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Venerdì 17 aprile 2026 ore 17:23

Cultura

Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction

Venerdì 17 aprile 2026 ore 16:06 Fonte: Rivista Studio

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Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha negato di aver citato il monologo "Ezechiele 25:17" dal film Pulp Fiction durante una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica a quella famosa scena e nonostante il fatto che tutti abbiano immediatamente riconosciuto la citazione.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction
Rivista Studio

Il confine tra la fiction tarantiniana e la liturgia pentagoniana è definitivamente crollato. Ma forse c’era da aspettarsi che un segretario della guerra ultranazionalista, fondamentalista cristiano e quintessenzialmente spaccone come Pete Hegseth (che comunque ha un controverso passato da anchorman di Fox News e un radioso futuro da predicatore bellico) trasformasse una sessione di preghiera per le truppe in Iran in un cortocircuito pop-religioso.

Recitando quella che ha presentato come una solenne invocazione biblica a protezzione delle squadre di ricerca e soccorso (CSAR 2517), Hegseth non ha attinto dal Libro di Ezechiele (versetto 25:17) ma dalla sceneggiatura di Pulp Fiction. Il celebre monologo di Samuel L. Jackson – ribattezzato dai fan proprio “il monologo di Ezechiele 25:17” – , riadattato sostituendo il nome del Signore con il codice militare “Sandy One” (è il nominativo radio del pilota in comando in una missione di ricerca e soccorso in combattimento, CSAR appunto, dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti), è diventato il manifesto di una «guerra santa» che sembra uscita più dall’immaginazione di uno sceneggiatore di Hollywood che da quella di un teologo.

Resta da capire se questa citazione Hegseth l’abbia fatto volutamente, se sia un errore in buona Fede (rigorosamente con la F maiuscola, qui) o se sia l’ennesima dimostrazione dell’ignoranza e tracotanza e superficialità MAGA. Hegseth ha detto di ritenere che la preghiera militare che ha letto «rifletta Ezechiele 25:17» e si è rifiutato di ammettere di aver citato Pulp Fiction e Tarantino.

E chissà, magari è sincero, qualcuno potrebbe davvero dirsi stupito scoprendo che Hegseth non ha mai visto Pulp Fiction e non ha idea di chi sia Tarantino? La difesa dell’ufficio stampa del Pentagono – che, come scrive il Guardian, parla apertamente di «ispirazione cinematografica» pur negando l’errore teologico ed evitando di dare a Tarantino quel che è di Tarantino – diventa l’ennesimo specchio di un’amministrazione che ormai troppo spesso dimentica il confine tra realtà e performance.

Mentre i legislatori democratici depositano gli articoli di impeachment contro di lui, Hegseth rincara la dose paragonando la stampa ai farisei del Nuovo Testamento, accusando i media di avere «cuori induriti» e di ostacolare il racconto di una vittoria imminente in Iran.

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