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Cultura

Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano

Mercoledì 15 aprile 2026 ore 16:44 Fonte: Rivista Studio
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano
Rivista Studio

Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Devonté “Blood Orange” Hynes, Laraaji, Kali Malone, Caterina Barbieri e Terry Riley: non è la lineup di un festival – che per altro sarebbe un festival incredibile – ma la lista degli artisti chiamati dal Vaticano per pensare e allestire il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. L’opera corale nel padiglione si chiamerà “The Ear Is the Eye of the Soul” e, come si può intuire dagli artisti chiamati (24 in tutto, compresi i sopracitati), il tema sarà incentrato sull’ascolto.

Le opere dei 24 artisti saranno presentate in due sedi: il Giardino Mistico delle Carmelitane Scalze, nel quartiere Cannaregio di Venezia, e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello. La mostra è curata da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, in collaborazione con Soundwalk Collective.

Come scrive ArtNews, l’idea alla base dell’iniziativa è stata «concepita in risposta alla proposta curatoriale di Koyo Kouoh per la Biennale d’Arte 2026 di rallentare e sintonizzarsi su un registro più tranquillo». Nel Giardino Mistico, i visitatori della Biennale potranno passeggiare ascoltando in cuffia opere «che rispondono ai canti, agli scritti e alle immagini visionarie di Hildegard attraverso la voce, la strumentazione e, a volte, il silenzio».

Nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice sarà invece ospite l’opera postuma del regista e scrittore tedesco Alexander Kluge (scomparso il mese scorso all’età di 94 anni), oltre a un archivio con testi hildegardiani, libri d’artista di Ilda David’ e la nuova architettura del monastero progettata da Tatiana Bilbao Estudio. Ma non è la prima volta che il Vaticano attira l’attenzione con le sue installazioni alla Biennale.

Nel 2024, il Padiglione della Santa Sede scelse Maurizio Cattelan affidandogli il progetto nella Casa di Reclusione Femminile di Venezia-Giudecca, realizzato con l’aiuto delle detenute.

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