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Martedì 21 aprile 2026 ore 19:22

Cultura

La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68

Martedì 21 aprile 2026 ore 18:51 Fonte: Rivista Studio
La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68
Rivista Studio

Quando Valentino Garavani presentò nel 1968 a Firenze quella che oggi è nota come “La collezione Bianca” (o No Colour Collection) la risposta che ricevette dagli addetti ai lavori non fu soltanto relativa a un dato estetico – la collezione estremamente riuscita sarebbe poi divenuta simbolica dell’eleganza del couturier di Voghera – ma anche culturale. Perché quei vestiti, tra i quali Jackie Kennedy, senza avvisare Garavani o Giammetti, selezionò il suo abito da sposa per il matrimonio con Aristotele Onassis, non avevano assolutamente nulla a che fare con quanto stava succedendo nel mondo nel 1968, tra contestazioni giovanili e rivoluzioni socio-politiche.

D’altronde lo stilista ha sempre ammesso di essere ossessionato dalla ricerca della bellezza, scevra da qualunque connessione con il mondo fuori che cambiava, in maniere a volte anche violente. Lo stesso anno la collezione venne scattata per l’occasione da Vogue America (l’obiettivo era quello di Henry Clarke), che scelse di ritrarre quegli abiti nella location suggestiva dell’appartamento romano di Cy Twombly e della moglie Tania Franchetti.

Ed è un diretto rimando a quel preciso momento l’ultima campagna fotografica del brand guidato da Alessandro Michele, relativa alla pre-fall 2026, che è scattata non nello stesso appartamento, ma comunque in un immobile che è stato abitato dall’artista nel 1975, su consiglio di Giorgio Franchetti. Parliamo qui del Palazzo di Bassano in Teverina, che è un escamotage, nelle parole di Michele per «riattivare una precisa genealogia dello sguardo: un modo per rendere visibile, simultaneamente, distanza e continuità.

Non si tratta di aderire a un repertorio iconografico già dato, ma di intercettarne la vibrazione più profonda, lasciando che questa possa riemergere in forme inattese. È un lavoro sulla persistenza, intesa non come permanenza immobile, ma come traccia che attraversa il tempo e si trasforma: una linea che si spezza, devia, si rifrange nel presente, generando scarti, slittamenti, nuove possibilità di senso».

A fronteggiare la campagna, c’è come testimonial anche Sombr, che la settimana scorsa si è esibito al Coachella indossando Valentino, e ospitando sul palco anche Billy Corgan in un ideale “passaggio di consegne” generazionale che a Indio si è visto anche su altri palchi (uno su tutti quello di Sabrina Carpenter, che ha portato sul palco Madonna a cui nel frattempo sono stati rubati gli abiti dal camerino). Oggi la villa dove Twombly ha abitato per 30 anni è sede della Fondazione Iris, trust con scopo di diffusione culturale in campo artistico.

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