Cultura
Cagli: il paesino marchigiano all'avanguardia per un turismo slow
Pare che le Marche stiano diventando meta ambita dell'estate 2026, a cominciare dal ritrovamento, a gennaio, della Basilica di Vitruvio (I sec. a. C.), tra i più influenti teorici dell'architettura di tutti i tempi, che, grazie al prof.
Paolo Clini, docente dell'università Politecnica delle Marche, rivede la luce. Clini non ha perso le speranze nei 30 anni in cui ha inseguito la sua intuizione e adesso la sua scoperta, a due passi da Fano, cambia i libri di storia "e ancora di più ci ispira a fare nostra la visione di umanità non come ego ma come armonia con il creato", dichiara Clini:
"L'Uomo Vitruviano di Leonardo è la trasposizione grafica delle teorie proporzionali di Vitruvio: il corpo umano è modello perfetto per le proporzioni architettoniche, armonizzando le misure dell’umano con il cerchio (simbolo del divino/cosmo) e il quadrato (simbolo della terra/mater). Bisogna rimettere mano a tutto ciò che abbiamo sempre studiato e riscrivere la storia".
Il Comune Ma per visitare la zona, vi suggeriamo di fare base a Cagli, piccolo paese medioevale costruito lungo l'antica Via Flaminia, che univa Roma con il Mar Adriatico, congiungendo anche nord e sud Italia attraverso il suggestivo Passo del Furlo, sugli Appennini. Forte di una storia robusta (dagli Etruschi della Testa di Cagli del IV sec. a.C., conservata nel museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona, all'eccidio nazista del 22 agosto del 1944, passando per Pipino il Breve, i Colonna, i Montefeltro, papi vari e Leon Battista Alberti, tanto per andare random), Cagli è rappresentata dal suo Torrione (1481), con lo straordinario "soccorso coverto" (lungo camminamento segreto sotterraneo) che porta ai ruderi della Rocca sui quali sorge, dal 1568, il convento dei Padri Cappuccini.
Oggi il Torrione è anche sede sede del Centro per la Scultura Contemporanea e ospita sculture di big internazionali tra cui il mitico Jannis Kounellis. Il Torrione Con i suoi 8 palazzi storici, il Castello di Naro, il sito archeologico di Ponte Mallio, il Memoriale ai caduti delle Guerre Mondiali, le sue 11 chiese, 5 oratori e la basilica concattedrale (per non parlare dell'architettura religiosa extra muros), Cagli è un piatto ghiotto per chi ama storia e arte, anche quella contemporanea custodita nel Torrione o la street art (con un murale dell'arcinota Alice Pasquini, l'occhio del ponte romano, fino all'ex Impianto idroelettrico di S. Geronzio, decorato dalla scritta on-off, raggiungibile solo attraverso guide locali).
Vale la pena anche una visita alla Stark di Paolo Buroni, autore di alcune tra le più importanti regie internazionali di multivisione architetturale. Il murale di Alice Pasquini Interessante la programmazione del settecentesco teatro di Cagli, il Teatro Comunale, famoso in tutto lo Stivale per la sua acustica, utilizzato come tappa zero dagli artisti e dalle artiste più importanti del nostro Paese, tra cui Gaber, Crozza, Cortellesi, Cristicchi, Bollani, Guerritore, Mannoia, Jannacci, Oxa, Vecchioni, Nannini, Einaudi, Silvestri Tiromancino, e tanti altri.
Un solo hotel, qualche ristorante (La Gioconda è nella Guida Michelin, col suo chef Gabriele Giacomucci), una decina di B&B, Cagli è perfetto per una vacanza slow, tra prelibatezze del territorio (tartufi, passatelli e visciole, oltre ai prodotti del bosco e allevamento locale) e, d'estate, i bagni lungo il fiume Burano che, con il suo affluente Bosso, crea varie piscine naturali molto pittoresche (Gola del Burano, le Pozze di Foci (Gorga Brugnola), le Tre Pozze e le cascatelle del Fosso di Teria). Fiume Burano gli speghetti al tartufo bianco di Eleonora In primavera, l'Assessora alla cultura e alla parità di Genere del Comune di Cagli, Benilde Marini, organizza il Festival internazionale Dance Immersion, di cui è brillante Direttrice Artistica e al quale partecipa anche la ballerina e coreografa Irene Calagreti.
In inverno, invece, all'Antico Furlo, noto per essere stato un luogo di sosta frequente di Benito Mussolini durante i suoi viaggi verso Predappio e per questo pieno di cimeli del Duce, si può gustare il tartufo bianco più buono delle Marche. Non perdete lì vicino l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo, vero spettacolo romanico ancora intatto, dove si sono sposati l'artista Giancarlo Calagreti e l'ex Presidente del Rotary di Cagli, Oriana Salvi.
In piazza a Cagli, oltre allo storico bar, si affaccia anche Grandangolo, il delizioso studio della fotografa Alice Toccaceli, con arredi che hanno fatto innamorare Vittorio Sgarbi: lì potrete chiede della sommelier Marta Cangi, sperando che sia libera per una degustazione privata. Merita.
Lo studio di Alice Toccaceli In pochi sanno che qui nacque Giulia Moretti, fondatrice della scuola femminile di Cagli rivolta a ragazze di famiglie meno abbienti. Fu uno dei primi esempi di istruzione femminile organizzata, modello che anticipò le riforme post-unità d’Italia.
Moretti è un esempio di leadership sociale in un’epoca in cui le donne avevano pochi spazi pubblici. Abbazia di San Vincenzo al Furlo Il caffè nella piazza principale Tartufi bianchi The post Cagli: il paesino marchigiano all'avanguardia per un turismo slow appeared first on ReWriters.