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Al Piccolo, La vegetariana di Daria Deflorian
A un testo complesso come La vegetariana di Han Kang, premio Nobel per la letteratura 2024, metaforico e simbolico che pur riesce ad essere pervaso da un crudo realismo, si può attribuire di tutto. Ben ha fatto quindi Daria Deflorian a rispettarne la scrittura, a rimanere fedele al libro, nel portarlo in scena nei panni di regista e attrice.
Centrata la scelta del cast che vede Monica Piseddu nella parte della protagonista Yeong-hye, che decide prima di smettere di mangiare carne per poi smettere di mangiare del tutto. Raffinata la sua interpretazione e quel modo innocente di vestire il corpo nudo come abito di scena.
Ci regala un’interpretazione potente e insieme sensuale con i suoi gesti e la voce misurata. Non sono da meno Gabriele Portoghese nei panni del marito della protagonista e quella di Paolo Musio, nei panni del marito della sorella di Yeong-hye.
Sarà lui a dipingere il corpo della cognata usando degli accorgimenti scenici interessanti. Mostrando così come la tecnologia possa dare il suo meglio quando utilizzata le sue potenzialità poetiche.
L’adattamento scenico è impeccabile. Peccato che il palco del teatro Piccolo Grassi mal si adatti a una scenografia che si estende in larghezza, e impedisce agli spettatori dei posti laterali una visione completa, e così di godere appieno dello spettacolo.
Centrata l’idea di disporre in verticale il materasso che funge da letto coniugale. Questo sì consente al pubblico di cogliere movimenti e sfumature del dialogo dei corpi di scena.
Han Kang usa le parole in modo evocativo, preciso, poetico. Quello che intrattiene con la scrittura è un rapporto viscerale, intimo e profondo.
Ciò che ama nella scrittura così come proclamato nel discorso di accettazione del Nobel è «La possibilità di addentrarmi e soffermarmi su domande che sento così cruciali e impellenti. – Domande che nella stesura de La vegetariana diventano – È possibile per gli esseri umani, essere del tutto innocenti? Fino a che punto possiamo sottrarci alla violenza?
Cosa accade a chi per questo rifiuta di appartenere alla sua stessa specie?». Mi piace pensare che La vegetariana si concentri soprattutto sull’idea di libertà.
Che cos’è la libertà? Fino a che punto siamo disposti a spingerci per abbracciarla?
Tra le domande che il libro e l’adattamento teatrale sollevano ce n’è una esiziale per tutti noi. È una domanda che cerca di destrutturare l’antica paura. «È così terribile morire?».
Di recente ho trovato interessanti le parole di Roland Barthes in merito, che in La camera chiara così si pronuncia «La morte è la dura vittoria della specie». Daria Deflorian consapevole dei rischi insiti nel portare in scena un testo così sofisticato e stratificato come La vegetariana sceglie la via dell’essenzialità.
Questa strada la premia, riesce a catturare il pubblico che nelle due ore di rappresentazione non distoglie l’attenzione, e si fa condurre nelle visioni proposte in scena, costruite con delicatezza, attenzione ai minimi gesti, e una recitazione puntuale che non cerca mai di compiacere il pubblico con effetti speciali. Quella in scena infatti è una parola rarefatta.
È grazie a questa sobrietà che la regista attrice riesce ad abitare le parole di Han Kang, quel suo sostenere «Che la lingua è il filo che ci unisce, un filo lungo il quale scorrono la luce la corrente la vita, e dove confluiscono le mie domande». Sono domande che implicano una risposta colma di speranza, quelle che Daria Deflorian fa sue e riporta a noi dalle pagine dell’autrice coreana. «Nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti, insiste sulla necessità di immaginare i tanti punti di vista delle persone e degli esseri viventi che abitano questo pianeta; il linguaggio ci collega gli uni agli altri».
Gianfranco Falcone Teatro Il Piccolo – Milano La vegetariana Lo spettacolo contiene scene di nudo. Consigliato a partire dai 16 anni Durata: 1 ora e 50 minuti senza intervallo scene dal romanzo di Han Kang adattamento del testo Daria Deflorian e Francesca Marciano co-creazione e interpretazione Daria Deflorian, Paolo Musio, Monica Piseddu, Gabriele Portoghese regia Daria Deflorian aiuto regia Andrea Pizzalis scene Daniele Spanò luci Giulia Pastore suono Emanuele Pontecorvo costumi Metella Raboni consulenza artistica nella realizzazione delle scene Lisetta Buccellato collaborazione al progetto Attilio Scarpellini consulenza alla drammaturgia Eric Vautrin direzione tecnica Lorenzo Martinelli con Micol Giovanelli stagista assistente Blu Silla coordinamento tecnico “Personale Daria Deflorian” Elena Vastano per INDEX Valentina Bertolino, Elena de Pascale, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani una produzione INDEX in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale;
La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello in corealizzazione con Romaeuropa Festival; TPE – Teatro Piemonte Europa;
Triennale Milano Teatro; Odéon-Théâtre de l’Europe;
Festival d’Automne à Paris; théâtre Garonne, scène européenne – Toulouse con la collaborazione di ATCL / Spazio Rossellini; Istituto Culturale Coreano in Italia con il supporto di MiC – Ministero della Cultura copyright © Han Kang 2007 copyright © Adelphi 2016 The post Al Piccolo, La vegetariana di Daria Deflorian appeared first on Mentinfuga.