etichetta, ma come scelta. C’era Firenze, all’inizio.
C’erano gli anni Settanta, il collettivo Victor Jara, la politica, la musica nelle case del popolo. Poi la televisione, il teatro, la satira.
E quella capacità rara di stare “a braccio”, di costruire versi mentre parlava, recuperando una tradizione antica e riportandola dentro il presente. Per molti resterà Maracaibo (a portarla al successo la voce di Lu Colombo nel 1981).
Ma fermarsi lì sarebbe riduttivo. Perché Riondino non è mai stato una canzone.
È stato piuttosto un modo di raccontare: laterale, obliquo, mai didascalico. Uno che riusciva a far ridere senza banalizzare, a far pensare senza appesantire.
Scrivere senza urlare E poi c’era la scrittura. Anche quella meno visibile, meno televisiva.
Quella dei giornali, dei blog, degli spazi liberi dove la voce poteva essere più intima, più diretta. Uno spazio che oggi sembra quasi un lusso: scrivere senza urlare.
E qui, sulla nostra testata, qui su Rewriters.it resta di lui il suo blog che spesso impreziosiva con i suoi schizzi contemporanei, storie, pensieri, passaggi più o meno veloci sul presente, sul passato, a volte perfino sul futuro. E per sempre qui resteranno i suoi preziosi contributi.
Riondino aveva questa qualità rara: non cercava il centro della scena, ma lo spostava. Non inseguiva il consenso, lo aggirava.
Non semplificava, ma nemmeno complicava inutilmente. Restava in equilibrio, che è la cosa più difficile.
In un tempo che premia le posizioni nette, le frasi urlate, le identità rigide, lui era sfumato. E proprio per questo necessario.
Non era un personaggio da social, probabilmente. O forse sì, ma a modo suo: con quella lentezza intelligente che oggi rischia di essere scambiata per debolezza.
Con quella capacità di usare le parole senza consumarle. Riondino era uno che costruiva ponti, prima ancora che diventasse una metafora abusata.
Ponti tra linguaggi, tra generazioni, tra cultura alta e popolare. Senza mai trasformare nulla in slogan.
E allora forse è questo che resta. Non solo un artista, ma un metodo.
Un modo di stare nelle parole. E in un tempo in cui tutti parlano, ma pochi ascoltano davvero, questa è un’eredità che pesa.
Ma nel senso giusto. David Riondino Cantautore, attore, regista.
Ha pubblicato libri, è autore di film e documentari. Ha condotto programmi in Radio Rai, scritto canzoni, partecipato a programmi televisivi.
Regista di un film nel 1997, "Cuba Libre", il primo film italiano girato nell’isola dopo il 1959. Ha registrato e prodotto, sempre a Cuba, diversi documentari sui poeti improvvisatori:
"Shakespeare in Avana" e "Aedos, il mondo in versi". Nel 2015 un documentario sul viaggio del Papa a Cuba, "Il Papa in versi", ha vinto il premio del festival Cinema e Spiritualità a Terni.
Nel 1998, con Enzo Carra ha girato il documentario ambientato durante il viaggio del Papa Giovanni Paolo II, "Giù le mani da Cuba". In radio, ha condotto trasmissioni su Radio 2 e Radio 3:
Vasco de Gama (2010-2014) e Il Dottor Djembé (2011-2015), oltre a molti altri interventi come ospite e animatore. L’ultima serie in Radio 3 è stata Album 68, nel maggio 2018.
In televisione, è stato un personaggio stabile nella trasmissione Maurizio Costanzo Show, tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, improvvisando in ogni puntata brevi composizioni musicali umoristiche, contestuali agli argomenti e ai personaggi presenti in ogni episodio. I funerali di David Riondino saranno celebrati martedì 31 marzo 2026 alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.
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