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L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina

Giovedì 30 aprile 2026 ore 09:59 Fonte: Rivista Studio

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L'Europa sta valutando l'imposizione di sanzioni nei confronti di Israele, non per i crimini perpetrati a Gaza, ma per l'acquisto di grano rubato all'Ucraina dalla Russia; in particolare, si sospetta che una nave della flotta russa, operante in modo clandestino, sia entrata nel porto di Haifa con un carico di 25 mila tonnellate di grano proveniente dai territori ucraini occupati.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina
Rivista Studio

Il porto di Haifa al centro, da un lato il fronte ucraino, dall’altro il Medio Oriente. L’arrivo della Panormitis, una nave della “flotta ombra” russa (navi non immediatamente riconducibili alla Russia ma che servono sostanzialmente ad aggirare le sanzioni imposte al Paese dopo l’invasione dell’Ucraina) battente bandiera panamense, ha innescato l’ira di Kyiv perché a bordo ci sarebbero oltre 25 mila tonnellate di grano e orzo saccheggiati dai territori ucraini occupati.

Non essendo la prima volta che il porto israeliano finisce nel mirino delle autorità ucraine per aver permesso lo scarico di carichi sospetti (all’inizio di questo mese è stato permesso di procedere con una spedizione di grano ucraino rubato), il Presidente Volodymyr Zelenskyy, alludendo una negligenza che trasforma il profitto commerciale in complicità con quello che definisce uno «schema criminale volto a finanziare l’invasione russa», si è rivolto all’Europa affinché prenda i dovuti provvedimenti. Come scrive Euronews, la reazione europea non si è fatta attendere, ventilando l’ipotesi di sanzioni contro persone fisiche e giuridiche di Paesi che favoriscono l’aggiramento dei blocchi commerciali.

Tuttavia, la minaccia europea si scontra con la complessa architettura dell’unanimità, necessaria per approvare questo genere di provvedimenti. Sebbene paesi come Spagna, Irlanda e Slovenia spingano chiedano l’imposizione della linea dura, il fronte comunitario resta frammentato a causa della cautela mostrata soprattutto da Germania e Italia.

Nel 2024, l’Unione ha concordato di imporre dazi sui prodotti cerealicoli provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia per reprimere il commercio di merce rubata. L’unanimità, tuttavia, è stata difficile da garantire nei casi che coinvolgono Israele, dove permangono forti divisioni tra gli Stati membri.

La vicenda della Panormitis non è solo una questione di logistica portuale, quindi, ma l’ennesimo stress test per la politica estera dell’Unione, chiamata a decidere se e come colpire un alleato come Israele in un momento di estrema tensione. Questo incidente cade in un terreno già minato dalla crisi mediorientale e dal dibattito sulla sospensione dell’Accordo di associazione UE-Israele.

Tra le sistematiche violazioni dei diritti umani documentate nella Striscia di Gaza e la recente introduzione della pena di morte per i palestinesi approvata dal Parlamento israeliano, il rispetto dell’Articolo 2 del trattato (che stabilisce obblighi vincolanti in materia di rispetto dei diritti umani, appunto) è diventato un dossier delicatissimo.

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