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Domenica 19 aprile 2026 ore 18:43

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Cronaca di una manifestazione senza manifestanti

Domenica 19 aprile 2026 ore 18:12 Fonte: Menti in fuga
Cronaca di una manifestazione senza manifestanti
Menti in fuga

La scorsa settimana ho notato i primi manifesti pubblicitari per l’evento a Milano del 18 aprile e, a dire il vero, considerando il titolo, ho creduto fosse organizzato dal famoso generale. Hanno dimostrato astuzia; hanno cominciato a collocarli nei quartieri periferici, dove la difficoltà del vivere è maggiore.

Poi li hanno messi in tutta la città. Padroni a casa nostra, senza paura, così recitano i cartelloni pubblicitari.

Ho deciso di verificare di persona chi fossero i partecipanti e quanti fossero; inoltre, ero a conoscenza delle due contromanifestazioni programmate per il pomeriggio. Come nelle altre manifestazioni, la fermata della metro in piazza Duomo è stata chiusa, e sabato non ha fatto eccezione.

Scendendo in piazza Cordusio col metro, mi sono diretto verso piazza Duomo lungo via dei Mercanti, ma l’accesso al Duomo era stato sbarrato dai poliziotti. Dovunque transenne.

Turisti e passanti colti di sorpresa, per raggiungere piazza Duomo sono stati costretti, come me d’altronde, a transitare prima da via Torino e poi da piazza Diaz. Le transenne mi permettevano finalmente di vedere il piazzale, che somigliava più a una piazza di un mercato con i suoi gazebo.

Non sembrava un posto dove si sarebbe svolta una manifestazione, non si udivano voci. Continuo a cercare un ingresso.

Una folla di turisti segue il mio stesso percorso. L’accesso a Palazzo Reale era consentito a chi possedeva i biglietti dei musei; non era possibile, come di consueto, attraversare il cortile per arrivare in piazza.

Continuo nel mio cammino, fa davvero caldo e da una quindicina di minuti provo a farmi strda. Intravedo nella via Palazzo Reale la possibilità di dirigermi verso il Duomo.

Seguo la massa di turisti e in fondo alla strada, a sinistra, si trova il consueto spiegamento delle forze dell’ordine che nega l’accesso a chiunque, eccetto a chi vuole partecipare alla manifestazione. Entra qualche anziano e i fotografi.

Devo ammettere che questo aspetto per una manifestazione mi è nuovo, sembrava di partecipare a un evento esclusivo, dove si poteva accedere solo con invito. Giro attorno al Duomo verso Vittorio Emanuele e sembra di trovarmi su un altro pianeta, i turisti e i passanti affollano il corso come al solito, e all’improvviso mi ritrovo dentro questa specie di zona rossa.

In lontananza riesco a scorgere la piazza, si notano le bandiere e i gazebo. I flussi, sia quello dei turisti che quello dei partecipanti, appaiono separati, ognuno segue il suo.

Finalmente arrivo nella piazza, ho impiegato circa mezz’ora, il sagrato del Duomo, che oggi non è accessibile, è di proprietà dei piccioni. La mia attenzione viene rapita dalla musica, nella piazza con ampi spazi vuoti risuona quasi ininterrottamente “Maledetta primavera” di Loretta Goggi.

Milano, 18 aprile 2026 @ Francesco Lorusso Intorno alla piazza, nei gazebo che avevo osservato in precedenza, si vendono t-shirt con il logo patriots.eu, bandiere italiane e fasce simili a quelle dei sindaci, con la scritta padroni a casa nostra. Entro nel cuore della piazza, faccio un giro per vedere le varie anime di quello che dovrebbe essere una manifestazione di protesta.

Una manifestazione organizzata a Milano una settimana prima del 25 aprile mi sembra uno sfregio, un’offesa alla storia della città. l palco al centro ripete costantemente lo stesso slogan padroni a casa nostra. In questa piazza ho visto parlare intere generazioni di democratici di sinistra, mentre oggi, invece, salgono su quel palco figure delle ultra destre europee oltre a Matteo Salvini interverranno poi il francese Bardella di Rassemblement National, la presidente greca di Foni Logikisdi, Afroditi Latinopoulou, l’olandese Geert Wilders del Pvv e poi il videomessaggio dello spagnolo Abascal di Vox mentre non è giunto il videomessaggio di Viktor Orbàn travolto dall’ecatombe elettorale in Ungheria.

Sarà Mario Giordano a usare sul palco la famigerata Remigrazione. Ma la sensazione è che il leader leghista sia un po’ isolato nella coalizione di governo.

Passeggio per la piazza, indeciso se andarmene subito o aspettare ancora un po’ di tempo, non mi sento particolarmente a mio agio. Attraverso il piazzale,  sempre non particolarmente affollato, senza intoppi e in poco tempo, mentre risuona la playlist musicale che arriva dalle casse: da Renato Zero a Heather Parisi, includendo anche gli 883.

L’atmosfera ricorda quasi una festa di paese, in lontananza scorgo dei fumogeni, mentre sulla statua di Vittorio Emanuele II c’è un gruppo con un cartellone che dice “tradizioni e identità”, mi sembrano quasi leghisti della prima ora, molto distanti dalle attuali posizioni di Salvini. Farebbero quasi tenerezza, se non sapessi quale è la loro vera essenza.

Sostanzialmente la manifestazione, per quanto ho potuto notare, mi è sembrata carente di contenuti oltre che di partecipazione. Gli slogan rimangono immutati, suonano logori, si oppongono sempre all’Europa che viene percepita come un peso che frena il nostro stato o contro gli islamici che stanno colonizzando le civiltà occidentali, colonizzandole.

La mia pazienza è finita, ho resistito anche troppo, lascio la piazza alle canzoni e agli umori retorici dei suoi leader, mi rituffo nel flusso dei turisti che per quanto siano in tanti non mi appaiono così fastidiosi come al solito. In lontananza passando davanti ad un presidio di militari malgrado abbia le mie cuffiette con la mia musica mi arriva con un coro da stadio: chi non salta un musulmano è.

Niente, non possono essere diversi da ciò che sono, e forse mai come in questo momento è proprio così che desiderano mostrarsi. Andando verso casa mi rallegro pensando che sabato prossimo sarà il 25 aprile e in questa piazza, svaniranno queste falsità e retoriche e risuoneranno le voci e le canzoni che parleranno di pace e di amore.

Non di odio o rancore. Neppure remigrazione, in un paese che invecchia sensibilmente.

E potremmo ballare pensando e sperando che un altro mondo è possibile. Francesco Lorusso   The post Cronaca di una manifestazione senza manifestanti appeared first on Mentinfuga.

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