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Politica

La premier del popolo sconfitta dal popolo: il no sulla giustizia ferma Meloni e il suo disegno sovranista

Lunedì 23 marzo 2026 ore 16:55 Fonte: Strisciarossa
La premier del popolo sconfitta dal popolo: il no sulla giustizia ferma Meloni e il suo disegno sovranista
Strisciarossa

Hai voglia di parlare di separazione delle carrierere, di doppio Csm e di Alta corte disciplinare, il referendum di primavera è una solenne bocciatura di Giorgia Meloni e del suo governo. Un risultato clamoroso, oltre ogni previsione, tutto o quasi politico.

La prima grande sconfitta anche personale della premier che ha sempre vantato – quasi come una giustificazione alla forzatura delle leggi italiane ed europee- di essere stata “eletta dal popolo” e che ora proprio dal popolo alle urne riceve uno stop senza appello: i dati non ancora definitivi segnalano una differenza attorno agli otto punti tra il No e il  Si, che diventano pesantissimi se si considera la massiccia (e sorprendente) affluenza alle urne vicina al 60 per cento. Giorgia Meloni Sarà difficile far finta di nulla o comunque cercare di archiviare la sconfitta come un incidente di percorso  Anche perché alla fine è stata proprio la presidente del Consiglio a politicizzare al massimo la consultazione, mettendosi direttamente alla guida del Si, anche se si è ben guardata dal mettere in gioco la sua carica e il suo esecutivo.

Ha cercato di discostarsi alquanto, non sempre riuscendovi, dai toni insultanti dei vari Nordio, Bartolozzi e di molti suoi colonnelli, ma ha tenuto sempre il punto sulla pretesa del governo di modificare la Costituzione senza alcun vero confronto in Parlamento e con la stessa magistratura. La giustizia rimane alquanto sullo sfondo di questa importante giornata.

La destra aveva inizialmente impugnato la bandiera del garantismo, ma che credibilità poteva avere una leadership che negli anni ha cavalcato tutte le campagne più becere, a cominciare da quella dei “bambini rapiti” di Bibbiano? Ben presto è emerso il vero obiettivo della riforma costituzionale: un nuovo colpo agli organismi di controllo e alla separazione dei poteri, con un indebolimento del potere giudiziario a favore di quello dell’esecutivo.

E pensare che  prima della riforma costituzionale la magistratura era in fondo ai sondaggi di popolarità tra gli italiani… È difficile stabilire quanto abbia pesato il contenuto dei quesiti sul risultato finale e quanto abbiano inciso altri fattori, apparentemente assai distanti, a cominciare dalle guerre e dai disastri di Donald Trump, dai quali la nostra premier non ha mai preso le distanze. E il contemporaneo successo delle opposizioni di centrosinistra schierate per il No al referendum nel nostro Paese e la vittoria dei socialisti a Parigi e nelle più importanti città francesi nelle amministrative d’oltralpe, alimentano la speranza che qualcosa stia davvero cambiando in Europa dopo anni di minacciose avanzate sovraniste, tanto più se nel voto ungherese delle prossime settimane, come prevedono i sondaggi, dovesse finalmente chiudersi la lunga stagione dell’altro grande alleato di Giorgia Meloni, il sovranista-populista e filo putiniano Viktor Orban.

Si vedrà ora come scegliera’ di reagire la premier e quale resa dei conti potrà aprirsi nella destra. Il successo del No dovrebbe aver scongiurato definitivamente l’altra riforma costituzionale in agenda, quella del prenierato, per molti versi più grave e pericolosa di quella appena bocciata.

Si insistera’ probabilmente con la riforma elettorale- di fatto un Porcellum camuffato con un esorbitante premio di maggioranza alla coalizione vincente – ma anche qui I dubbi sono tanti, a cominciare dai rilievi che la Corte Costituzionale mosse già alla precedente riforma di Calderoli. Per l’opposizione, comunque, meglio non dormire sugli allori e darsi subito un programma e delle regole in vista del 2027.

In fondo con questo voto referendario si apre una lunga e difficile campagna elettorale carica di insidie e di sorprese. L'articolo La premier del popolo sconfitta dal popolo: il no sulla giustizia ferma Meloni e il suo disegno sovranista proviene da Strisciarossa.

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