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“Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio”: il libro ispirato al podcast Unchained
Pepsi che compra navi da guerra, Elon Musk che colonizza Marte, cripto-bro che creano città-Stato ai tropici, intelligenze artificiali che vogliono essere nostre amiche. E poi Luigi Mangione, la gestione della pandemia, le origini della Silicon Valley, Gaza.
Sono alcuni dei temi di Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio (Newton Compton, 2026), un saggio in uscita il primo maggio. C’è lo zampino di Valori.it nelle novità editoriali della primavera.
Il libro, scritto da Lorenzo Tecleme, trae infatti inspirazione dal podcast Unchained – storie di (ordinario) capitalismo selvaggio, prodotto dalla nostra testata. Le vicende raccontate sono parzialmente diverse, come inevitabilmente diverso è il tono e il livello di approfondimento.
Ma libro e podcast condividono lo stesso spirito. Ovvero, raccontare tramite storie gli aspetti più assurdi del sistema economico in cui viviamo.
Cos’è il capitalismo selvaggio: privatizzazioni, paradisi fiscali e tecno-oligarchia «Capitalismo selvaggio» è, a partire dal titolo, la formula chiave. Così l’autore chiama la variante del capitalismo che si è affermata, sopratutto in Occidente, a partire dalla fine del secolo scorso.
Una gestione a base di privatizzazioni, paradisi fiscali, tagli sulle regole e sullo stato sociale. Oltre che, ovviamente, piena di personaggi ricchissimi ed interessanti.
Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile. Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima Il libro si snoda attraverso otto capitoli, ad ognuno dei quali corrisponde un tema ed una vicenda collegata.
L’ordine è volutamente cronologico. L’idea è quella di raccontare, tramite aneddotti, come il capitalismo selvaggio nasce, perché ha tanto successo, quali siano i suoi effetti.
Si comincia dal crollo dell’Unione Sovietica, con la vicenda che citavamo in apertura della Pepsi che compra pezzi di flotta socialista. Si passa attraverso l’uragano Katrina, la crisi del 2008, la nascita delle città-Stato per miliardari e le (non) soluzioni per la crisi climatica delle multinazionali del fossile.
La seconda metà del libro si concentra su quella che sempre più spesso viene chiamata tecno-oligarchia. Il ristretto club di ricchissimi della Silicon Valley che ha accumulato in poco tempo molti soldi e moltissimo potere.
In questa parte trovano spazio temi caldi come criptovalute e intelligenza artificiale, assieme a personaggi sempre più centrali nelle nostre vite come Elon Musk, Jeff Bezos, Sam Altman, Peter Thiel. Dal podcast al libro:
Klein, Varoufakis e Mazzucato per spiegare il capitalismo selvaggio “Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio” è un libro che sceglie, come d’altronde suggerisce il titolo, di usare lo strumento del racconto per rendere accessibili temi spesso ostici. Ma nel farlo non sacrifica l’approfondimento.
L’epopea dell’economia contemporanea è spiegata attraverso le teorie e gli studi di autori come Naomi Klein, Quinn Slobodian, Mariana Mazzucato, Yanis Varoufakis. L’ultimo capitolo in particolare tenta poi di invertire la prospettiva, e si immerge nell’universo ideologico dei miliardari.
Per capire cosa pensano gli uomini più potenti del Pianeta. Ad aprire il libro, infine, la prefazione di Pablo Iglesias, ex-vicepresidente del governo spagnolo, fondatore di Podemos e direttore della rete televisiva ispano-americana Canal Red.
“Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio” è disponibile in formato cartaceo e digitale. Nelle librerie arriverà a partire dal primo maggio, ma è già possibile pre-ordinarlo su tutti i principali store online e sul sito dell’editore.
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