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Alla ex Gkn si lotta per una flotilla nell’economia. Contro il disimpegno istituzionale
“Lanciare una flotilla nell’economia”: il Collettivo di fabbrica ex Gkn non si smentisce e propone un altro dei suoi slogan, una metafora che è una nuova chiamata a raccolta. L’occasione è il quarto Festival di letteratura working class, chiuso domenica 12 aprile con l’ormai consueto e notevole successo di contenuti e di partecipazione (oltre settemila presenze, una cinquantina di relatori, duecento volontari).
Un evento -organizzato da Collettivo di fabbrica, Edizioni Alegre, Soms Insorgiamo e Arci Firenze- che ha dunque mantenuto la sua promessa d’essere un “festival di lotta”. La sfida proposta dal Collettivo ex Gkn, stavolta, è una decisione da prendere nell’assemblea degli “azionisti popolari” che si terrà l’11 e il 12 luglio prossimi, nel quinto anniversario della lotta.
Come ha spiegato dal palco Dario Salvetti, si tratterà di decidere se, come, dove e quando avviare almeno una parte del progetto industriale messo a punto dalla cooperativa Gff (ne abbiamo già scritto qui). Il progetto nel suo insieme -12 milioni di euro di investimento per produrre pannelli solari e cargo bike con un centinaio di addetti- è fermo al palo da mesi e mesi, in attesa di un Godot che ha le sembianze del Consorzio industriale pubblico nato per acquisire lo stabilimento ex Gkn e insediarvi alcune attività, a partire dal progetto Gff.
Fondato lo scorso anno dalla Regione Toscana con la Città metropolitana di Firenze e i Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, il Consorzio è rimasto finora al coperto, pressoché immobile, e solo alla vigilia del Festival ha illustrato una “roadmap” che potrebbe arrivare a conclusione nel 2027, un’ipotesi che il Collettivo di fabbrica interpreta come la conferma del disimpegno, appena mascherato con le continue dilazioni. Gli operai non hanno più tempo, per molte ragioni, inclusa l’imminente fine (il 30 giugno) della campagna di azionariato popolare.
Al momento sono stati raccolti 773mila euro e bisognerà decidere, in tempi ristretti e obbligati, entro il 21 settembre, se accettare il denaro e avviare almeno parte del progetto o restituire tutto ai sottoscrittori. L’altra raccolta fondi, coordinata dall’Arci, è a quota 121mila euro.
Con le scadenze che incombono, si fa sempre più complicata la difesa dello stabilimento di Campi Bisenzio dalle fauci del mercato, e non solo per l’ignavia del Consorzio: se a luglio si deciderà di far partire la piccola "flotilla dell’economia", il porto d’imbarco non potrà essere la vecchia fabbrica di via Fratelli Cervi, presidiata giorno e notte dal 9 luglio 2021. Serviranno altri spazi.
Sotto un certo profilo sarebbe una sconfitta, o almeno un progetto sociale, ecologico e politico che resta incompiuto, ma anche un momento di verità, con la certificazione che gli enti locali, in testa la Regione Toscana, tutti governati da maggioranze di centrosinistra e anche (i Comuni di Calenzano e Campi Bisenzio) di sinistra-sinistra, non vogliono o non sono in grado di svolgere un ruolo attivo nell’economia; la certificazione che non vedono nell’esperienza della ex Gkn un caso di scuola, un’occasione per contrastare gli effetti più rovinosi dell’economia di predazione oggi prevalente e dimostrare che un altro modo di produrre e lavorare è possibile. La storia, comunque, non è finita e ci saranno altre imprese da raccontare.
Intanto i “90 giorni di fuoco”, tre mesi di impegno da qui al 30 giugno per aumentare il numero dei soci finanziatori, e poi la nuova Flotilla in partenza per Gaza e le “flotille di terra” che la affiancheranno, l’una e le altre con il pieno coinvolgimento di operai e solidali ex Gkn, e poi ancora -forse- la “flotilla nell’economia”, un’impresa sociale che sarebbe piccola nelle dimensioni ma grande nel progetto etico e politico. In un mondo in fiamme avviato a costruire una feroce e incontrollata economia di guerra, avviare una cooperativa operaia che guarda all’ecologia e al “mutualismo conflittuale”, più che un’eresia, potrebbe rivelarsi una profezia, una storia letteralmente esemplare, in contrasto con la narrazione dominante; il possibile germe di un nuovo immaginario.
E il cambiamento, si sa, per essere credibile dev’essere intanto immaginato, poi vissuto e raccontato, nelle piccole e nelle grandi cose. Come ha detto sabato 11 aprile al Festival Paco Ignacio Taibo II, formidabile narratore messicano di lotte, rivolte e rivoluzioni:
“Io sono antimperialista ma non leninista; sono un antimperialista salgariano”. Comunque vada, possiamo starne certi, fra un anno il quinto Festival di letteratura working class avrà altre avventure da raccontare.
Lorenzo Guadagnucci è giornalista del “Quotidiano Nazionale”. Per Altreconomia ha scritto, tra gli altri, i libri “Noi della Diaz”, “Parole sporche” e “Un’altra memoria” © riproduzione riservata L'articolo Alla ex Gkn si lotta per una flotilla nell’economia.
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