Nashr

Mercoledì 29 aprile 2026 ore 19:01

Cultura

Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI

Mercoledì 29 aprile 2026 ore 16:59 Fonte: Rivista Studio

Riassunto generato dall'IA dell'articolo "Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI". L'IA può commettere errori: ogni informazione va verificata sull'articolo originale.

Il governo sudafricano ha ritirato la sua proposta di legge sull'intelligenza artificiale dopo aver scoperto che il testo era stato redatto con l'ausilio dell'AI, la quale aveva creato una bibliografia completamente inventata e priva di fondamento, sollevando preoccupazioni sulla validità e sull'affidabilità del documento legislativo.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI
Rivista Studio

Oramai dovremmo saperlo tutti: non bisogna fidarsi delle AI. Non bisogna farlo quando si è alla ricerca di una ricetta veloce e sfiziosa per la cena, non bisogna farlo quando si ha bisogno di informazioni per programmare le vacanze, non bisogna farlo quando c’è da scrivere il testo di un disegno di legge.

Soprattutto in quest’ultimo caso non bisogna farlo, come hanno scoperto loro malgrado i legislatori sudafricani incaricati di redigere il testo del primo disegno di legge per la regolamentazione dell’AI. Come sa chiunque abbia usato un’intelligenza artificiale per scrivere un qualsiasi tipo di contenuto, l’AI è prona a quelle che sono state definite hallucination.

Traducendo e ampliando in italiano: l’AI spesso inventa, sbaglia, inventa e sbaglia nello stesso momento. Esattamente quello che è successo ai legislatori sudafricani.

Dopo aver presentato il disegno di legge, infatti, la bozza è stata ritirata perché a una prima e veloce analisi si è scoperto che la bibliografia riportata nel testo era stata generata da un’AI (e per via delle allucinazioni tipiche delle AI era piena di cose inventate e sbagliate, appunto). Il Ministro delle Comunicazioni, Solly Malatsi, ha ammesso il disastro con un post su X, definendo l’accaduto una svista inaccettabile che ha minato la credibilità dell’intera iniziativa legislativa.

Ma il piano sudafricano, a prescindere dalla maldestra implementazione, era ambizioso. La legge proponeva di istituire una Commissione Nazionale per l’AI, un Comitato Etico e un’Autorità di Regolamentazione, aggiungendo a tutta questa attività di regolamentazione anche agevolazioni fiscali e sussidi statali per attirare investimenti privati nel settore.

Come scrive la Reuters, l’errore non è stato scoperto dagli impiegati del ministero (a cui consigliamo di assumere dei revisori bozze competenti in scrittura AI o di fare un abbonamento a una di quelle AI che riconoscono i testi scritti dalle AI) ma è emerso durante la fase di consultazione pubblica, trasformando un momento di (presunto) avanguardismo politico in una scena di imbarazzo istituzionale che mette in discussione la capacità dello Stato di gestire la stessa tecnologia che intende normare. Ora, mentre il governo promette sanzioni per i responsabili della stesura, la nuova data di pubblicazione della legge diventa un’incognita.

Malatsi ha tentato di salvare il salvabile definendo l’errore una «lezione accolta con umiltà», sottolineando come questo incidente dimostri proprio la necessità di quella supervisione umana che la bozza stessa avrebbe dovuto promuovere. È un paradosso quasi perfetto: una legge scritta (male) dalle macchine per spiegare agli umani come controllare le macchine, finita al macero perché nessuno ha controllato se le macchine che avrebbero dovuto essere controllate dagli umani avessero sbagliato.

Articoli simili

Nella stessa categoria

Argomenti