Cultura
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso
La scorsa settimana il governo regionale basco ha presentato una richiesta formale al Ministero della Cultura spagnolo per ottenere l’autorizzazione a un prestito temporaneo della Guernica di Pablo Picasso. La richiesta, rimasta sospesa nel vuoto a causa del periodo Pasquale, e sfociata alla fine in un secco «no« da parte del governo spagnolo nella persona del ministro della cultura, Ernest Urtasun.
A convincere Urtasun è stata una perizia del Reina Sofía (dove l’opera è conservata dal 1992) del 1997 – ma confermata da recenti studi sulla conservazione dell’opera – che attesta l’impossibilità del trasporto. In ogni caso, il governo basco ha continuato a dire che sta aspettando una «risposta formale» da parte del Primo Ministro Pedro Sánchez, rifiutandosi di considerare definitive le osservazioni di Urtasun.
Il lehendakari, cioè il Presidente del Governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi, Imanol Pradales è arrivato ad avvertire Sánchez che mettere il veto su questo tema sarebbe «un grave errore politico», alludendo abbastanza chiaramente alla possibile interruzione del sostegno al governo di minoranza di Sanchez, che attualmente sta in piedi grazie all’appoggio esterno dei partiti baschi Euzko Alderdi Jeltzalea e l’Euskal Herria Bildu. La richiesta di trasferimento, oltre ai canali di comunicazione tra province autonome, è passata anche nel Senato spagnolo.
Il senatore Igotz López, del Partito Nazionale Basco, ha ribadito che il governo basco è già a conoscenza della perizia del Reina Sofía e che sta invece richiedendo una perizia di fattibilità da parte di tecnici indipendenti su come un trasferimento al Museo Guggenheim di Bilbao possa essere effettuato in sicurezza. L’obiettivo del PNV è che l’opera venga trasferito a Bilbao, dove la si vorrebbe tenere esposta tra l’1 ottobre 2026 e il 30 giugno 2027, in occasione del 90esimo anniversario della costituzione del primo governo basco e del bombardamento di Guernica (Gernika in basco), avvenuto il 26 aprile 1937.
Già nel 1997, la perizia del Reina Sofia concludeva che «dopo aver subito più di 30 trasferimenti – e altrettanti arrotolamenti – le condizioni ottimali per la conservazione della tela dovessero essere necessariamente stabili, con un rigoroso controllo delle fluttuazioni climatiche, evitando ogni tipo di vibrazione». Come scrive El País, nell’ultimo rapporto reso pubblico dal Reina Sofía si aggiunge che «in vista di un possibile trasferimento, il suo formato, la natura degli elementi che la compongono e lo stato di conservazione, insieme ai numerosi danni subiti nel corso del tempo, la rendono particolarmente sensibile a ogni tipo di vibrazione, inevitabile durante il trasporto di opere d’arte».