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Giustizia: migliaia di fascicoli fermi che la “riforma Nordio” non muoverà

Venerdì 13 marzo 2026 ore 19:26 Fonte: Strisciarossa
Giustizia: migliaia di fascicoli fermi che la “riforma Nordio” non muoverà
Strisciarossa

Vorrei invitare tutti i dubbiosi, incerti tra il sì e il no (tra il no e il sì, nel rispetto della par condicio) a leggere un articolo firmato da Luigi Ferrarella, valente inviato tra i meandri della giustizia, apparso il 13 marzo sulle pagine di cronaca del Corriere, giornale che non si può certo giudicare ostile alla Meloni. Siccome non tutti potranno o vorranno seguire il mio invito, mi permetto di trascrivere qui alcune righe, le prime:

“Oltre 9.000 fascicoli, contati uno per uno e corrispondenti per adesso alla rilevazione completata da soltanto un quarto dei magistrati in servizio in Procura a Milano, giacciono da molti mesi (e in alcuni casi persino da un anno) negli armadi degli uffici perché, nonostante questa ventina di pm li abbia già lavorati e definiti con richieste di archiviazione o con avvisi di conclusione delle indagini, il 35 per cento medio di carenza del personale amministrativo (con punte del 67 per cento per la figura dei “cancellieri esperti”) ne sta da tempo impedendo lo “scarico” per le successive fasi dei procedimenti, e per la trasmissione all’Ufficio Gip e agli avvocati delle persone in carne e ossa che stanno “dentro” questi fascicoli: indagati da inviare verso la richiesta di processo, indagati da archiviare, parti offese da avvisare sugli esiti delle loro denunce, tutti a patire pregiudizi già dal solo pendere inutile di questi fascicoli. Situazione di semiparalisi nei Tribunali con organici sottodimensionati “Non sarebbe serio – trascrivo ancora – trarre da una semplicistica proiezione sull’intero ufficio il quadruplo di questo numero verificato su un quarto dei pm, ma su questa base certo non è azzardato immaginare quantomeno 20/25 mila fascicoli già definiti dai magistrati e tuttavia fermi tra gli 80 pubblici ministeri…”.

Con un semplicistica proiezione si potrebbe arrivare a sfiorare il numero tondo di quarantamila e pensare che quarantamila persone, “in carne e ossa”, sono lì ad attendere di conoscere il loro destino mette i brividi e rinnova tra quanti sono già transitati per quelle scale del Palazzo di Giustizia milanese atroci ricordi. Una stima meriterebbe l’intero corpo della giustizia nazionale.

Ma questa sì, a partire solo dalla realtà del capoluogo lombardo, rappresenterebbe una illecita moltiplicazione. Restiamo a Milano e credo che questo valga da buon esempio.

Ferrarella ci racconta molto altro: di tagli agli organici, di stipendi bassi, di assunzioni che non bilanciano i pensionamenti, di pasticci organizzativi, persino di fuga dei cancellieri verso posti di lavoro meglio retribuiti e magari verso luoghi dove la vita è meno cara (lo stipendio lordo base è di ventiquattromila euro all’anno). Si può scoprire molto altro nell’articolo di Ferrarella, ma non possiamo “copiare” tutto… Invece alcune domande mi rimbalzano in testa.

Di quanto smantellerà quei numeri la separazione delle carriere? Un’altra domanda: quanto potrà giovare alla causa di quelle persone impiccate ai ritardi dei procedimenti giudiziari il doppio Consiglio superiore della magistratura, i cui membri dovrebbero essere estratti a sorte?

Ancora: quanto ciascuno di noi potrò contare su di un giudizio rapido e accurato? Una persona normale non noterà alcun cambiamento dopo il referendum Insomma una persona normale, estranea alla cerchia dei potenti, che cosa si può aspettare da una simile riforma?

Nulla. Nonostante la tonitruante Giorgia continui a promettere per questa via pace e sicurezza, le nostre strade non saranno più sicure d’oggi, le aggressione alle donne continueranno come prima, lo spaccio della droga proseguirà e i bambini, per fortuna, verranno accompagnati a scuola, secondo disposizione delle autorità, come accadde non molto tempo fa a Caivano, a dispetto dei genitori inadempienti.

Come lei stessa aveva voluto accadesse. Sopravvive invece la speranza, senza certezze, che il doppio Csm ci metta al riparo dalle spese di viaggio per accompagnare a casa, con un volo militare, uno stupratore seriale e criminale di guerra come Usama Al-Masri Nagim, “delinquente libico” come efficacemente lo definisce wikipedia.

Insomma dalla riforma del ministro Nordio non mi verrà in tasca proprio nulla, come in fondo lo stesso guardasigilli s’era premurato di mostrare e come una esperta del settore, l’avvocata Giulia Bongiorno, aveva controfirmato, dopo aver sbeffeggiato i magistrati, timidi, incapaci, afflitti dalle correnti, secondo l’intento espresso da più parti: adesso ci pensiamo noi a raddrizzarli (secondo la linea dettata dalla Bartolozzi, ombra di Nordio). Solo gli ignoranti, aveva pronunciato dai banchi del Parlamento la Bongiorno, possono credere che questa riforma possa accelerare i procedimenti.

Forse, solo una ignorante in vena di furbizie poteva provare a farcelo credere. L'articolo Giustizia: migliaia di fascicoli fermi che la “riforma Nordio” non muoverà proviene da Strisciarossa.

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