Politica
La sinistra che rincorre la destra sul suo terreno può solo perdere
Sfrenata: non tenuta a ferma da un freno; che non ha o non sente più alcuna moderazione. Mi pare la definizione, qui mutuata dalla Treccani, più coerente per l’attuale contesto politico nazionale (e non solo).
È un termine un po’ datato, parzialmente in disuso, ma perfettamente coerente, soprattutto per ciò che concerne la seconda parte della definizione, con quello che ci viene proposto quotidianamente. Non parlo della collezione di fesserie reciproche che occupano gran parte del battibecco social; lì la deriva razionale è, parafrasando McLuhan, quasi sempre connaturata all’utilizzo stesso del mezzo.
Mi riferisco invece alla prese di posizione, alle dichiarazioni, agli slogan prodotti da esponenti di rilievo della vita politica, delle istituzioni e della cultura oltre che dai social-manager ufficiali dei partiti. Nel polverone fitto che si alza giorno dopo giorno il merito dei fatti si attenua, le verità si moltiplicano, i ruoli si mescolano in una continua reciproca invasione di campo che trova soluzione solo nella ulteriore cristallizzazione delle posizioni di partenza azzerando il confronto.
Ergo: se non capisco l’oggetto della discussione e non posso valutarne il merito, mi barrico dietro le mie convinzioni di partenza e mi convinco ancor di più che siano quelle giuste e indiscutibili. L’effetto è devastante e coinvolge tutte e due gli schieramenti anche se quello di maggioranza prevale alla grande per numero e “qualità”.
Da parte della sinistra infatti si abbozzano più che altro goffe imitazioni, non avendo ancora capito che l’avversario è molto più abile al riguardo. Generalmente si ottengono effetti che più che discutibili risultano mal concepiti (come quella che ha coinvolto a loro insaputa gli atleti del Curling) o infantili e facilmente contrastabili (quella con il bosco di braccia tese).
Dall’altra parte, grazie anche al protagonismo incessante di Salvini e dei suoi fedelissimi, sempre alla ricerca di idee da azzannare essendo sprovvisti di quelle da masticare, la produzione è impressionante e la fantasia scatenata: le toghe son tutte “rosse” quando assumono decisioni che non piacciano (ma si stingono quando invece le sentenze sono a favore); i poliziotti ed i carabinieri hanno sempre ragione (e invece no, ma non significa certo che le forze dell’ordine non meritino sostegno e magari risorse), i migranti, soprattutto se islamici, sono invasori pericolosi per “la purezza della razza” (la nostra? Terra d’invasioni e contaminazioni perenni dalla notte dei tempi ?) e poi i “comunisti” rovina del mondo e le sorti “magnifiche e progressive” della Nazione e le qualità della/del Leader supremo che ci farà “più grandi e più superbi che pria”.
In tutto questo la realtà scompare e tanta gente, sfinita e stordita, fugge della politica dicendosi persino (per quel che risulta da più di una rilevazione) disposta a rinunciare alla libertà e alla democrazia in cambio di una versione unica del mondo, che sarebbe sì imposta e con ogni probabilità manipolata, ma finalmente chiara. È, in tutta evidenza, una china estremamente pericolosa.
A servitori dello Stato cui andrebbe fatto un monumento, come il procuratore Gratteri, scivola il freno alimentando così la macchina della menzogna. La sinistra troppo spesso si acconcia a giocatrice della partita sporca, cosa che non sa fare e nella quale dimentica sé stessa.
Ci sono numeri e fatti che smentiscono la narrazione ora vittimistica ora trionfalistica di chi sta al governo, c’è la realtà quotidiana che da sola è capace di sollevare dubbi sulla versione ufficiale apparecchiata da tv e giornali “embedded”. E allora basta rincorrere su un terreno che non si sa praticare.
Torniamo alla ragione ed ai fatti, torniamo al confronto, smascheriamo la logica del “capro espiatorio”. Al riguardo segnalo che su La Stampa il presidente di Confindustria Piemonte, commentando la crescita di aziende guidate da extra-comunitari in regione, ha detto “Si tratta di microimprese, che… sono lo specchio della società.
La Storia è fatta di migrazioni. Se un migrante arriva in Italia, inizia un’attività, impara un mestiere ed è bravo, è naturale che avvii la sua impresa.
Piuttosto bisognerebbe iniziare a creare un reale percorso di integrazione e inclusione… Dobbiamo iniziare a capire che i migranti sono una risorsa, non un ostacolo”. Dunque lo spazio per ragionare esiste (Confindustria Piemonte non risulta essere un covo di “zecche”) Occorre restituire tranquillità, per usare le parole di Elly Schlein a Firenze, sotto forma di certezze sulla sanità, sulla scuola, sul lavoro.
Occorrono proposte e idee da contrapporre a chi specula e vince solo alzando la polvere e gridando al nemico. L'articolo La sinistra che rincorre la destra sul suo terreno può solo perdere proviene da Strisciarossa.