Cultura
Gli Strokes hanno usato il palco del Coachella per denunciare tutti i crimini che gli Usa hanno commesso nel mondo dagli anni ’50 a oggi
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Sul palco del Coachella c’è chi sale con il MacBook per far vedere al pubblico vecchi video YouTube (Justin Bieber, tra l’altro il più pagato degli artisti scritturati quest’anno, 10 milioni di dollari di cachet) e chi ne approfitta per lanciare messaggi – politici , dal momento che tutto è politica – a una delle folle più ampie e mediaticamente ricettive del mondo. In un festival dove stanno facendo scalpore i prezzi delle limonate, delle tende e delle stazioni di ricarica del telefono (80 dollari per il 100 per cento di batteria, a quanto pare una cifra accettabile per continuare a creare contenuti), gli Strokes hanno deciso di approfittare dell’attenzione per mostrare durante il loro concerto un montaggio video in cui si faceva una cronologia facile ma completa di tutti colpi di Stato, cospirazioni e crimini vari commessi dalla CIA dagli anni ’50 a oggi.
Cile, Bolivia, Repubblica Democratica del Congo, solo per citare alcuni fatti storici – perché di fatti storici ormai si tratta – mostrati nel video. Il video si concludeva con immagini dei bombardamenti su Gaza e sull’Iran, effettuati dall’alleanza Israele-Usa.
OBLIVIUS – Coachella 2026 by u/Leather_Spray7942 in TheStrokes Il video è stato mostrato mentre la band eseguiva la canzone Oblivius (2016), che contiene il verso «What side you standing on?», in questo caso traducibile anche come «da che parte stai?». Ed è proprio il gancio scelto da Casablancas e compagni nel secondo weekend al Coachella degli Strokes.
Nel primo, il frontman aveva “solo” scherzato con la folla chiedendo «ragazzi, siete emozionati per il draft? Oh, aspettate, non il draft della NFL» (qui tocca spiegare una battuta: draft in inglese si usa sia per dire la leva militare obbligatoria che l’evento in cui ogni le squadre sportive professionistiche americane scelgono quali atleti universitari aggiungere alle loro rose).
Il video, tra le altre cose, menzionava leader stranieri come l’ex Primo ministro iraniano Mohammed Mossadegh, l’ex Presidente boliviano Juan Torres e l’ex Presidente cileno Salvador Allende, accostando le loro foto a didascalie che accusavano la CIA di essere responsabile dei colpi di Stato che hanno portato alla fine dei loro governi e alla loro morte. A un certo punto, come scrive anche Pitchfork, è anche apparsa un’immagine di Martin Luther King Jr. preceduta dalla didascalia «Il governo degli Stati Uniti è stato giudicato colpevole del suo omicidio in un processo civile», in riferimento a un processo del 1999 in cui una giuria decise all’unanimità che c’era stata una cospirazione governativa per assassinare il leader del movimento per i diritti civili (nel 2000, il Dipartimento di Giustizia ha riaperto l’indagine sulla morte di MLK a seguito della sentenza di questo processo, ma ha dichiarato di non aver trovato prove di una cospirazione).
Ma gli sforzi degli Strokes non finiscono al Coachella, la band ha già pianificato un tour che li porterà in Nord America, Giappone ed Europa. Il 26 giugno uscirà il loro prossimo album, Reality Awaits (il primo in sei anni di silenzio e progetti paralleli).
La scorsa settimana, con un sito stile internet anni ‘90/primi 2000 e cento musicassette inviate direttamente alla porta dei primi cento fan che avevano risposto al richiamo degli Strokes, la band ha lanciato il singolo Going Shopping.